Sguardi Oltre, Road&Leisure, UncategorizedMaggio 6, 2026164 Visualizzazioni

di FABRIZIO APOSTOLO
Tre metri sopra il cielo. Che qui c’entra eccome, che ci si creda oppure no. Puro movimento, dei corpi e delle anime. I primi sono quelli, sotto appassionato sforzo, di chi trasporta le strutture con sopra le sacre statue. Le seconde sono di tutti i partecipanti: dagli stessi appartenenti alle confraternite agli spettatori.
La Semana Santa spagnola è davvero qualcosa da lustrarsi gli occhi: pura boccata di puro ossigeno in un mondo alla ricerca dei valori perdidos. Qui si condensano quelli religiosi, naturalmente, ma anche sociali, artistici, salutari. Qui si appassionano e confondono i generi e le generazioni, il giorno e la notte. Ci sono gli uomini, le donne, gli anziani, i giovani, i bambini. Ci sono le famiglie che mettono a disposizione i balconi nelle vie strette dei borghi, con le processioni che sfiorano gli angoli, e i turisti occasionali (come il sottoscritto), al cospetto di una serie di misteri. Uno su tutti: nonostante la presenza di migliaia di persone qui non si sgomita mai, tutto avviene con rispetto, le prime file non sono traguardo da raggiungere dopo battaglie furibonde. Tutti sono educati, tutti, cavallerescamente, cedono il passo.
Assistere alle processioni della settimana pasquale spagnola, poniamo da Valencia in giù, è un autentico Road&Leisure, un camminare dentro un piacere speciale e, insieme, un concentrato di Sguardi Oltre, un vissuto distintivo, una cultura che, muovendoti, ti fa fermare. Un anti-smartphone, potremmo arguire, un antidoto potentissimo – come lo sono i libri, certi libri, o i cibi, certi cibi – alla frammentazione schizofrenica che ci circonda.
In una giornata, il Giovedì Santo 2026, ho assistito a quattro delle cinque processioni di Alicante in programma. Il giorno prima, mi raccontavano, ce n’era stata una spettacolare, fatta di emozioni forti e pesi massimi, perché si trattava di salire in altezza con le strutture spinte lassù, nelle strettoie al cui culmine si contempla, eccome se si contempla, il mare. Il giorno dopo, l’inizio è stato con la luce e poi via via dentro la notte, tra processioni singole e spettacolari incontri di palchi. Un fotogramma: il carro con la Madre incontra quello con il Figlio e, all’unisono, vengono fatti dondolare dai portantini sotto lo sguardo incantato delle persone. Brividi puri, che ci si creda oppure no, anche se da un punto fermo non si può scappare: è la bellezza che, quando s’impegna davvero, l’umanità sa generare, portandosi in un istante a tre metri (e oltre) sopra il cielo.
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