Demolire, preservare, ricostruire

Focus ON, Road IndustryOttobre 13, 20261K Visualizzazioni

La detonazione controllata delle prime 13 campate del viadotto Tevere, lo scorso 11 ottobre 2026, nel solco dell’esperienza tecnica di Anas e dell’esecutore Reway Group

Redazione VISIONJ

L'11 ottobre scorso il viadotto Tevere, sulla SS 675 “Umbro Laziale”, nel territorio comunale di Orte (Viterbo), ha toccato una tappa importante del suo percorso di rinnovamento infrastrutturale: la demolizione controllata delle prime 13 campate della carreggiata in direzione Terni, passaggio decisivo verso la sostituzione dell’attuale impalcato con una struttura di nuova generazione in calcestruzzo e acciaio. L’intervento, nella sua globalità, è stato suddiviso in lotti, in ragione delle numerose sfide costruttive da affrontare legate, per esempio, al contesto (interferenze con il fiume Tevere e con la linea ferroviaria) e per assicurare i massimi standard di sicurezza, oltre che di qualità.

L’intervento, da oltre 41,5 milioni di euro, conferma l’impegno di Anas – gestore dell’arteria e stazione appaltante, l’esecuzione, invece, è a cura di MGA (Reway Group) – nella riqualificazione delle infrastrutture strategiche del Paese e nella costruzione di una rete stradale sempre più efficiente e moderna.

Dal punto di vista tecnico,  questa fase si iscrive nel solco delle grandi demolizioni che hanno già interessato, in passato, i viadotti Paranza e Malle. Abbiamo avuto l’opportunità di raccontare quest’ultimo caso, tra l’altro, su uno speciale VISION Journal del 2025 collaborando con gli esecutori di Reway Group (in quel caso Gema, con il direttore tecnico Angelo Bianchi, e la stessa MGA, con l’Amministratore Delegato e Direttore Tecnico Giuseppe Carboni).

Trovate tutti i dettagli nella nostra VISIONJ Collection Reway Group 2025, a questo link.

La demolizione – aveva spiegato Anas in una nota – comporta la caduta verticale delle porzioni di impalcato, resa possibile mediante la creazione di cerniere plastiche ottenute con la detonazione controllata di cariche esplosive posizionate all’interno di appositi fori realizzati nelle travi esistenti. La tecnica adottata è stata individuata con l’obiettivo di salvaguardare le sottostrutture esistenti, comprese pile e spalle, e l’impalcato della carreggiata adiacente.

Infine, uno sguardo al prossimo futuro: la nuova struttura sarà dotata di un sistema di isolamento sismico, mediante isolatori a pendolo posizionati sulla sommità delle pile, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni dell’opera e incrementarne i livelli di sicurezza e durabilità e la sede stradale avrà una larghezza complessiva di 10,70 m, di cui 9,50 m pavimentati e 1,20 m destinati ai cordoli laterali per l’installazione delle barriere di sicurezza.

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