Impianto rinnovato e in rete

Road IndustryGreen VisionMarzo 30, 2026189 Visualizzazioni

Abbiamo visitato il sito per la produzione di conglomerati bituminosi Sintexcal di Corteolona (Pavia), sottoposto a revamping. Focus anche sul laboratorio mobile. successo

di FABRIZIO APOSTOLO

Un impianto per la produzione di conglomerati bituminosi migliorato, potenziato e completamente rinnovato anche in funzione di produzioni dagli standard di sostenibilità sempre più alti, in conformità ai CAM Strade. Nonché messo in rete con un network di siti produttivi di primo livello: quello che fa capo a Sintexcal, società che proprio nel 2026 tocca il traguardo dei 40 anni di attività

Nel gennaio scorso siamo andati a vederlo da vicino, a Corteolona, Pavia, a pochi mesi dal suo “revamping”. Sul posto anche il laboratorio mobile Sintexcal. Con noi, Mirco Bovina, responsabile laboratorio tecnologico e referente tecnico di Sintexcal, Francesco Mantovani, e Piera Giorgi, referente dell’impianto di Corteolona, che ringraziamo per la collaborazione. Ancora una sottolineatura, prima di entrare nel vivo di impianto e lab: tra le certificazioni Sintexcal spicca anche la UNI/PdR 125:2022, relativa al sistema di gestione della parità di genere.

Impianto rinnovato

L’impianto di Sintexcal di Corteolona, brand Bernardi Impianti, dalla capacità produttiva di 250 ton/ora, dal 2025 presenta significative novità, a partire dal rifacimento del tamburo, con inserimento dell’anello del riciclato e di un sistema aggiuntivo di filtrazione polveri. Inoltre, sono nuovi sia mescolatore sia torre ed è stata sostituita la bilancia del filler. Le cisterne elettriche di bitume ed emulsione, invece, sono state profondamente riqualificate. L’area è stata sottoposta a una profonda bonifica selettiva, mentre è stato rifatto l’intero sistema delle acque reflue. 

Davanti all’impianto, non lontano dalle tramogge coperte (a beneficio del materiale depositato in caso di pioggia), campeggia un vaglio esterno che tratta il materiale fresato ricavandone granulato classificato in due distinte granulometrie. Completa la nostra visita un passaggio nella torre di miscelazione, la cabina di regia produttiva e di controllo dell’impianto che, con il revamping Sintexcal, ha conosciuto l’implementazione tecnologica del software.

Dentro i CAM Strade

Con Mirco Bovina entriamo ora nel dettaglio del tema della conformità dell’impianto ai CAM Strade. Il sito, tanto per cominciare, è predisposto per la produzione di conglomerati bituminosi con resine trasparenti con SRI (Solar Reflectance Index) superiore a 29, in ragione della presenza di due bilance del bitume separate. La tecnologia di Corteolona, dunque, offre una versatilità produttiva tale per cui possono essere anche soddisfatte le richieste dei mercati, per esempio, delle piste ciclabili o dei tratti stradali di quartiere. 

La conformità ai valori CAM Strade – rileva Bovina – è raggiunta anche sul fronte del recupero del granulato, per quanto riguarda per esempio la produzione di conglomerati per strati di base e binder, nonché con possibilità di upgrade in quelli degli strati di usura, per esempio, in funzione dell’impiego di additivi che migliorino prestazioni e durabilità della pavimentazione: una possibilità oggi consentita dall’impianto, dove è stato anche rimesso in funzione il sistema di predosaggio degli additivi”.

 

Laboratorio mobile

Controlli di qualità da una parte, stimoli all’innovazione dall’altra. Un binomio di skill che prende forza dal lavoro di squadra, nel caso specifico tra laboratori, impianti e cantieri. Scriviamo al plurale perché accanto al laboratorio centrale Sintexcal di Ferrara si muovono sul territorio le unità mobili, un cui esempio di abbiamo visto proprio a Corteolona. Il laboratorio mobile presta assistenza sia agli impianti sia ai cantieri Sintexcal. 

Si tratta di veicoli speciali votati all’immediatezza nell’assistenza (strumentazioni per prove rapide, veicoli con Patente B, etc.) e provvisti di dotazioni di comfort ambientale  (cappa assorbi-odori, mitigazione vapori caldi, separazione trasparente tra parte secca e di estrazione, etc.) e sicurezza (sistema anticaduta).

Da sinistra: MIrco Bovina, Piera Giorgi e Francesco Mantovani; sullo sfondo laboratorio e impianto Sintexcal

Geografia produttiva

Il tema della geografia produttiva Sintexcal si incrocia con quello della sua “metodologia”. Gli approvvigionamenti, in questo quadro, sono continui e recepiti da fornitori di comprovata affidabilità, scelte in linea con un duplice obiettivo quantitativo e qualitativo: i cantieri di Sintexcal (autostrade, aeroporti, etc.) sono generalmente rilevanti e devono essere riforniti in modo adeguato, costante e con standard omogenei di qualità. “Tutti i nostri materiali – rileva Bovina – vengono monitorati costantemente indipendentemente dai volumi di produzione”. 

Ma apriamo la mappa degli impianti Sintexcal, dove troviamo quelli piemontesi di Torino, Caprie (Torino), Piobesi Torinese (Torino) e Cavaglià (Biella). Quindi, ecco la Lombardia con Ceriano Laghetto (Monza Brianza), Cassano D’Adda (Milano) e il “nostro” Corteolona (Pavia). Proseguendo, abbiamo Ferrara (sede centrale) e Forlì in Emilia-Romagna, Falconar a Marittima (Ancona) e Calcinelli di Colli al Metauro (Pesaro Urbino) nelle Marche. Infine, l’impianto di Roma. Tra le attività di modernizzazione più recenti ricordiamo quindi, oltre a Corteolona, Falconara Marittima, passato da 90 a 150 ton/h di capacità produttiva, e Caprie. 

Ma quali sono i punti di forza specifici di questo sistema a rete? “Oltre che tra impianti e laboratori – risponde Mirco Bovina – curiamo molto la collaborazione anche tra gli impianti stessi, il che genera due vantaggi, tra gli altri. Il primo: un impianto può venire in ‘soccorso’ di un altro in casi di necessità produttive particolari. Il secondo: per far fronte a lavori di una determinata consistenza più impianti possono unire le forze e raggiungere così obiettivi di produzione anche molto ambiziosi”. Si può comprendere come proprio in queste fattispecie il supporto tecnologico debba essere ritenuto fondamentale: “I prodotti degli impianti impiegati su un medesimo intervento devono essere identici dal punto di vista prestazionale, ci dev’essere una standardizzazione qualificativa che solo un adeguato supporto tecnologico può garantire”. 

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