Ingegneria sostenibile per l’Italia

Vision Talks, Green VisionOttobre 13, 2026249 Visualizzazioni

Realizzare soluzioni ingegneristiche avanzate che creano valore, mettendo a disposizione competenze ed expertise tecnica dal progetto all’esecuzione: è il modello di Officine Maccaferri Italia

Redazione VISIONJ

Il Belpaese come incubatore e laboratorio di ingegneria sostenibile e innovativa. In ragione delle sue caratteristiche geomorfologiche, ma anche della riconosciuta tradizione tecnica dei suoi abitanti. La Penisola italiana come grande laboratorio di tecnica e di visioni imprenditoriali, che diventano storie concrete. Quella che vi raccontiamo affonda le radici nel 1879, anno in cui Raffaele Maccaferri fonda Bologna, la “Ditta Maccaferri Raffaele, Officina da Fabbro”. Solo 15 anni più tardi la specialità della casa (brevettata) divenne il gabbione metallico a doppia torsione, destinato a diffusione e notorietà planetaria, applicato per la prima volta a Casalecchio di Reno (Bologna) per rimettere in sicurezza l’argine sinistro distrutto da una piena il 1° ottobre 1893. 

Fissate le radici, torniamo ora a occuparci dei frutti, più volte raccontati su VISIONJ con punti di vista – data la fisionomia contemporanea di Maccaferri – globali. In questo focus, invece, ci concentreremo sul mercato nazionale, di cui si prende cura Officine Maccaferri Italia, la società del Gruppo Maccaferri guidata dal suo Amministratore Delegato, ingegner Paolo Bianchini. L’abbiamo intervistato. 

Ingegner Bianchini, ci aiuta a scattare una fotografia di Officine Maccaferri Italia? 

Officine Maccaferri Italia è la società del gruppo che, sfruttando un’organizzazione caratterizzata da un forte know-how tecnico, cura il mercato italiano promuovendo e commercializzando soluzioni e prodotti progettati per risolvere sfide ingegneristiche complesse. Il nostro approccio ha caratteristiche peculiari: non ci limitiamo alla “vendita’” ma ci focalizziamo anche e soprattutto sulle competenze tecniche, offrendo supporto nell’individuazione delle soluzioni più efficaci, innovative e sostenibili fin dalle prime fasi progettuali.

Un approccio connettivo, dunque, dentro le filiere.

Si tratta di un approccio proattivo, basato su un dialogo costante con i diversi attori della filiera, tra cui stazioni appaltanti, progettisti e contractor. Offriamo agli stakeholder di settore il nostro know-how tecnico, contribuendo ad apportare valore ai progetti, valore che si sostanzia in un’attenzione ai concetti di sostenibilità e di total cost of ownership. Questo approccio implica una forte integrazione tra la componente commerciale e quella tecnica, una prassi da tempo consolidata in Maccaferri. 

Come è strutturata Officine Maccaferri Italia?

Operiamo attraverso le divisioni infrastrutture, ambiente e idraulica, rockfall (barriere paramassi), fencing (recinzioni) e BIS (Building, Industry e Sport). Naturalmente possono sussistere trasversalità, in particolare in campo infrastrutturale dove ci occupiamo di strade, ferrovie e aeroporti, ambiti in cui interveniamo mettendo a disposizione degli operatori soluzioni geotecniche finalizzate a mettere in sicurezza rilevati o superfici, penso alle terre rinforzate, ma anche intere infrastrutture e aree urbane, sia in costruzione sia in esercizio. 

Il vostro perimetro è il territorio che ha dato i natali a Maccaferri, la cui ingegneria sostenibile ha raggiunto un orizzonte globale. 

