Safe Vision, Focus ONGiugno 18, 2026779 Visualizzazioni

di ALESSANDRO DI GREGORIO
Un caso scuola progettuale, costruttivo e operativo guidato dagli obiettivi interrelati del miglioramento della sicurezza strutturale, della capacità di trasporto, dell’efficienza dell’infrastruttura, ma soprattutto emblematico di un approccio tipico delle autostrade di nuova generazione: quello che, nel quadro delle loro scelte manutentive e costruttive, le porta a produrre connessioni virtuose continue, che partono da una visione nitida dei fattori ante, in e post-operam, e gettano “ponti” (qui la metafora si trova decisamente a suo agio) tra autostrada e territorio, viabilità e trasporto, dimensione locale, nazionale ed europea.
Il viadotto Binasco dell’autostrada A7 Milano-Genova, nel tratto gestito da Milano Serravalle-Milano Tangenziali, al termine della cura manutentiva straordinaria a cui è ora sottoposto avrà esattamente queste caratteristiche connettive, che riguardano l’opera in sé, innanzitutto, irrobustita al punto da consentire il passaggio, senza limitazioni, di ogni tipologia di trasporto eccezionale, ma anche l’intera rete che fa capo dalla concessionaria di Assago (Milano). Basti pensare che con l’intervento di Binasco si possono considerare completate le grandi manutenzioni che hanno interessato tutti i viadotti dell’A7 negli ultimi anni.
Ma ci sono almeno altri tre fattori di connessione che questa storia tecnica fa emergere. Il primo, locale, è l’aspetto di confronto continuo tra concessionaria e Comune di Binasco, che ha portato frutti quali la predisposizione di uno scavalco, in grado di garantire il passaggio ciclopedonale fino all’interno del cantiere, e un servizio di trasporto pubblico a disposizione della cittadinanza nei momenti di completa chiusura della sede di Via Roma. Il secondo tocca il tema della mobilità autostradale e la coabitazione tra traffico e cantiere: lo sforzo congiunto prodotto ha fatto sì che siano sempre aperte tre corsie per senso di marcia. Il terzo ci conduce nel cuore dell’Europa e del programma CEF Connection Europe Facility, che ha co-finanziato l’intervento. Il riferimento al programma CEF, tuttavia, ci porta anche nei territori della digitalizzazione, questione al centro delle attenzioni, nonché degli investimenti, di Milano Serravalle-Milano Tangenziali che sta trasformando proprio l’A7 in un grande e articolato laboratorio di nuova mobilità.
Intervento costruttivo
Abbiamo avuto la possibilità di approfondire tutti gli aspetti relativi a intervento e contesto con gli specialisti della concessionaria Alessandro Torrini e Marco Colloredo, rispettivamente Direttore Investimenti e Realizzazioni e Direttore Operations&Esercizio, Innovazione, Strategia e Sostenibilità di Milano Sarravalle-Milano Tangenziali, nonché Carlo Vaghi, Direttore Generale di Milano Serravalle Engineering, la società in house a cui fanno capo gli aspetti di progettazione e direzione lavori. L’impresa esecutrice è, invece, Preve Costruzioni. “L’intervento – rileva Alessandro Torrini – comporta la manutenzione straordinaria, l’adeguamento sismico e l’incremento delle prestazioni strutturali del viadotto Binasco, obiettivi che puntiamo a raggiungere attraverso il rifacimento complessivo dell’impalcato, con demolizione dell’esistente e realizzazione di un nuovo impalcato metallico, e un’attività conservativa delle strutture in elevazione (spalle e pile), che verranno adeguate sismicamente e di cui saranno incrementate le prestazioni strutturali”.
Il punto di partenza è un impalcato storico costruito negli anni Sessanta e composto da un graticcio di travi a sezione variabile gettate in opera, ampliato alla terza corsia negli anni Novanta attraverso l’inserimento, in accostamento, di travi prefabbricate precompresse. Una disomogeneità costruttiva da annoverare tra i fattori che hanno imposto al tratto, nel tempo, limitazioni di carico o parzializzazioni e che sarà totalmente superata con il rifacimento dell’impalcato. Quanto alle sfide in campo, il progetto ha dovuto, in prima battuta, tenere conto dei limiti di intervento sulle strutture imposti dai franchi della viabilità comunale sottostante.
