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	<title>Safe Vision - Vision Journal</title>
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	<description>La Community di #VisioneSicurezza</description>
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	<title>Safe Vision - Vision Journal</title>
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		<title>Tecno-sicurezza genovese</title>
		<link>https://visionjournal.it/tecno-sicurezza-genovese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 15:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[La Lanterna sceglie il monitoraggio intelligente Displaid per il controllo continuo di tre infrastrutture strategiche. L'installazione del sistema di sensoristica wireless interesserà tre viadotti in corso Europa, a Prà’ e a Voltri]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28873" class="elementor elementor-28873" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La Lanterna sceglie il monitoraggio intelligente Displaid per il controllo continuo di tre infrastrutture strategiche. L'installazione del sistema di sensoristica wireless interesserà tre viadotti in corso Europa, a Prà’ e a Voltri</h2>				</div>
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									<p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); color: rgb(13, 30, 81); font-size: 15.75px;"><strong style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); font-weight: bold; letter-spacing: 0px;">Redazione VISION</strong></span><strong style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: 0px; color: rgb(13, 30, 81); font-size: 15.75px;"><span style="color: rgb(253, 105, 37);">J</span></strong></p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span class="ap-dropcaps ap-square">D</span>al 22 giugno 2026 hanno preso il via a Genova le attività di installazione di un sistema di sensoristica wireless per il <span style="font-weight: 700;">monitoraggio di tre viadotti </span>cittadini. Gli interventi interesseranno il viadotto Castagna di corso Europa, il ponte di via De Sanctis a Pra&#8217; e il viadotto di via Vallecrosia a Voltri.&nbsp; L&#8217;iniziativa rientra nella più ampia strategia del Comune volta al <span style="font-weight: 700;">rafforzamento della sicurezza infrastrutturale attraverso soluzioni tecnologiche avanzate </span>e un monitoraggio continuativo orientato alla prevenzione. A tal fine, l&#8217;amministrazione ha scelto il sistema sviluppato dall&#8217;azienda milanese <a href="https://displaid.it/" target="_blank" rel="noopener" style="color: rgb(236, 102, 35);">Displaid</a>, specializzata nel <span style="font-weight: 700;">monitoraggio predittivo di ponti e viadotti e già attiva in altre realtà della Pubblica Amministrazione</span> italiana. La soluzione garantisce una gestione integrata dell&#8217;intero processo: dall&#8217;installazione dei sensori alla raccolta e analisi dei dati, fino alla consultazione continua dello stato delle infrastrutture tramite una piattaforma dedicata.</p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;">“<i>Come abbiamo detto da mesi, quella delle ispezioni, del monitoraggio e della messa in sicurezza dei ponti e degli impalcati è una delle grandi emergenze della nostra città</i> &#8211; afferma la sindaca <span style="font-weight: 700;">Silvia Salis</span> &#8211; <i>è evidente che, con le risorse internamente a disposizione del Comune, riusciamo a farci carico solo di alcuni interventi in urgenza. I ponti e gli impalcati a oggi censiti sono 673. È noto che abbiamo già chiesto più volte la possibilità di attingere ai fondi previsti per i ristori del post crollo Morandi, rivedendo gli accordi. Abbiamo finalizzato le intese con l’Autorità portuale per circa 4 milioni di finanziamento, mentre siamo in attesa di novità da parte della Regione Liguria che nel corso di un tavolo tecnico in Prefettura aveva dato la disponibilità al finanziamento di 5 milioni</i>”.</p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="color: rgb(13, 30, 81); font-family: Heebo;"><span style="font-size: 22px;"><span style="font-weight: bold;">Conoscere per proteggere</span></span></span></p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="letter-spacing: 0px;">“<i>L’attività si inserisce nel più ampio quadro delle azioni in adempimento alle vigenti Linee guida Ponti per costruire un adeguato sistema di gestione delle infrastrutture viarie cittadine. La conoscenza e la gestione del nostro patrimonio infrastrutturale sono un elemento fondamentale per garantire l’efficienza della rete viaria e la tutela di cittadini e utenti della strada. L’utilizzo di strumenti innovativi come quelli che saranno installati costituisce un tassello importante a supporto delle attività tecniche portate avanti con grande professionalità dai nostri uffici</i>”, ha dichiarato l’assessore a Lavori pubblici, Manutenzioni e Opere strategiche e infrastrutturali, <span style="font-weight: 700;">Massimo Ferrante</span>.