Smart VisionMarzo 23, 202676 Visualizzazioni

di FABRIZIO APOSTOLO
Prendersi cura delle infrastrutture, sia dal punto di vista della realizzazione ex novo sia della manutenzione, è un’attività che trae forza dalla comunicazione dinamica ed efficace tra i protagonisti della filiera. Un anello chiave di questa speciale “catena produttiva” – composta, tra gli altri, da normatori, stazioni appaltanti, progettisti, imprese – è senza dubbio il Direttore Lavori o, meglio, la Direzione Lavori.
Se l’obiettivo è semplificare la complessità, lo scenario più adeguato a osservarlo è la grande infrastruttura, che, lato DL, è generalmente presa in carico una nutrita squadra di esperti composta, oltre che dal “Direttore” al vertice, da ispettori, coordinatori della sicurezza, figure professionali specializzate in diversi ambiti tecnici, dai viadotti alle gallerie, dall’idraulica alle pavimentazioni.
A proposito di “strumenti”, un set epocale, come noto, è quello fornito dall’innovazione o, più nello specifico, dalla digitalizzazione. Di qui la domanda: come sta contribuendo la cultura digitale allo sviluppo della Direzione Lavori negli attuali contesti d’opera in cui si cimenta l’engineering? E quali sono le prospettive di evoluzione, in materia? Per rispondere a queste e altre domande abbiamo incontrato a Milano due specialisti di Sina (ASTM Group), il suo direttore tecnico, l’ingegner Giuseppe Pasqualato, e l’ingegner Giovanni Massone, (rispettivamente, da destra a sinistra nell’immagine di apertura) che da circa due anni è responsabile proprio dell’area Direzione Lavori di Sina, mentre in precedenza si era occupato a lungo di progettazione nelle vesti di responsabile dell’area Strutture e Geotecnica.
Prima di entrare nel vivo della questione, va premesso che Sina vanta un curriculum lungo e prestigioso in materia di DL, basti pensare a maxiopere quali l’alta velocità ferroviaria Torino-Milano, progettata e realizzata nei primi anni Duemila seguendo i rigorosi standard Italferr, o, pochi anni più tardi, l’ampliamento dell’autostrada Torino-Milano, dove la società si è occupata sia di Direzione Lavori sia di coordinamento della sicurezza. In tempi più recenti, va menzionata l’intensa attività riguardante, per esempio, numerosi e importanti interventi di manutenzione straordinaria con adeguamenti sismici di viadotti, nell’ambito della modernizzazione delle autostrade del Nord-Ovest italiano.
Innovare e migliorare i processi della Direzione Lavori in sé e, in parallelo, rendere sempre più efficienti i meccanismi di filiera, nello specifico la collaborazione tra la stessa DL e la progettazione, senza dimenticare, naturalmente, il costante dialogo con le imprese. “La Direzione Lavori – approfondisce il punto l’ingegner Pasqualato – ha un obiettivo molto concreto: contribuire a conseguire il risultato migliore certificando la corrispondenza dell’eseguito ai dettami progettuali. In questo processo, in particolare nel momento in cui possono insorgere criticità (per esempio dovute a situazioni impreviste e di particolare complessità), diventa importante avvicinare il più possibile la visione del Direttore Lavori a quella dei progettisti, che è ampia e a lungo termine”.
Questa condivisione è d’aiuto sia al primo, che avvicina il suo sguardo alla profondità delle scelte di partenza, per confermarle o adattarle al contesto applicativo, sia ai secondi, attraverso il loro maggior coinvolgimento nell’operatività, fattore positivo per l’immediato e in prospettiva di attività future. “Questa necessità di condivisione approfondita e continua – nota ancora Pasqualato – è ancora più preziosa in un contesto caratterizzato da aggiornamenti normativi, tra cui il recente decreto CAM Strade. È questo, per esempio, un territorio in cui è opportuno che direzione lavori e progettazioni lavorino di comune accordo”.
