Vi presentiamo una prima panoramica sulla nuova normativa riguardante i contratti pubblici, già entrata in vigore, efficace dal 1° luglio
di MARIA FERRANTE | Avvocato, Partner di P&I-Guccione e Associati
Con il D.Lgs 31 marzo 2023, n. 36, come noto, è stato adottato il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, che, entrato in vigore già il 1° aprile 2023, acquisterà efficacia a partire dal 1° luglio 2023 (al netto della disciplina transitoria delle varie parti del Codice stesso): molte le novità introdotte, che si può dire comportino un vero e proprio cambio di prospettiva nella gestione degli appalti.
In primo luogo, per la prima volta nella storia normativa dei contratti pubblici, il Codice viene formulato come atto autoapplicativo (o autoesecutivo): lo stesso Codice, dunque, nei suoi allegati, contiene tutta la disciplina di attuazione che sinora era stata affidata ad atti regolamentari o, addirittura, alla soft law dell’ANAC.
Inoltre, sempre da un punto di vista più formale, il nuovo Codice ha una struttura innovativa che dà rilevante risalto all’enunciazione di numerosi principi generali che dovrebbero fungere da “faro” nell’interpretazione e attuazione della disciplina dei contratti pubblici, alcuni dei quali peraltro mai considerati in passato e che addirittura sembrano ribaltare alcuni principi sinora consolidati in materia. Pur non potendo entrare nel merito delle singole previsioni, si tratta, in particolare, di:
• Principi del risultato, della fiducia e dell’accesso al mercato, identificati dal Codice stesso come i principi fondamentali per l’interpretazione e l’applicazione del medesimo;
• Principi di buona fede e di tutela dell’affidamento;
• Principi di solidarietà e sussidiarietà orizzontale;
• Principio di auto-organizzazione amministrativa;
• Principio di autonomia contrattuale e divieto di prestazioni d’opera intellettuale a titolo gratuito;
• Principio di conservazione dell’equilibrio contrattuale;
• Principi di tassatività delle cause di esclusione e di massima partecipazione;
• Principio di applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore.
A detti principi sembra possano attribuirsi almeno tre funzioni specifiche:
a) Guidare la stazione appaltante e l’operatore economico nell’applicazione delle disposizioni del Codice;
b) Guidare la stazione appaltante e l’operatore economico nell’interpretazione e nell’esecuzione dei contratti, soprattutto in fase di controversia;
c) Costituire parametro di legittimità dell’azione amministrativa in fase giudiziale.
Anche dal punto di vista più sostanziale, il nuovo Codice introduce una serie di innovazioni e modifica molti aspetti, anche di significativa rilevanza, dell’attuale disciplina. Senza alcuna pretesa di esaustività né potendo in questa sede entrare nel dettaglio delle singole modifiche, ci si limiterà a un’elencazione delle principali novità, rinviando a un momento successivo tutti gli approfondimenti dei singoli istituti.
Affidamenti sotto-soglia
In primo luogo, tema oggetto di grande dibattito anche a livello istituzionale, viene profondamente modificata la disciplina degli affidamenti sotto-soglia comunitaria: pur trattandosi di una modifica importante rispetto al Codice vigente, tuttavia, non può sottacersi che il nuovo Codice di fatto stabilizza, con limitate eccezioni, quella che è stata la disciplina emergenziale dell’ultimo biennio. Pertanto, più che di novità, potremmo parlare di consolidamento permanente di una disciplina che era stata introdotta come temporanea.
Digitalizzazione
Altro aspetto fortemente innovativo e considerato fondamentale anche per l’efficienza e la semplificazione degli appalti è quello della digitalizzazione, cui viene dedicato ampio spazio nel Codice e che viene ampliata all’intero ciclo di vita dei contratti: non ci si limita più, dunque, a prescrivere la digitalizzazione della sola procedura di gara, ma si estende l’operatività a tutte le fasi del contratto, dalla programmazione all’esecuzione. A tale scopo si istituisce un “ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale”, i cui perni fondanti sono la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, il fascicolo virtuale dell’operatore economico, le piattaforme di approvvigionamento digitale, l’utilizzo di procedure automatizzate.