</span></p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="letter-spacing: 0px;">“<i>Genova è una città dal patrimonio unico e complesso, e siamo orgogliosi di contribuire alla sua tutela e sicurezza. Il nostro obiettivo è semplice: trasformare i dati del monitoraggio continuo in informazioni utili, capaci di guidare nel tempo la sicurezza e la valorizzazione delle infrastrutture della città</i>”, afferma <span style="font-weight: 700;">Lorenzo Benedetti</span>, CEO di Displaid.</span></p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="letter-spacing: 0px;">I sensori installati raccoglieranno dati strutturali di varie tipologie: <span style="font-weight: 700;">l’analisi delle vibrazioni</span>, utile a determinare il comportamento modale, permetterà di individuare anomalie dell’impalcato, mentre la misura delle inclinazioni, sarà utilizzata per verificare la stabilità delle pile e la deformazione delle travi. <span style="font-weight: 700;">L’intervento si inserisce nel programma di manutenzione delle opere infrastrutturali cittadine</span>, con l’obiettivo di innalzare il livello di controllo, preservare l’efficienza strutturale dei manufatti e garantire la piena funzionalità della rete viaria urbana. Le operazioni di installazione dei sensori, della durata stimata di quattro giorni, non prevedono interruzioni totali della viabilità, in modo da <span style="font-weight: 700;">assicurare la continuità del traffico per tutta la durata dei lavori.</span></span></p>								</div>
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		<title>Sicurezza stradale sostenibile</title>
		<link>https://visionjournal.it/sicurezza-stradale-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 13:22:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Road Industry]]></category>
		<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande partecipazione per il primo corso SITEB dedicato alla road safety organizzato insieme alla Città Metropolitana di Milano. Sul tavolo temi chiave connessi a barriere, segnaletica e sostenibilità dei materiali stradali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28855" class="elementor elementor-28855" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Grande partecipazione per il primo corso SITEB dedicato alla road safety organizzato insieme alla Città Metropolitana di Milano. Sul tavolo temi chiave connessi a barriere, segnaletica e sostenibilità dei materiali stradali</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di</span> BARBARA MARCHI</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">G</span>rande partecipazione per la prima edizione del corso di formazione professionale dal titolo “Sicurezza Stradale: criteri di progettazione, installazione e controllo dei dispositivi di ritenuta e della segnaletica stradale”, organizzato da <a href="https://www.siteb.it/" target="_blank" rel="noopener">SITEB </a>(con il contributo della <b>Categoria G</b>) in collaborazione con la <b>Città Metropolitana di Milano</b> ieri, 23 giugno 2026, a Palazzo Isimbardi, Milano.</p><p><span style="letter-spacing: 0px;">L’iniziativa ha registrato il tutto esaurito raggiungendo il numero massimo di partecipanti disponibili e confermando il forte interesse di tecnici, progettisti, gestori e rappresentanti della PA nei confronti dei <b>temi della sicurezza stradale, della corretta progettazione delle infrastrutture e dell’aggiornamento professionale specialistico</b>. Ad aprire i lavori, <b>Gabriele Olivari</b>, dirigente della Città Metropolitana di Milano, e <b>Stefano Ravaioli</b>, Direttore Generale del SITEB. Entrambi hanno evidenziato <b>il valore strategico della formazione continua</b> in quanto strumento chiave per accrescere gli standard di sicurezza delle infrastrutture.</span></p><p>Il corso si è articolato in <b>due moduli dedicati rispettivamente ai dispositivi di ritenuta veicolare e alla segnaletica stradale (con un focus sui materiali sostenibili)</b>. Nel primo modulo sono intervenuti <b>Riccardo Gambarino (Tubosider), Michele Bona (Cancellotti) e Andrea Marella (Trafficlab)</b>, che hanno approfondito temi quali le normative nazionali ed europee, la marcatura CE, i criteri di progettazione e verifica delle barriere di sicurezza, le problematiche connesse alla posa in opera, le verifiche in situ e le strategie per la programmazione degli interventi di manutenzione e adeguamento delle infrastrutture esistenti. <span style="letter-spacing: 0px;">Nel secondo modulo sono invece intervenuti <b>Irina Mella Burlacu (Asteria), Enrico Bonizzoli (Beyond) e ancora Andrea Marella.</b></span></p>								</div>
