Rigenerazione Made in Italy

Green VisionSmart VisionMarzo 2, 202639 Visualizzazioni

Mentre crescono i casi d’uso nel Belpaese, il sistema Simex ART 1000, che fresa e rigenera il manto ammalorato recuperando il 100% del materiale, si diffonde anche negli USA

 

di ALESSANDRO DI GREGORIO

C'è in giro una tecnologia che sta suscitando alto gradimento, in tutti coloro i quali hanno a che fare con le strade. Si chiama ART 1000, è nata qualche anno fa nella factory di Simex, azienda del made in Italy della manifattura meccanica più virtuosa che ci sia, che quest’anno celebra i suoi 35 anni di attività.

ART 1000 fresa la pavimentazione, inietta liquido rigenerante, miscela. In sintesi: rigenera a freddo e in simultanea. Va connessa a skid HF, è seguita, generalmente, da un rullo compattatore o da una piastra vibrante. Con ART 1000 si recupera il 100% del fresato, dando vita a ripristini a regola d’arte, che mettono in sicurezza i manti in tempi più che ridotti.

ART 1000, come abbiamo anche testimoniato a più riprese, sta attirando sempre di più l’attenzione di gestori, imprese e utenti della strada, che non si trovano più, al passaggio, a scavalcare rappezzi informi, ma rettangoli di asfalto rigenerato portanti e dalla corretta aderenza planarità, con conseguente aumento di comfort e sicurezza.

Diversi gestori, per esempio le amministrazioni comunali, conoscono ormai bene ART 1000, proprio per averla impiegata. Il beneficio: mettere subito la strada in ordine, mettendo a terra cantieri, snelli e dare tutto l’agio possibile ai tecnici nel progettare e allestire manutenzioni profonde definitive. Ma molti di loro l’hanno toccata con mano anche ad ANCI Expo Torino (2024) e ANCI Expo Bologna (2025), a cui Simex ha partecipato. Le imprese, da parte loro, apprezzano il sistema perché fa risparmiare e aggiunge una freccia, e che freccia, al loro arco di proposte operative: utilizzandola, evitano sprechi di materiale, riducono persone e mezzi in cantiere, si svincolano da fornitori esterni, apportano un contributo sostanzioso alla sostenibilità, aiutano i gestori nella pianificazione.

Seconda generazione

ART 1000 è oggi arrivata alla “Gen II”, la seconda generazione, che propone un’evoluzione del sistema elettronico di bordo: interfaccia video di controllo, per l’impostazione e la gestione dei parametri operativi; indicatore LED ergonomico, per riscontro visivo immediato sulla corretta velocità di avanzamento delle lavorazioni. Il sistema di cui è fulcro opera fino a una profondità di 100 mm e si articola in quattro fasi:

1. Fresatura, frantumazione e rigenerazione: il tamburo fresante da 1000 mm interviene sul manto stradale ammalorato.

2. Iniezione del rigenerante: in tempo reale si inietta ad alta pressione l’additivo nel conglomerato fresato e frantumato, per rigenerarlo.

3. Miscelazione: si effettua un ulteriore passaggio con il solo tamburo fresante, per rendere omogeneo e più lavorabile il conglomerato fresato e additivato.

4. Compattazione. Mediante piastra vibrante o rullo compattatore.

Re-patching in the USA

A proposito di alto gradimento, tra le novità del 2025 va registrato quello riscontrato dall’ART 1000 oltreconfine, per esempio negli USA, dove la cultura del re-patching, il ripristino a regola d’arte in funzione del prolungamento dell’efficienza e della vita utile delle pavimentazioni, è molto radicata. Il mercato d’Oltreoceano guarda così con favore a quelle tecnologie che possano aumentare produttività e precisione in combinazione con attrezzature specifiche come gli skid HF che, da quelle parti, sono diffuse. 

Simex, che sarà tra i protagonisti della grande kermesse CONEXPO/CONAGG 2026 a Las Vegas, Nevada, USA (marzo), sta così lavorando intensamente con una serie di dealer. Il risultato: la “nostra” ART 1000 ha già dato il meglio di sé, per esempio, in Alabama e Oklahoma

Il successo di ART 1000, va sottolineato, va ricercato non tanto nell’essere un’attrezzatura eccellente in sé, bensì nel fatto di porsi come perno di un processo incentrato sull’innovazione che genera efficienza, sicurezza e sostenibilità, nonché portabandiera di un approccio nuovo, che coinvolge tutti gli attori della filiera stradale. 

Questa carta d’identità, che punta non a sostituire prassi correnti, ma a migliorare le situazioni in determinate casistiche di ammaloramento, implica uno sforzo di squadra nella gestione a regola d’arte non solo dei suoi movimenti, ma degli interi contesti d’opera in cui si interviene. È necessario, cioè, lavorare anche e soprattutto sulla formazione, attività che Simex svolge intensamente, come avrà molto di illustrare anche nel prossimo maggio, nel corso del Samoter di Verona.

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