Green Vision, Vision NewsMarzo 30, 2026116 Visualizzazioni

Redazione VISIONJ
Non limitarsi a inseguire l’emergenza, ma rafforzare strumenti, competenze e coordinamento per prevenire il rischio e proteggere le infrastrutture di trasporto. È questo il filo conduttore dell’incontro promosso il 27 marzo da ANSFISA a Savona, dove istituzioni, gestori, professionisti e operatori del settore si sono confrontati nel seminario “Sicurezza e tutela delle infrastrutture sul territorio”, organizzato con la collaborazione di RemTech Expo, dell’Ordine dei Geologi della Liguria e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Savona.
Al centro della giornata il Libro Bianco sul dissesto idrogeologico e le infrastrutture di trasporto, strumento tecnico e operativo con cui ANSFISA intende consolidare un approccio sempre più orientato alla prevenzione strutturale, alla programmazione di lungo periodo e all’integrazione delle competenze. Un’impostazione che in Liguria assume un rilievo particolare, considerando le caratteristiche di un territorio fragile e complesso, segnato da versanti acclivi, bacini di ridotte dimensioni e reti di collegamento particolarmente esposte. La conformazione stessa della rete infrastrutturale regionale rende l’interruzione di un singolo tratto potenzialmente capace di isolare porzioni ampie del territorio.
Nel suo intervento introduttivo, il Direttore di ANSFISA Domenico Capomolla ha richiamato il lavoro svolto dall’Agenzia nel corso dell’ultimo anno per consolidare sempre più il presidio della sicurezza sull’intero sistema, sottolineando come anche dal Libro Bianco emergano proposte concrete per una gestione più efficace del rischio e per una tutela più avanzata delle reti viarie, ferroviarie e degli impianti fissi. “Con il Libro Bianco abbiamo voluto costruire una piattaforma di confronto solida, su cui far crescere non solo la condivisione delle analisi ma anche un modello di intervento sempre più fondato sulla prevenzione e sulla capacità di fare sistema. Portare questo lavoro sul territorio significa alimentare il dialogo tra amministratori, gestori e operatori, valorizzare esperienze dirette e rafforzare quella cultura della sicurezza che rappresenta uno dei compiti fondamentali dell’Agenzia”, ha dichiarato Capomolla.
La sessione mattutina ha messo in relazione istituzioni regionali e territoriali, Autorità di bacino, ordini professionali e principali soggetti coinvolti nella gestione delle infrastrutture, con un focus specifico sulla realtà ligure. Tra i temi affrontati, la rete ferroviaria regionale, il contributo degli autori del Libro Bianco e il confronto su monitoraggio, criticità e buone pratiche con i rappresentanti di Anas, Autostrade per l’Italia, del Comune di Savona e del Comune di Vado Ligure.
“Nel 2025 per la manutenzione programmata abbiamo investito 1.804 milioni di euro con un aumento dell’11,3% rispetto al 2024 – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme -. Sono stati destinati circa 832 milioni a ponti, viadotti e gallerie, 386 milioni al rifacimento delle pavimentazioni, 264 milioni alle opere complementari, 178 milioni alle barriere di sicurezza e 142 milioni agli impianti”.
Nel corso dell’evento Gemme ha anche annunciato la firma del contratto con la nuova impresa incaricata di concludere i lavori per la variante alla SS 1 “Via Aurelia” di Savona. Durante il panel “Territorio: monitoraggio, criticità e buone pratiche” – a cui hanno partecipato anche i sindaci di Savona e Vado Ligure, Marco Russo e Fabio Gilardi, e la Direttrice Ingegneria di Autostrade per l’Italia, Marilisa Conte – è stato quindi affrontato il tema del ruolo strategico delle infrastrutture.
“In un contesto segnato da cambiamenti climatici, instabilità internazionale e nuove minacce ibride, le strade non sono più infrastrutture di trasporto ma diventano veri e propri asset di sicurezza – ha sottolineato l’AD di Anas – una rete efficiente, monitorata e avanzata sul piano tecnologico rappresenta un fattore chiave per lo sviluppo economico e la resilienza del Paese”.
Gemme ha messo in evidenza l’evoluzione dell’approccio di Anas alla sicurezza ormai sempre più orientato alla prevenzione: “Stiamo passando da una manutenzione programmata alla manutenzione predittiva grazie all’impiego di tecnologie innovative. Abbiamo così rafforzato il monitoraggio dinamico di ponti, viadotti e gallerie”. Le ispezioni delle opere d’arte sono passate da 3.886 nel 2019 a 18.964 nel 2025, con una copertura del 100%.
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