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									<p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51; font-family: Heebo;"><span style="font-size: 22px;"><span style="font-weight: bold;">Connessione safe-green</span></span></span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">Tra i numerosi temi di interesse, quello della <b>connessione tra sicurezza e sostenibilità, su cui si è concentrata Irina Mella Burlacu</b>. Il suo intervento ha infatti introdotto il tema della <i>sustainability </i>dei materiali nelle infrastrutture stradali ripercorrendone l&#8217;<b>evoluzione storica e normativa</b>, a partire dal rapporto <i>The Limits to Growth</i> del 1972 e dal <i>Rapporto Brundtland </i>del 1987, fino al <b>Green Deal Europeo </b>e ai più recenti <b>CAM Strade</b>.</span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff; letter-spacing: 0px;">Sotto la lente, anche i concetti chiave di <b>Life Cycle Thinking</b>, <b>Life Cycle Assessment (LCA)</b> e naturalmente le <b>Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD)</b>, con la sottolineatura del ruolo nella valutazione oggettiva delle prestazioni ambientali dei materiali. Particolare attenzione è stata dedicata, oltre che alla lettura e interpretazione delle EPD, ai <b>principali riferimenti normativi e al quadro applicativo dei Criteri Ambientali Minimi </b>per le infrastrutture stradali, con focus finale sulle <b>Linee Guida SITEB</b> a supporto dell&#8217;applicazione del DM 279 del 5 agosto 2024 e del successivo DM 11 settembre 2025, elaborate dal Gruppo di Lavoro CAM Strade.</span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><a href="https://www.siteb.it/sicurezza-stradale-buona-la-prima-sold-out-il-corso-siteb-e-citta-metropolitana-di-milano/" target="_blank" rel="noopener">Approfondisci</a></p>								</div>
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		<title>Il cantiere del viadotto Binasco</title>
		<link>https://visionjournal.it/il-cantiere-del-viadotto-binasco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus ON]]></category>
		<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Risoluzione di un bottleneck aumentando  la portanza, lavorazioni senza impatti sul traffico, dialogo con il territorio, riconoscimento europeo (CEF). Sull'A7 una storia tecnica esemplare targata Milano Serravalle-Milano Tangenziali. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28516" class="elementor elementor-28516" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Risoluzione di un bottleneck aumentando  la portanza, lavorazioni senza impatti sul traffico, dialogo con il territorio, riconoscimento europeo (CEF). Sull'A7 una storia tecnica esemplare targata Milano Serravalle-Milano Tangenziali</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di</span> ALESSANDRO DI GREGORIO</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">U</span>n caso scuola progettuale, costruttivo e operativo guidato dagli obiettivi interrelati del miglioramento della <b>sicurezza strutturale</b>, della <b>capacità di trasporto</b>, dell’<b>efficienza dell’infrastruttura</b>, ma soprattutto emblematico di un approccio tipico delle autostrade di nuova generazione: quello che, nel quadro delle loro scelte manutentive e costruttive, le porta a produrre connessioni virtuose continue, che partono da una visione nitida dei fattori <i>ante</i>, <i>in </i>e <i>post-operam</i>, e gettano “ponti” (qui la metafora si trova decisamente a suo agio) tra autostrada e territorio, viabilità e trasporto, dimensione locale, nazionale ed europea. </p><p>Il viadotto Binasco dell’autostrada A7 Milano-Genova, nel tratto gestito da <a href="https://www.serravalle.it/">Milano Serravalle-Milano Tangenziali</a>, al termine della cura manutentiva straordinaria a cui è ora sottoposto avrà esattamente queste caratteristiche connettive, che riguardano l’opera in sé, innanzitutto, irrobustita al punto da consentire il passaggio, senza