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Il bosco orizzontale di Milano

Viaggio sulle strade intorno all’abbazia di Chiaravalle, oggi riqualificate e protette dal Comune ambrosiano grazie alle barriere in acciaio e legno

di FABRIZIO APOSTOLO

Dall’ambiente per l’ambiente. Per garantire sicurezza e, al tempo stesso, generare armonia. Siamo nella periferia Sud di Milano, una metropoli in costante evoluzione, un tratto distintivo che non riguarda solo la nuova architettura del centro, ma anche le periferie. A Sud, per esempio, valicata via Ripamonti, c’è l’area dominata dall’abbazia cistercense di Chiaravalle, fondata da Bernardo nel 1135 (nota non marginale: fu proprio il Santo transalpino a introdurre in Lombardia i canali per l’irrigazione), oggi contesto agricolo e protetto, per l’esattezza dal Parco Sud di Milano.

A proposito di protezione, il Comune di Milano proprio in queste settimane sta concludendo un intervento di messa in sicurezza di due importanti arterie stradali che conducono proprio all’abbazia, via Sant’Arialdo e via Vaiano Valle, tramite installazione di due tipologie di barriere peculiari, a doppia e a tripla onda, realizzate in acciaio Corten con rivestimento in legno massello. Una soluzione che garantisce fin d’ora elevati standard di sicurezza agli utenti in transito e, contestualmente, un ideale inserimento ambientale.

Come si è arrivati a questa scelta e quali vantaggi comporta, nel dettaglio? Ci aiuta a rispondere l’ingegner Marco Sala, progettista e responsabile tecnico dell’intervento, in forza all’Area Tecnica Infrastrutture per la Mobilità del Comune di Milano in qualità di responsabile dell’Unità Ponti, ovvero delle opere in elevazione, incluse le relative protezioni.

Lavoro di squadra

Prima di entrare nel vivo delle questioni, va ricordato che l’amministrazione comunale del capoluogo lombardo sta investendo ingenti risorse proprio nell’ammodernamento dei sistemi di protezione, non solo a lato strada ma anche per quanto riguarda i punti singolari come le cuspidi, oggi “difese” dagli attenuatori. 

Tra gli interventi, rientra anche la sostituzione delle barriere di sicurezza in area Chiaravalle, eseguiti nell’ambito di accordi quadro. Nel dettaglio, in via Vaiano Valle l’esecuzione è stata curata dall’impresa Patuzzo Barriere Stradali, mentre in via Sant’Arialdo dall’ATI Sangalli-Bergamelli Impresa-SIAS. In tutti gli interventi dell’area, circa 10 km complessivi, le barriere in legno e acciaio sono state fornite da VITA International con la collaborazione e assistenza della società Nuove Iniziative Srl.

On the (green) road

Entriamo nel vivo dell’intervento che possiamo dividere in tre tratti distinti: il primo corre, lungo la via Sant’Arialdo, da via Ripamonti al bivio per Poasco, poco prima dell’approdo a Chiaravalle, e si estende per circa 1,2 km (su entrambi i lati). Il secondo riprende sempre in via Sant’Arialdo dopo l’abbazia e corre per altri 1,2 km tra il parco e la linea ferroviaria (solo lato parco). Il terzo, infine, si snoda lungo tutta la via Vaiano Valle, in direzione Nord, per circa 3 km (anche qui su entrambi i lati), a formare con i primi due una sorta di T rovesciata, alla cui base vi sono il complesso storico e l’adiacente cimitero. Nel mezzo, una bellissima campagna, con gli argini e i fossi, i papaveri e tutte le specie arbustive lombarde. 

L’obiettivo dell’intervento – ci spiega l’ingegner Sala – era di sostituire dispositivi datati con barriere di sicurezza certificate ai sensi della normativa europea EN 1317, ovvero marcate CE, che garantissero anche un ideale inserimento ambientale, dato il contesto di pregio naturalistico”. Dopo aver individuato l’adeguata soluzione tecnica, il Comune ha quindi interpellato il Parco Agricolo, la cui commissione paesaggio, a seguito di uno specifico iter, ha concesso l’autorizzazione paesaggistica semplificata che ha aperto la strada alla realizzazione.

Valori aggiunti

Parallelamente al disco verde estetico-ambientale, si è proceduto alla scelta delle tipologie di barriere, determinata dalle caratteristiche dei contesti e dai livelli di traffico delle arterie: nel primo tratto di Sant’Arialdo e in via Vaiano Valle è stata installata una barriera modello Treviade di classe N2 a doppia onda, mentre nel tratto adiacente alla ferrovia di via Sant’Arialdo un dispositivo modello Garda di classe H2, a tripla onda.

Tra i fattori a valore aggiunto propri di questi dispositivi – aggiunge Sala – va sottolineato il fatto di essere omologati sia nella sola struttura in acciaio Corten, sia in quella combinata acciaio-legno, il che è un beneficio sia per la sicurezza sia per la tutela ambientale, dato che il Corten è una soluzione di pregio naturalistico. Nella configurazione attuale, poi, il rivestimento in legno rappresenta anche una tutela in più per l’utenza ciclistica, oltre che per quella veicolare”. 

A proposito di ciclisti, ci arriva la notizia che l’ammodernata via Vaiano Valle, carrabile dal lunedì al venerdì, nei weekend viene interdetta agli automezzi per diventare solo ciclopedonale. Una soluzione “ibrida” che va nella direzione di un’ulteriore, accresciuta sostenibilità.

Dal punto di vista tecnico, resta ancora da dire che in alcuni tratti le barriere sono state installate sui cosiddetti arginelli, ovvero in siti in cui non era possibile rinvenire “quel terreno infinito a tergo della barriera tipico dei campi prove, un contesto – rileva Sala – che ci ha portato a prevedere attività di consolidamento della massicciata retrostante, visti anche i dislivelli delle scarpate”.

Made in Lombardia

Le barriere VITA International vengono pensate, sviluppate, progettate e prodotte a Travagliato, Brescia, in un contesto industriale ma che sa convivere al meglio con aree agricole e green. Treviade, nome di una delle due barriere installate a Chiaravalle, è proprio l’antico nome di Travagliato. Da territorio a territorio lombardo, dunque, dalla cura per un prodotto di nicchia a quella per un intervento pensato e attuato per valorizzare al meglio il contesto. E soprattutto: dalle persone per le persone.

 
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