La visione si fa concretezza

Vision TalksGreen VisionGiugno 16, 2026128 Visualizzazioni

La sostenibilità in anticipo, storicamente e strategicamente, quale frutto di una ricetta ambientale precisa e diffusa, che porta risultati. Ci racconta l’una e gli altri Carlo Costa, Direttore Tecnico Generale di Autostrada del Brennero

Redazione VISIONJ

Ingegner Costa, Autostrada del Brennero nel tempo ha dato vita a numerosi progetti che si sono rivelati precursori nell’ambito della sostenibilità. Pensiamo alla barriera fotovoltaica di Isera, quasi 4.000 moduli fotovoltaici capaci di assorbire il rumore e restituire energia pulita alla rete, ma anche al primo sito di produzione e distribuzione di idrogeno e al recente debutto del sito da 1MW per la ricarica di tir elettrici. Qual è il segreto del vostro modello?

La mia convinzione è che quando si progetta, e parlo di progettazione a 360 gradi, occorrano, al di là di tutte le competenze specifiche, due ingredienti fondamentali: concretezza e visione. Credo che nel settore delle infrastrutture, come in tanti altri ambiti dove si devono far collimare numerose esigenze, progettare basandosi sugli strumenti e le condizioni disponibili nel presente sia troppo poco. Per fare davvero la differenza bisogna provare a immaginare le necessità e le migliori soluzioni per il futuro. In questo modo non si rincorre l’innovazione tecnologica ma si può contribuire a dettarne il passo. Un po’ come abbiamo fatto nel settore dell’idrogeno. Abbiamo aperto il primo impianto a Bolzano Sud nel 2014, quando ancora in pochi parlavano di questo straordinario vettore energetico. Meno di dieci anni dopo il PNRR ha dato un forte impulso allo sviluppo di questa tecnologia, destinandovi consistenti fondi. Noi ci siamo fatti trovare pronti con un piano già approvato di implementazione e sviluppo della nostra rete e abbiamo così potuto aggiudicarci 4 bandi per la realizzazione di altrettanti impianti di distribuzione di idrogeno verde: nel giro di tre anni abbiamo gestito l’intero iter progettuale e realizzativo e l’apertura è prevista entro l’estate.

Anche sul fronte dell’elettrico avete registrato un primato importante, con l’apertura, un anno fa, del primo punto di ricarica per mezzi pesanti da 1MW a Bolzano Sud dotato dell’innovativo MCS realizzato in collaborazione con Alpitronic. Uno dei primi a livello europeo e il primo in assoluto in Italia?

Anche in questo caso occorre essere molto concreti. Oggi i tir elettrici circolanti in Italia sono davvero poche centinaia: nel 2025 ne sono stati immatricolati meno di 100 sopra le 12 tonnellate. Buona parte della loro affermazione sul mercato, è chiaro, dipenderà anche da tempi e potenza della ricarica. I vantaggi di una ricarica ultraveloce per i mezzi pesanti sono evidenti: più grandi sono le batterie, maggiore è l’autonomia in termini di chilometri. Ma batterie importanti, a meno di non voler trascorrere ore alla stazione di erogazione, richiedono altresì punti di ricarica di potenza conforme. Il nuovo MCS unisce queste due esigenze operative ed è stato pensato proprio per rispondere ai tempi che regolano il traffico pesante: ricaricare un tir entro i 45 minuti della pausa obbligatoria prevista dalla normativa per i mezzi pesanti ogni 4 ore e mezza di marcia senza doversi fermare prima

Ma perché Autobrennero, che è una concessionaria autostradale, dedica tanto impegno e investimenti ai temi della sostenibilità?

Ci sono almeno due motivazioni. Vi è sicuramente una questione etica, dettata dalla consapevolezza politica e scientifica rispetto ai limiti dei combustibili fossili in termini di complessità di approvvigionamento, finitezza e impronta inquinante. Anche se a generare emissioni non è certo l’arteria ma le auto che la percorrono, abbiamo a cuore l’ambiente e ciò che consegneremo alle future generazioni. A questo si aggiunge anche una sensibilità locale: non dobbiamo dimenticare che l’A22 è stata voluta, realizzata e finanziata dai territori che ancora oggi, attraverso i rispettivi Enti locali, compongono la maggioranza della compagine societaria. È quindi logico che la Società sia attenta a rispettare le esigenze di chi vive lungo la tratta e, al contempo, a tutelare i delicati ecosistemi che attraversa. Le faccio un esempio: il progetto BrennerLEC e la sua prosecuzione, BrennerLEC After Life, grazie a cui siamo riusciti a dimostrare che una riduzione dinamica della velocità aumenta i livelli di servizio, riduce le code e le emissioni inquinanti, impattando positivamente anche sull’incidentalità. È chiaro poi che per potersi affermare sul mercato i veicoli elettrici, a idrogeno o a batteria, vanno sostenuti.

Come?

Dotando l’arteria di un’infrastruttura di ricarica capillare e, per quanto riguarda l’elettrico, accompagnandola con una politica dei prezzi efficace. Il prezzo per la ricarica lungo l’Autostrada del Brennero è circa la metà di quello che si può trovare lungo altre arterie italiane: ricaricare un’autovettura elettrica in A22 costa infatti dai 0,33 euro/kWh (ricarica standard) ai 0,43 euro/kWh (ricarica rapida), mentre sulle altre autostrade italiane il prezzo medio oscilla tra 0,60 euro/kWh e 0,90 euro/kWh. Questa politica è costruita per sostenere realmente la diffusione dei veicoli elettrici. Anche qui il ragionamento è piuttosto semplice: nessuno comprerà mai un’auto elettrica se il costo di un rifornimento per chilometro continua a sfiorare quello di un carburante tradizionale. E che questa sia una scelta corretta lo confermano i numeri.

Carlo Costa, ingegnere, è il Direttore Tecnico Generale di Autostrada del Brennero

Avete registrato una crescita delle ricariche elettriche?

Assolutamente. L’energia elettrica totale erogata nel corso del 2025 è pari a 1.207.804,77 kWh su 47.877 sessioni di ricarica, con un aumento, rispetto all’anno precedente, del 47,12% per l’energia erogata e del 34,95% per il numero di sessioni effettuate. Il periodo di maggiore utilizzo si conferma essere quello estivo e in corrispondenza delle festività di fine anno. Tra le stazioni con il maggiore incremento figurano le due aree di servizio Paganella Est e Ovest, dove le ricariche sono aumentate rispettivamente dell’83% e del 53%, anche grazie all’installazione di un secondo ultracharger da 180kW a fine dicembre 2024. Questo dimostra come l’altra leva fondamentale per far crescere il comparto sia rappresentata dal potenziamento della rete. Ottimi numeri, considerata anche la natura sperimentale del sito, li abbiamo registrati anche a Bolzano Sud: dal 23 maggio del 2025, giorno dell’apertura, a fine 2025 sono stati erogati 102.383,09 kWh in 815 sessioni, con una media di quasi 4 mezzi pesanti in ricarica al giorno. Il che denota una richiesta in aumento per questa tipologia di servizio.

Quali progetti avete per il futuro in questo settore ?

Nel corso dei prossimi anni abbiamo in programma già numerosi interventi di potenziamento della rete, con la sostituzione progressiva delle vecchie colonnine a ricarica standard con ultracharger e l’apertura di nuove stazioni di ricarica per mezzi sia leggeri sia pesanti. L’approccio è sempre il medesimo: non ci fermiamo alla migliore soluzione disponibile oggi, ma immaginiamo il top per il domani.

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