limitazioni, di ogni tipologia di trasporto eccezionale, ma anche l’intera rete che fa capo dalla concessionaria di Assago (Milano). Basti pensare che con l’intervento di Binasco si possono considerare completate le grandi manutenzioni che hanno interessato tutti i viadotti dell’A7 negli ultimi anni. </p><p>Ma ci sono almeno altri tre fattori di connessione che questa storia tecnica fa emergere. Il primo, locale, è l’aspetto di c<b>onfronto continuo tra concessionaria e Comune di Binasco</b>, che ha portato frutti quali la predisposizione di uno scavalco, in grado di garantire il passaggio ciclopedonale fino all’interno del cantiere, e un servizio di trasporto pubblico a disposizione della cittadinanza nei momenti di completa chiusura della sede di Via Roma. Il secondo tocca il tema della mobilità autostradale e la coabitazione tra traffico e cantiere: <b>lo sforzo congiunto prodotto ha fatto sì che siano sempre aperte tre corsie per senso di marcia</b>. Il terzo ci conduce nel cuore dell’Europa e del <b>programma CEF Connection Europe Facility</b>, che ha co-finanziato l’intervento. Il riferimento al programma CEF, tuttavia, ci porta anche nei territori della digitalizzazione, questione al centro delle attenzioni, nonché degli investimenti, di Milano Serravalle-Milano Tangenziali che sta trasformando proprio l’A7 in un grande e articolato laboratorio di nuova mobilità.</p>								</div>
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									<p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51; font-family: Heebo;"><span style="font-size: 22px;"><span style="font-weight: bold;">Intervento costruttivo</span></span></span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><span style="background: 0px 0px #ffffff;">Abbiamo avuto la possibilità di approfondire tutti gli aspetti relativi a intervento e contesto con gli specialisti della concessionaria <span style="font-weight: bold;">Alessandro Torrini</span> e <span style="font-weight: bold;">Marco Colloredo</span>, rispettivamente Direttore Investimenti e Realizzazioni e Direttore Operations&amp;Esercizio, Innovazione, Strategia e Sostenibilità di Milano Sarravalle-Milano Tangenziali, nonché <span style="font-weight: bold;">Carlo Vaghi</span>, Direttore Generale di </span><a style="color: #ec6623;" href="https://www.msengineering.it/" target="_blank" rel="noopener">Milano Serravalle Engineering</a><span style="background: 0px 0px #ffffff;">, la società in house a cui fanno capo gli aspetti di progettazione e direzione lavori. L’impresa esecutrice è, invece, Preve Costruzioni. “<i>L’intervento</i> &#8211; rileva Alessandro Torrini &#8211; <i>comporta la manutenzione straordinaria, l’adeguamento sismico e l’incremento delle prestazioni strutturali del viadotto Binasco, obiettivi che puntiamo a raggiungere attraverso il rifacimento complessivo dell’impalcato, con demolizione dell’esistente e realizzazione di un nuovo impalcato  metallico, e un’attività conservativa delle strutture in elevazione (spalle e pile), che verranno adeguate sismicamente e di cui saranno incrementate le prestazioni strutturali</i>”. </span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><span style="background: 0px 0px #ffffff;">Il punto di partenza è un impalcato storico costruito negli anni Sessanta e composto da un graticcio di travi a sezione variabile gettate in opera, ampliato alla terza corsia negli anni Novanta  attraverso l’inserimento, in accostamento, di travi prefabbricate precompresse. Una disomogeneità costruttiva da annoverare tra i fattori che hanno imposto al tratto, nel tempo, limitazioni di carico o parzializzazioni e che sarà totalmente superata con il rifacimento dell’impalcato. Quanto alle sfide in campo, il progetto ha dovuto, in prima battuta, tenere conto dei limiti di intervento sulle strutture imposti dai franchi della viabilità comunale sottostante. </span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><span style="background: 0px 0px #ffffff;">Le dinamiche quotidiane del traffico pendolare hanno quindi impedito di ridurre il numero di corsie durante le lavorazioni, imponendo scelte tecniche che prevedessero l’apertura, in continuità, di tre corsie per senso di marcia: “<i>Proprio questa è stata un’autentica sfida</i> &#8211; chiosa Torrini -: <i>non tanto sostituire l’impalcato, ma riuscire a farlo procedendo a fasi consecutive in modo da poter mantenere sempre aperte carreggiate a tre corsie</i>”. L’intervento è stato suddiviso in <span style="font-weight: bold;">quattro macrofasi, con in campo tecniche di demolizione con pinze, per quanto riguarda le porzioni esterne del manufatto, e martelloni su escavatori nei casi delle zone intermedie</span>. Abbiamo già accennato alla “connessione” con la viabilità locale: “<i>Con il Comune</i> &#8211; rileva Torrini &#8211; <i>abbiamo definito varie opzioni di mitigazione, per garantire la continuità ciclopedonale e l’accesso al centro, in particolare per le utenze deboli. Tra le opere adottate: uno scatolare ad hoc con funzione di pista ciclopedonale protetta e un servizio di navetta</i>”.</span></p>								</div>
