Strumenti integrati e cicli di vita
Il cuore della trasformazione è il passaggio dalla gestione per atti alla gestione per dati. Il Building Information Modeling, quando adottato in coerenza con i principi di interoperabilità IFC (ISO 16739) e coordinato con strumenti GIS e piattaforme di Asset Management, permette una tracciabilità completa delle decisioni progettuali, esecutive e manutentive. L’evoluzione più recente è rappresentata dal Digital Twin, ovvero la creazione di un gemello digitale dell’opera reale, aggiornato in tempo reale attraverso sensori IoT (strain gauge, accelerometri, inclinometri, LVDT, ecc.) e algoritmi di analisi. Il Digital Twin consente simulazioni predittive, scenari what-if, gestione preventiva del rischio e manutenzione basata su condizione (CBM – Condition-Based Maintenance).
Tutti gli strumenti citati si rivelano cruciali per le amministrazioni titolari di infrastrutture critiche (quali sono ponti, viadotti, gallerie, edifici strategici e via dicendo), soprattutto alla luce delle nuove linee guida emanate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dall’ANSFISA, che raccomandano il monitoraggio continuo e la classificazione del rischio strutturale secondo il modello del Fascicolo dell’Opera Digitale.
Governance locali alla prova dei dati
Il principale ostacolo alla piena adozione di questi strumenti è spesso la frammentazione dei processi e la carenza di competenze interne. Per questo motivo, è fondamentale accompagnare gli enti con servizi di affiancamento tecnico-specialistico che facilitino l’adozione di ambienti informativi coerenti, la redazione dei Capitolati Informativi (CI) e dei Piani di Gestione Informativa (PGI), l’integrazione tra piattaforme (es. PDM, SAP, GIS, CDE) e la formazione del personale tecnico.
In questo scenario assumono un ruolo chiave i DSS (Decision Support System), ovvero piattaforme in grado di trasformare la complessità dei dati raccolti in strumenti concreti di supporto alle decisioni. Integrando BIM, GIS, sensori IoT e modelli di analisi, i DSS consentono di generare indicatori di performance (KPI), scenari previsionali e sistemi di allerta precoce. Questo permette alla PA non solo di avere una fotografia aggiornata del patrimonio infrastrutturale, ma anche di orientare scelte strategiche e operative in modo oggettivo e trasparente.
In contesti di scala ridotta – come per esempio unioni di comuni, province, enti gestori di reti locali – è possibile adottare modelli digitali semplificati, basati su logiche federate e architetture cloud-native, con data governance condivisa. L’obiettivo è abilitare una Pubblica Amministrazione capace di prendere decisioni sulla base di dati reali, aggiornati, affidabili, attivando procedure manutentive o strategiche fondate sull’evidenza.