Le dinamiche quotidiane del traffico pendolare hanno quindi impedito di ridurre il numero di corsie durante le lavorazioni, imponendo scelte tecniche che prevedessero l’apertura, in continuità, di tre corsie per senso di marcia: “Proprio questa è stata un’autentica sfida – chiosa Torrini -: non tanto sostituire l’impalcato, ma riuscire a farlo procedendo a fasi consecutive in modo da poter mantenere sempre aperte carreggiate a tre corsie”. L’intervento è stato suddiviso in quattro macrofasi, con in campo tecniche di demolizione con pinze, per quanto riguarda le porzioni esterne del manufatto, e martelloni su escavatori nei casi delle zone intermedie. Abbiamo già accennato alla “connessione” con la viabilità locale: “Con il Comune – rileva Torrini – abbiamo definito varie opzioni di mitigazione, per garantire la continuità ciclopedonale e l’accesso al centro, in particolare per le utenze deboli. Tra le opere adottate: uno scatolare ad hoc con funzione di pista ciclopedonale protetta e un servizio di navetta”.
Contesto innovativo
Il peso specifico di contesto e opera è stato un fattore chiave per attrarre, verso la medesima, risorse del programma europeo CEF, che ha cofinanziato al 50% l’intervento di Milano Serravalle-Milano Tangenziali anche in virtù del fatto che la sua esecuzione consentirà l’eventuale transito, in rapidità e senza ostacoli, di veicoli militari e, in generale, di 130 tonnellate, lungo un asse viario strategico parte di un corridoio TEN-T. Il riconoscimento, ad ogni modo, va anche letto come tassello di merito nel quadro di un programma complessivo di modernizzazione dell’A7, messo in campo dalla concessionaria.
“Un’infrastruttura moderna – spiega Marco Colloredo – deve essere evoluta dal punto di vista della sicurezza e dell’efficienza, anche in chiave di military mobility, ma anche da quello dell’efficienza energetica e, più in generale della digitalizzazione, ambito che include la cybersecurity. È esattamente questo l’approccio che la società dedica alle sue arterie, tra cui l’A7. L’intervento di Binasco si inserisce in questo contesto strategico, che prevede anche cospicui interventi di sviluppo sostenibile (dalla ricarica elettrica alle stazioni di rifornimento di veicoli a idrogeno, ai progetti legati al fotovoltaico) e digitale (monitoraggio del traffico attraverso videoanalisi, pali tecnologici con server per la raccolta dati, e via dicendo). L’obiettivo finale: rendere l’autostrada un ecosistema efficiente, virtuoso, monitorato e protetto da tutti i punti di vista, con benefici diffusi a livello territoriale e nazionale”.
Progetto esemplare
Ultimo ma non ultimo, il progetto a cura di Milano Serravalle Engineering, che si fregia dell’eccellenza visto l’esito del bando CEF. Siamo tra il km 11+244 e il km 11+302 dell’A7, teatro di una manutenzione straordinaria che ha previsto la dismissione degli impalcati esistenti, sostituiti da un nuovo impalcato in struttura mista acciaio-cls; la realizzazione del sistema di protezione antisismica mediante installazione di 58 nuovi appoggi elastomerici a elevata capacità di dissipazione; la conservazione e il consolidamento delle spalle e delle pile. Il nuovo impalcato si sviluppa sulla superficie complessiva di circa 2.000 metri quadrati con pianta a losanga da circa 57 m di lunghezza per circa 36 m di larghezza. Si articola in quattro campate strutturalmente continue composte da 14 travi principali longitudinali in acciaio, ciascuna divisa in 5 conci.
“Il rinnovato viadotto Binasco – rileva Carlo Vaghi – è l’unica opera costruttiva, ovvero nella sua componente esecutiva, cofinanziata dalla Commissione Europea nell’ambito della Call CEF riservata al ‘dual use’ del 2023, il che rappresenta un motivo di soddisfazione per tutta la filiera impegnata. Da parte nostra, abbiamo dovuto lavorare in profondità su un progetto, la cui realizzazione portasse alla rimozione di un sostanziale bottleneck sull’A7che garantisse la massima efficacia costruttiva e, allo stesso tempo, riducesse al minimo gli impatti sugli utenti, sia dell’autostrada sia della viabilità sottostante”. Sulla base del cronoprogramma di progetto, la fine dei lavori è prevista nel 2027.
Smart VisionGiugno 16, 2026
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Smart VisionMaggio 14, 2026
PersoneGiugno 17, 2026
ProgettoGiugno 18, 2026