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									<p><strong style="letter-spacing: 0px; background-color: #ffffff; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Contesto innovativo</strong></p><p>Il peso specifico di contesto e opera è stato un fattore chiave per attrarre, verso la medesima, risorse del programma europeo CEF, che ha cofinanziato al 50% l’intervento di Milano Serravalle-Milano Tangenziali anche in virtù del fatto che la sua esecuzione consentirà l’eventuale transito, in rapidità e senza ostacoli, di veicoli militari e, in generale, di 130 tonnellate, lungo un asse viario strategico parte di un corridoio TEN-T. Il riconoscimento, ad ogni modo, va anche letto come tassello di merito nel quadro di un programma complessivo di modernizzazione dell’A7, messo in campo dalla concessionaria.</p><p>“<i>Un’infrastruttura moderna</i> &#8211; spiega Marco Colloredo &#8211; <i>deve essere evoluta dal punto di vista della sicurezza e dell’efficienza, anche in chiave di military mobility, ma anche da quello dell’efficienza energetica e, più in generale della digitalizzazione, ambito che include la cybersecurity. È esattamente questo l’approccio che la società dedica alle sue arterie, tra cui l’A7. L’intervento di Binasco si inserisce in questo contesto strategico, che prevede anche cospicui <b>interventi di sviluppo sostenibile (dalla ricarica elettrica alle stazioni di rifornimento di veicoli a idrogeno, ai progetti legati al fotovoltaico) e digitale (monitoraggio del traffico attraverso videoanalisi, pali tecnologici con server per la raccolta dati, e via dicendo)</b>. L’obiettivo finale: rendere l’autostrada un ecosistema efficiente, virtuoso, monitorato e protetto da tutti i punti di vista, con benefici diffusi a livello territoriale e nazionale</i>”.</p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><strong style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: 0px; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Progetto esemplare</strong></p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">Ultimo ma non ultimo, il progetto a cura di Milano Serravalle Engineering, che si fregia dell’eccellenza visto l’esito del bando CEF. Siamo tra il km 11+244 e il km 11+302 dell’A7, teatro di una manutenzione straordinaria che ha previsto la dismissione degli impalcati esistenti, sostituiti da un <b>nuovo impalcato in struttura mista acciaio-cls</b>; la realizzazione del sistema di <b>protezione antisismica</b> mediante installazione di 58 nuovi appoggi elastomerici a elevata capacità di dissipazione; la conservazione e il consolidamento delle spalle e delle pile. Il nuovo impalcato si sviluppa sulla superficie complessiva di circa 2.000 metri quadrati con pianta a losanga da circa 57 m di lunghezza per circa 36 m di larghezza. Si articola in <b>quattro campate strutturalmente continue </b>composte da 14 travi principali longitudinali in acciaio, ciascuna divisa in 5 conci. </span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff;">“<i>Il rinnovato viadotto Binasco</i> &#8211; rileva Carlo Vaghi &#8211; <i>è l’unica opera costruttiva, ovvero nella sua componente esecutiva, cofinanziata dalla Commissione Europea nell’ambito della Call CEF riservata al ‘dual use’ del 2023, il che rappresenta un motivo di soddisfazione per tutta la filiera impegnata. Da parte nostra, abbiamo dovuto lavorare in profondità su un progetto, la cui realizzazione portasse alla rimozione di un sostanziale bottleneck sull’A7che garantisse la massima efficacia costruttiva e, allo stesso tempo, riducesse al minimo gli impatti sugli utenti, sia dell’autostrada sia della viabilità sottostante</i>”. <span style="background-color: #ffffff; letter-spacing: 0px;">Sulla base del cronoprogramma di progetto, la fine dei lavori è prevista nel 2027.</span></p>								</div>
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		<title>Tunnelling integrato ed evolutivo</title>
