Safe Vision, Road Industry, Smart VisionMaggio 27, 2026393 Visualizzazioni

di FABRIZIO APOSTOLO
Gestire infrastrutture, gestire mobilità. Due macro-funzioni che si intrecciano in un unico sistema viario, storicamente collocato in un contesto ad alta densità urbanistica e viabilistica e, dunque, ad alta, altissima complessità. Stiamo parlando della rete autostradale di cui si prende cura, ogni giorno, Milano Serravalle-Milano Tangenziali, concessionaria con sede ad Assago, Milano, angolo strategico in cui si intrecciano corridoi italiani ed europei, nonché una delle porte di accesso del capoluogo lombardo.
Ma prendersi cura di utenti (circa 180 milioni di transiti all’anno, in crescita), residenti e anche di chi lavora in autostrada o tangenziale, significa, prima di tutto, mettere a terra e rinforzare – ogni giorno – una visione strategica che sappia costruire nessi tra tutti i fattori in gioco: dalla fluidità del traffico all’eco-sostenibilità, dalle nuove tecnologie alla sicurezza (a tutto campo). A proposito di sicurezza, divulghiamo questo articolo sta per alzarsi il sipario sugli Asecap Days 2026, a Bratislava, Slovacchia. Il suo titolo dice molto sulle sfide contemporanee della gestione autostradale e, dunque, sugli “attrezzi del mestiere” che ci vogliono per affrontarle e vincerle: “Investing to make road infrastructure resilient for Europe’s future mobility needs”. Parafrasandolo: resilienza e dunque anche sicurezza (nel tempo) nelle sue varie eccezioni.
Safety interconnessa
Lo scorso gennaio la società, guidata dal presidente Elio Catania e dall’amministratore delegato Ivo Cassetta, ha annunciato di aver investito in tecnologie digitali al servizio della mobilità autostradale, dal 2023 ad oggi, circa 50 milioni di euro. Dando così sostanza a una visione incentrata sui dati – qualificati – che da un lato sta raccogliendo buoni frutti nel presente (un esempio: la comunicazione all’utenza di tempi di percorrenza sempre più raffinati), mentre dall’altro sta seminando per il futuro. Quello, per esempio, segnato dalla guida autonoma, già sperimentata in azienda nell’ambito del progetto Serravalle Future Drive e a cui guardano i primi 12 km di Smart Road predisposti su A7 e A50 Tangenziale Ovest di Milano.
Proseguendo lungo la direttrice dell’innovazione, e tenendo sempre ben presente il quadro generale di gestione – fortemente connettivo – a cui il management sta lavorando alacremente, un ambito cardine che incontriamo sulla nostra autostrada è quello della sicurezza, traguardo storico e da sempre prioritario oggi sempre più accessibile proprio grazie alla tecnologia. Va premesso che la visione della concessionaria, al proposito, tiene conto di tutte le sfumature e le delicatezze, e non sono poche, che il tema implica. Perché la sicurezza è questione plurale, riguardando la circolazione, le infrastrutture, i cantieri, nonché sovrapponibile con altre questioni topiche, a partire dalla qualità, di processo e prodotto.
Approccio integrato
In questo quadro assumono un valore ancora maggiore le iniziative di “safety through technology” messe a punto, alcune delle quali passeremo in rassegna. Con una premessa: se gli ambiti applicativi appaiono variegati (SI VA dall’illuminazione al monitoraggio strutturale), a legarle in un approccio omogeneo e integrato ci pensano fili conduttori forti quali: a monte la gestione del dato, a valle l’impegno nel proteggere al meglio gli utenti nel presente, nel mezzo gli investimenti in apparati ad alta affidabilità e la piena integrazione con gli ecosistemi tecnologici già esistenti.
Viaggio safe-tech
Illuminazione radente. È una tecnologia che da qualche anno sta prendendo piede nel settore, per la sua combinazione di “leggerezza” ed efficacia. La concessionaria ha installato, nell’ambito di una sperimentazione, oltre 500 corpi illuminanti a LED integrandoli alle barriere di sicurezza dello svincolo dell’A50 Tangenziale Ovest cosiddetto della “Nuova Vigevanese”, l’asse stradale che collega via Lorenteggio, a Milano, con Vigevano. Con questa tecnologia alla sicurezza passiva tipica dei guard-rail, si aggiunge quella attiva emanata da una luce che rende la visione più uniforme, migliorando anche i “contorni” dei tratti stradali. La riconosciuta durabilità dei LED aumenta, infine, anche gli standard di sostenibilità.
Anti-contromano. A proposito di contromano, la concessionaria ha installato e attivato sistemi avanzati per il rilevamento dei veicoli in transito in senso contrario rispetto al corretto flusso del traffico, in corrispondenza con le barriere di Milano, Agrate, Terrazzano e Sesto San Giovanni, ovvero le principali “door” delle grandi arterie della rete. Li compongono tecnologie radar, telecamere e algoritmi di intelligenza artificiale, che generano alert in tempo reale presi in carico dagli operatori del Centro di Controllo del Traffico. Il “fenomeno”, seppur raro (ma è il classico caso in cui è d’obbligo puntare alla “vision zero” …) è da molto tempo oggetto di attenzione aumentata negli ambienti autostradali più avanzati d’Europa, si pensi anche agli studi su tecnologie e segnaletica anti-ghost sviluppati in sede Asecap.