Condividere, dunque, il progetto per farlo vivere in una relazione con il cantiere che diventa circolare. Per farlo al meglio, occorre introdurre nuovi paradigmi, che siano portatori di efficienza, oltre che di produttività, anche e soprattutto all’interno delle specifiche attività di Direzione Lavori. Uno di quelli maggiormente sotto i riflettori è proprio la digitalizzazione, che significa raccolta, qualificazione e gestione ottimale e condivisa dei dati. Come è stata introdotta in casa Sina? “Il primo passo fondamentale – spiega l’ingegner Massone – è stato quello di istituire un database, un deposito di dati digitali unico che riunisse le informazioni progettuali e quelle inserite dai gruppi di Direzione Lavori. Per costruire questo archivio abbiamo seguito i principi ispiratori dell’organizzazione delle informazioni e della fruibilità nel tempo. Il digitale ci aiuta a gestire una mole di dati sempre più ingente, a estrarli correttamente e agevolmente in funzione delle attività e a procedere ad aggiornamenti praticamente istantanei, in ambienti condivisi”.
Operazioni quali le rilevazioni visive, anche attraverso immagini fotografiche, o la compilazione dei verbali nel mondo digital hanno così una marcia in più. Se il sistema che costituisce l’architettura principale del database in uso a Sina – un ACdat (sigla che sta per ambiente di condivisione dati) della famiglia ProjectWise di Bentley Sysyems – è ormai pienamente integrato nelle prassi aziendali, su questo terreno la società sta innestando diversi “alberi” tech, che vanno da software integrati per la gestione digitale dei cantiere a strumenti di computer vision capaci di sovrapporre il costruendo al progettato, utilizzando il tablet e smartphone, con app dedicate. “Una frontiera su cui stiamo lavorando – aggiunge Pasqualato – è l’introduzione di algoritmi di intelligenza artificiale che ci guidino, per esempio, nella compilazione di alcune parti dei verbali o delle checklist di controllo. Un punto cruciale resta la certificazione del dato, che deve essere assoluta in quanto stiamo parlando di documenti che sono atti formali. Un tema che, di riflesso, viene utilizzato anche da chi si occupa, sempre nel team del cantiere, del Coordinamento della Sicurezza”.
L’approccio di Sina in materia di “digital DL” ha trovato un recente e importante, campo di applicazione nei cantieri che hanno portato all’apertura funzionale dell’autostrada A33 Asti-Cuneo, nel dicembre 2025. Così come in altri casi, tra cui quello del “nuovo ammodernamento 4.0”, potremmo dire, dell’autostrada A4 Torino-Milano.
“Nei cantieri di grandi infrastrutture lineari– rileva Pasqualato – l’attività di Direzione Lavori risulta più complessa, rispetto a quelli di ambito edile. Pensiamo alle attività logistiche o agli spostamenti. Ragion per cui diventa ancora più prioritario accelerare sul fronte della semplificazione attraverso l’innovazione”. Lungo i circa 6 km dei nuovi tratti dell’Asti-Cuneo la DL Sina si è mossa come descritto in precedenza, facendo girare al massimo il “motore” del suo database e facendo squadra al proprio interno e con gli interlocutori esterni, nonché utilizzando sul campo un campionario di strumentazioni smart.
“Anche sui cantieri della Torino-Milano – rileva Massone – adottiamo le stesse procedure in un contesto di diversa natura, ma molto più esteso, dato che il progetto consiste in un ammodernamento tecnologico e sostenibile in più ambiti: dagli impianti in fibra ottica per lo scambio dei dati all’approvvigionamento energetico (fotovoltaico), alla raccolta e conservazione delle acque, fino alle pavimentazioni di nuova generazione. Ci troviamo lungo una Smart Road diffusa lungo oltre 100 km di autostrada, che una squadra di Direzione Lavori non può che affrontare con modalità innovative, parlando così la stessa lingua della materia che si trova a gestire”.
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