		<link>https://visionjournal.it/tunnelling-integrato-ed-evolutivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Due eventi tecnici 2026 ci hanno consentito di approfondire l’approccio al sotterraneo di Officine Maccaferri e CPT Group. Il punto d’avvio: sicurezza, sostenibilità e innovazione come generatori di un cambio di paradigma.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28424" class="elementor elementor-28424" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Due eventi tecnici 2026 ci hanno consentito di approfondire l’approccio al sotterraneo di Officine Maccaferri e CPT Group. Il punto d’avvio: sicurezza, sostenibilità e innovazione come generatori di un cambio di paradigma</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di</span> FABRIZIO APOSTOLO</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">S</span>icurezza, sostenibilità e innovazione come driver fondamentali: “polmoni” di una <b>visione tecnica e imprenditoriale integrata che diventa sempre più attuazione, capace di generare benefici diffusi.</b> Abbiamo raccontato più volte l’approccio ai mondi dell’ingegneria e delle costruzioni di Officine Maccaferri. L’acquisizione 2025 di un player di primo piano nel settore del tunnelling (italiano e globale, così come la capogruppo) come CPT Group, ci dà l’occasione, in questa sede, per proseguire il discorso, tenendo ferma la cornice già delineata ma approfondendo il tema dell’integrazione delle tecnologie e quello del fattore connettivo, tra le aziende stesse, ma anche tra il passato (le expertise), il presente (i casi scuola) e il futuro (lo sviluppo). </p><p>La nostra narrazione trae origine, va detto, da due importanti occasioni di formazione e networking che ci ha visto partecipi negli scorsi mesi. La prima è il <b>seminario GEEG</b> dal titolo “<i>Ricerca e innovazione per lo sviluppo di opere di ingegneria in sotterraneo</i>” che si è tenuto a Roma il 26 febbraio. Tra i relatori: <b>Stefano Susani, CEO di Officine Maccaferri, e Giuliano Faini, Co-founder e Board Member di CPT Group (Gruppo Maccaferri)</b>. La seconda è il <b>webinar </b>dal titolo “<i>Soluzioni tunnelling: un nuovo portfolio a 360° guidato dall’innovazione</i>”, organizzato dalla stessa Officine Maccaferri e tenuto il 5 marzo da <b>Anna Bortolussi, Sales Manager Tunnelling di Maccaferri</b>, e <b>Klaus Pini, CEO e Co-founder di CPT Group</b>.</p><p><strong style="color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Approccio di connessione</strong></p><p>Il frutto del lavoro sui driver citati nell’incipit è un’offerta a 360 gradi al servizio dell’industria del tunnelling, che integra, ampiamente, lo scavo tradizionale e quello meccanizzato. “<i>L’approccio</i> &#8211; ha detto Stefano Susani nel suo intervento di Roma &#8211; <i>è quello di combinare tecnologie consolidate, innovazione e industrializzazione. Maccaferri nasce storicamente con gabbioni e materassi e nel corso degli ultimi vent’anni ha compiuto un’evoluzione significativa, entrando prima nel mondo dei geosintetici e successivamente nel settore delle gallerie, anche attraverso esperienze rilevanti come il Terzo Valico dei Giovi. L’obiettivo è di sviluppare kit costruttivi che permettano di <b>ridurre al minimo le interferenze operative velocizzando l’attività</b> e, contestualmente, di <b>operare con standard di sicurezza sempre più elevati</b>”</i>. </p><p>In questa direzione si colloca, per esempio, lo sviluppo di <b>sistemi di centinatura semi-automatica</b> che abbiamo più volte raccontato e che, di fatto, ci hanno già consentito di parlare &#8211; sottolineando un vero e proprio cambio di paradigma &#8211; di industrializzazione dello scavo tradizionale. La tecnologia consente di minimizzare la presenza di personale al fronte di scavo durante le fasi di apertura della centina &#8211; e, in generale, durante la sua intera messa in opera &#8211; progettata in modo da far sì che la struttura si agganci automaticamente alla precedente, attraverso appositi sistemi di collegamento, consentendo l’avanzamento delle lavorazioni in modo più fluido e sicuro.  </p><p>Un fattore esemplificativo del <i>modus operandi </i>di Maccaferri, particolarmente visibile parlando di centine automatiche, è quindi quello evolutivo. La tecnologia è in costante movimento e adattamento: si pensi allo sviluppo, accanto alla centina tubolare, della versione reticolare, oppure all’evoluzione dei sistemi di montaggio e assemblaggio dei giunti, o ancora di quelli per la movimentazione. Ultima ma non meno importante, accanto alla standardizzazione, la customizzazione: un altro marchio di fabbrica in Maccaferri.</p>								</div>
