La convergenza temporale e tematica dei grandi eventi del periodo (Asecap e PIARC Chambéry, Intertraffic Amsterdam, Asecap Bratislava) evoca quella storica e attuale tra governance tecnica e industria tecnologica.
di FABRIZIO APOSTOLO
Chambéry, Francia, non lontano da casa nostra (che poi sarebbe l’Europa…), nel mese di marzo che si avvicina diventerà il crocevia continentale della sicurezza autostradale, grazie all’approdo nella città transalpina, il giorno 9, della tradizionale conferenza annuale dedicata alla road safety organizzata dall’Asecap e ospitata da ASFA proprio alla vigilia dell’avvio dei lavori del Congresso Mondiale della viabilità invernale del PIARC.
L’apertura istituzionale, con il presidente Asecap Christophe Boutin e la presidente della stessa World Road Association, Emanuela Stocchi (anche a capo del Coper 2 Asecap), si propone di accendere i riflettori su un tema cruciale in ogni ambito della filiera: la resilienza delle infrastrutture di fronte a eventi climatici estremi, dalle crisi invernali agli incendi, alle alluvioni, come leva per rafforzare la sicurezza.
Sempre il 10 marzo poco più a Nord, ad Amsterdam, si alzerà il sipario sull’edizione 2026 di Intertraffic, dove la sicurezza ha un posto storicamente molto rilevante. Una convergenza temporale e tematica che ci dice molto su un’altra convergenza ben più cruciale, quella tra governance tecnica e industria tecnologica.
Sicurezza, in profondità
Tornando in atmosfera Asecap, il filo conduttore dell’unione d’intenti a livello europeo è ancora una volta dipanato. Dalla gestione delle emergenze in Grecia alle esperienze francesi e portoghesi, emerge infatti una visione condivisa: la sicurezza non è più solo manutenzione e controllo, ma diventa anche capacità sistemica di adattamento, aumentando quindi la sua centralità connettiva.
Le sessioni tecniche della conferenza sulla sicurezza tradurranno questa visione in soluzioni operative. La prevenzione dei veicoli contromano, la protezione dei cantieri o la tutela del personale mostreranno come le concessionarie europee stiano adottando modelli basati su sensoristica, segnaletica dinamica e protocolli sempre più standardizzati. La digitalizzazione diventa un fattore sempre più portante: studi di impatto “before and after”, infrastrutture climaticamente resilienti e sistemi di computer vision per il rilevamento in tempo reale degli eventi trasformano la rete autostradale in una piattaforma sempre connessa. La resilienza, nell’“era digitale”, significa integrare dati, intelligenza artificiale e gestione operativa per anticipare il rischio e ridurre così l’incidentalità.
Gestione e tecnologie
Questo percorso trova continuità nelle Giornate Asecap del prossimo maggio a Bratislava, dove la riflessione tecnica si salderà con quella strategica approfondendo temi quali gli investimenti, l’interoperabilità e lo sviluppo delle reti TEN-T.
I principali operatori autostradali europei si presenteranno, nell’occasione, come attori industriali avanzati, impegnati a coniugare sostenibilità economica, innovazione e protezione continua dell’utenza.
In filigrana, Intertraffic rappresenta la dimensione di mercato di questo stesso processo, mettendo in vetrina le tecnologie che ne alimentano la trasformazione. Il filo conduttore resta lo spirito europeo: cooperazione transnazionale, standard condivisi e capacità di fare del “Vecchio Continente” un laboratorio di nuova sicurezza, tecnologia e resilienza, nel caso specifico applicate alle infrastrutture di trasporto.