Le radici emiliane e italiane sono ancora oggi quelle da cui traiamo linfa, a partire dalle quali il Gruppo ha costruito solide fondamenta. Grazie a un’intensa attività di ricerca e sviluppo, accompagnata da acquisizioni mirate di aziende specializzate, negli anni il portafoglio di soluzioni si è ampliato significativamente: ai prodotti in rete metallica a doppia torsione si sono aggiunti i geosintetici, i prodotti per la protezione dalla caduta massi, le soluzioni per il mondo delle gallerie e, più recentemente, anche i sistemi di allertamento. In Officine Maccaferri Italia abbiamo sempre accompagnato questa evoluzione occupandoci del mercato di casa nostra e perfezionando un approccio di filiera basato sul confronto continuo con i diversi stakeholder. L’Italia, per tutte le soluzioni e applicazioni concepite in seno al Gruppo Maccaferri, è sempre stata un contesto molto fertile, tecnicamente parlando. Un incubatore di ingegneria sostenibile e innovativa. Dai primi gabbioni di Casalecchio di Reno alle centine automatiche del Terzo Valico dei Giovi, passando per numerosi casi d’uso nostrani che meriterebbero di essere raccontati per comunicare, essenzialmente, al mercato che determinate problematiche tipiche di un territorio fragile come quello italiano, grazie alla condivisione tecnica, possono essere affrontate in modo efficace.

Infrastrutture stradali, terra rinforzata per contenere il pendio in un tratto del nodo di Tirano (Lombardia) 

Tra i numerosi casi d’uso italiani rappresentativi dell’ingegneria sostenibile e innovativa di Maccaferri, ne abbiamo selezionati due: uno in ambito stradale e un altro ferroviario. Il primo è incentrato sulla realizzazione di muri in terra rinforzata in prossimità di un pendio limitrofo a un tratto della SS 38 “dello Stelvio”, nell’ambito del nodo di Tirano (Sondrio), infrastruttura Anas eseguita da INC. Ci troviamo in un sito caratterizzato da una stratigrafia eterogenea costituita da detriti, alluvioni, fasce alterate e substrato roccioso di gneiss, progettualmente ritenuto a rischio di instabilità superficiale e profonda e, dunque, da munire di adeguate opere di sostegno finalizzate ad assicurare il contenimento dei rilevati stradali lungo un tratto di circa 470 m. 

La scelta tecnologica si è orientata sul sistema Terramesh System in combinazione con la geogriglia ad alta resistenza MacGrid WG, un assetto che assicura elevate prestazioni in termini di contenimento e, al tempo stesso, durabilità. L’intervento ha portato alla costruzione di un’opera in terra rinforzata articolata in blocchi modulari sovrapposti, posati su una fondazione costituita da una platea in cemento armato poggiante su micropali trivellati. 

Le verifiche di stabilità, effettuate con software MacSTARS di Maccaferri e AllPile, hanno confermato l’efficacia dell’intervento sia in condizioni statiche sia in presenza di sollecitazioni sismiche. 

Sistema in blocchi modulari realizzato tra il pendio e la SS 38 dello Stelvio a Tirano (Sondrio)

Infrastrutture ferroviarie, maxirete per mitigare il rischio di caduta massi sulla Sassari-Chilivani (Sardegna) 

Dalle strade alle ferrovie, dalla Lombardia alla Sardegna. Il medesimo filo conduttore: mettere in sicurezza infrastrutture e territorio. Un caso in ambito railway recente ha visto impegnata Maccaferri nel supportare un intervento nel territorio comunale di Muros (Sassari), a monte della linea Sassari-Chilivani. La zona delle operazioni è stata il costone “Punta Cane e Chervu”, il cui versante presenta pareti rocciose sub-verticali, con altezze fino a 70 m caratterizzate da discontinuità strutturali che favoriscono infiltrazione e scorrimento delle acque meteoriche. Nell’area sono stati rilevati, storicamente, dissesti riconducibili in prevalenza a frane di crollo e ribaltamento di blocchi rocciosi. 

L’intervento recente è stato progettato proprio per mitigare il rischio di caduta massi installando adeguate opere di protezione. Per stabilizzare il costone, è stato realizzato un rafforzamento corticale con rete ad alta resistenza e ancoraggi di tipo passivo. Il rivestimento prescelto è il geocomposito metallico MacArmour 30-30 di Maccaferri in rete metallica a doppia torsione e maglia esagonale, con funi metalliche a elevata resistenza intessute nella rete in fase di produzione sia in direzione longitudinale che trasversale con interasse circa 30 cm. MacArmour è un sistema di rivestimento particolarmente adatto in presenza di blocchi instabili su pareti rocciose e impiegato negli interventi in cui vengono richieste elevate rigidezze, nonché resistenza a trazione e a punzonamento.

Rivestimento in rete a doppia torsione a maglia esagonale applicato sul costone di Muros (Sassari)

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