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									<p><strong style="letter-spacing: 0px; background-color: #ffffff; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Evoluzioni eco-tech</strong></p>
<p>Sempre a Roma Giuliano Faini si è quindi concentrato sul fattore tecnologico, che ha già dato, peraltro, ottimi frutti in contesti d’eccellenza ingegneristica e costruttiva. Il punto di partenza è la <b>fabbrica dei conci per TBM, un ecosistema tech in cui il processo di produzione dei casseri diventa altamente automatizzato </b>grazie all’introduzione di robot che sostituiscono le persone nei compiti più gravosi (alcuni esempi: bullonatura e sbullonatura dei casseri, aperture e chiusure delle sponde). Anche in questo caso il risultato è duplice: all’aumento della produttività si lega quello &#8211; che nelle logiche del Gruppo Maccaferri va considerato, non dimentichiamolo, sempre un driver sostanziale &#8211; della sicurezza. “<i>Anche in questo contesto</i> &#8211; ha sottolineato Faini &#8211; <i>siamo in continua evoluzione, lavorando per esempio sull’automatizzazione di lavorazioni come la lisciatura del calcestruzzo o le operazioni di stoccaggio e, in generale, sulla movimentazione. Da evidenziare, inoltre, anche l’aumento della qualità del prodotto finito, ovvero della significativa riduzione dei difetti, derivante dalla ripetibilità delle operazioni e dall’apprendimento evolutivo delle macchine</i>”.</p>
<p>Restando in tema “fabbrica dei conci”, una soluzione che ci permette di sottolineare un ulteriore driver del trittico, ovvero la sostenibilità, è senz’altro <b>Green Spacer, il distanziatore per conci in plastica riciclata al 100%</b> che va a sostituire i prodotti tradizionali in legno: “<i>Questi ultimi </i>&#8211; rileva Faini &#8211; <i>in genere pesano circa 12 kg, mentre i nostri solo 4 kg, grazie alla struttura interna svuotata, con indubbi benefici sia ambientali sia in termini di health and safety, dal momento che si riduce lo sforzo fisico degli operatori nella movimentazione</i>”.</p>
<p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><strong style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: 0px; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Valore digitale</strong></p>
<p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">Un pillar ulteriore dell’approccio integrato Maccaferri-CPT Group è quindi la <b>digitalizzazione dei processi con un’attenzione particolare ai controlli di qualità</b>. Due ambiti di applicazione specifici, tra gli altri, sono sempre la produzione dei conci, misurati anche attraverso un sistema 3D di ultima generazione, e lo scavo meccanizzato, i cui dati vengono elaborati, analizzati e confrontati (dalle informazioni geotecniche a quelle sull’operatività) da una piattaforma ad hoc. Tra le tecnologie adottate: <b>sistemi laser scanner a algoritmi di intelligenza artificiale</b>. L’effetto finale: non solo migliorare esponenzialmente flussi produttivi e qualità dell’eseguito, ma anche mettere a disposizione dell’intera filiera (dai progettisti agli esecutori) “ponti” informativi immediati e validati. Puro valore connettivo.</span></p>								</div>
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									<h3><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Qualità e quantità</strong></h3><p>Il “mondo sotterraneo” Maccaferri, va sottolineato a questo punto, meriterebbe approfondimenti che vanno bel al di là del presente contenuto digitale, in cui non possiamo approfondire territori altrettanto ben coltivati, anche in chiave evolutiva, come quello delle <b>fibre per i rinforzi delle strutture interne alle gallerie o delle soluzioni geotecniche per la salvaguardia dei contesti esterni alle stesse</b>. Temi che convergono tutti, in ogni caso, verso lo stesso punto già evidenziato: la disponibilità di <b>una piattaforma per il tunnelling fortemente interconnessa</b>, che sa fornire valore industriale e, allo stesso tempo, customizzazione sartoriale. Quantità e qualità</p><p>Un’ulteriore conferma di questi concetti è arrivata proprio dall’ascolto del webinar Maccaferri, in cui Klaus Pini ha parlato di “<i>sicurezza non più come elemento opzionale, bensì necessità strutturale</i>”. Un cambio di passo che si coglie in pieno (l’abbiamo già detto, ma riteniamo utile ribadirlo) nell’<b>intero processo che va dalla progettazione di centine innovative (scavo tradizionale) alla realizzazione di conci con nuove metodiche (scavo meccanizzato)</b>. “<i>La Robofactory di CPT Group</i> &#8211; sottolinea Pini – <i>non ha introdotto semplicemente robot, ma ha puntato a introdurre un nuovo paradigma produttivo, innervato di sicurezza, efficienza e qualità. Il sistema consente, ad oggi, un incremento della produttività fino al 70% e una riduzione dei difetti fino al 30%, grazie alla maggiore ripetibilità delle operazioni</i>”.