Alert sonori. La relazione tra infrastruttura e veicoli in contesti sensibili come quelli autostradali (velocità sostenute, ricorrenza di infrastrutture complesse quali viadotti e gallerie, etc.) ai fini della sicurezza va “auscultata” con tutti gli strumenti a disposizione. Uno di recente introduzione in Italia si traduce in una tecnologia basata su microfoni che captano eventi anomali in galleria (frenate, clacson, urti, vociare, flussi d’acqua, etc.), ne elaborano i suoni con un software AI e collaborano con il sistema di telecamere per portare all’attenzione degli operatori, di fatto in tempo reale, lo scenario in essere e in divenire. Proprio l’integrazione tra il nuovo sistema di intelligenza acustica e l’apparato video esistente, nonché il sistema generale di controllo della viabilità, anche riducendo i falsi allarmi consente di mettere a disposizione del gestore i dati più funzionali possibili alla base delle scelte operative di intervento, che sarà dunque mirato e soprattutto tempestivo. I microfoni sono stati installati nella Galleria Vimercate (A51), nella Galleria San Rocco (A52) e nella Galleria Fonica (A52). In tutte e tre le infrastrutture il sistema è stato collaudato.
Pesa dinamica. Le tecnologie cosiddette Weight-In-Motion, pur collocandosi ancora nella sfera del rapporto intercorrente tra veicoli e infrastruttura, ci accompagnano coinvolgono sia il tema della sicurezza della circolazione sia quello della sicurezza delle infrastrutture. La concessionaria ha introdotto un sistema di rilevazione e monitoraggio di tutti i veicoli pesanti per peso, classe e sagoma che utilizza sensori installati nel manto stradale per compiere rilevazioni, mentre i convogli sono in movimento. Il sistema individua i mezzi a carico eccedente, ricavando un corpus informativo messo a disposizione agli operatori di sicurezza preposti. Il transito dei truck sovraccarico rappresenta infatti un rischio imminente per la mobilità al contorno (frenate improvvise, limitata stabilità, etc.) e futuro per la stessa infrastruttura (impatti su opere d’arte, pavimentazioni, etc.).
Pavement analysis con fibra. L’ultimo cenno ci consente di portarci in un territorio squisitamente stradale, in zona “sovrastruttura”, ovvero la pavimentazione. Lungo circa 60 km di autostrada A7 la società ha integrato la propria rete in fibra ottica con un innovativo sistema di monitoraggio H24 che rileva vibrazioni, deformazioni strutturali e variazioni di temperatura. Il fine: un’osservazione profonda, continua e data-driven sullo stato del manto stradale in funzione di una sua manutenzione mirata e, soprattutto, predittiva. L’iniziativa ha già innescato un circolo virtuoso, a più livelli. Per mettere a terra il sistema, innanzitutto, sono stati evitati interventi invasivi, perché la tecnologia si integra agevolmente con gli apparati esistenti. Invasività al minimo, inoltre, anche per quanto riguarda le manutenzioni future: è un beneficio della pianificazione e del “gioco d’anticipo” assicurato dall’upgrade tecnologico.
In parallelo, un sistema di monitoraggio in tempo reale così concepito lavora a vantaggio sia della sicurezza stradale, anche grazie al fatto che diminuiscono cantieri e chiusure, sia della resilienza dell’infrastruttura. Il sistema prevede un’accuratezza superiore al 95%, riduzione complessiva dei costi di attività anche del 60%. Ma come funziona la tecnologia? La fibra ottica posata viene per così dire “interrogata” da un dispositivo, che invia impulsi laser e misura il segnale di ritorno generato da microscopiche variazioni lungo il cavo acquisendo così preziose informazioni, come si diceva, su vibrazioni, deformazioni e variazioni termiche, elaborate anche con algoritmi AI.
Monitoraggio viadotti. Chiudiamo la rassegna con un’iniziativa, già messa sotto i riflettori di passati Asecap Days, che riguarda ancora aspetti di monitoring avanzato, questa volta con destinazione d’uso le strutture verticali. L’architettura del sistema adottata si basa su una moltitudine di sensori in grado di misurare vibrazioni lungo i tre assi principali dello spazio, deformazioni, allungamenti e rotazioni in punti cruciali dei suoi principali viadotti.
Le misure acquisite vengono quindi utilizzate come dati per analisi di reverse engineering che, sulla base di algoritmi di intelligenza artificiale, aggiornano le caratteristiche dei modelli ad elementi finiti generando veri e propri gemelli digitali di strutture reali. Le misure acquisite permettono di verificare la risposta delle strutture ai carichi da traffico, valutando i coefficienti di sfruttamento dei materiali e, in ultima analisi, il coefficiente di sicurezza delle strutture al danneggiamento.
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