</p><h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Applicazioni</strong></h3><p>Ultime ma non ultime, è il caso di dirlo, le applicazioni. Tutte casi scuola. Si parte dal <b>Terzo Valico dei Giovi</b>, con un focus particolare sulla galleria Cravasco, dove è stata impiegata la centina semi automatica Maccaferri con profilo HID 300 che ha consentito una riduzione dell’80% di personale al fronte e a un aumento del 23% di produttività e operatività. Si approda quindi alla nuova linea ferroviaria ad <b>Alta Velocità Napoli-Bari</b>, al cui servizio CPT Group ha messo un impianto di prefabbricazione di conci (ad alta qualità misurata) di ultima generazione. Solo due dati: <b>produzione media di 150 conci al giorno e zero infortuni di personale nei primi 14 mesi di lavoro</b>, anche grazie all’eliminazione del turno di notte. </p><p>Dal settore ferroviario a quello stradale e autostradale: negli interventi riguardanti la <b>Galleria Boscaccio (A1) e Galleria San Donato (A4)</b> è stata impiegata una particolare attrezzatura posa-centine anch’essa caratterizzata da elevati livelli di automazione. Nel corso del webinar è stato quindi citato il caso  della <b>linea 1 della metropolitana di Qingdao, in Cina</b>, nell’ambito della quale sono stati forniti <b>186 anelli di conci con armatura composta al 100% da fibre e 100 con armatura mista, con miglioramento di produzione e qualità</b>. Quindi, tornando in Italia, quello della fornitura di <b>115mila distanziatori Green Spacer</b> a un impianto di prefabbricazione al servizio di un intervento infrastrutturale su un’importante linea ferroviaria siciliana. Per produrli, sono state utilizzate 430 tonnellate di plastica riciclata e, di fatto, azzerati i rischi per gli operatori.</p>								</div>
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		<title>Tessitura di sicurezza intelligente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road Industry]]></category>
		<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’AI al servizio della bridge&#038;tunnel safety all’illuminazione radente. Viaggio sul network Milano Serravalle-Milano Tangenziali alla scoperta di un ecosistema tech integrato che ascolta, misura e interpreta l’autostrada in tempo reale. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28089" class="elementor elementor-28089" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Dall’AI al servizio della bridge&amp;tunnel safety all’illuminazione radente. Viaggio sul network Milano Serravalle - Milano Tangenziali alla scoperta di un ecosistema tech integrato che ascolta, misura e interpreta l’autostrada in tempo reale</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di</span> FABRIZIO APOSTOLO</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">G</span>estire infrastrutture, gestire mobilità. Due macro-funzioni che si intrecciano in un unico sistema viario, storicamente collocato in un contesto ad alta densità urbanistica e viabilistica e, dunque, ad alta, altissima complessità. Stiamo parlando della rete autostradale di cui si prende cura, ogni giorno, <a href="https://www.serravalle.it/" target="_blank" rel="noopener">Milano Serravalle-Milano Tangenziali</a>, concessionaria con sede ad Assago, <b>Milano</b>, angolo strategico in cui si intrecciano corridoi italiani ed europei, nonché una delle porte di accesso del capoluogo lombardo. </p><p>Ma prendersi cura di utenti (circa 180 milioni di transiti all’anno, in crescita), residenti e anche di chi lavora in autostrada o tangenziale, significa, prima di tutto, <b>mettere a terra e rinforzare &#8211; ogni giorno &#8211; una visione strategica che sappia costruire nessi tra tutti i fattori in gioco: dalla fluidità del traffico all’eco-sostenibilità, dalle nuove tecnologie alla sicurezza</b> (a tutto campo). A proposito di sicurezza, divulghiamo questo articolo sta per alzarsi il sipario sugli <a href="https://www.asecapdays.com/" target="_blank" rel="noopener">Asecap Days 2026</a>, a Bratislava, Slovacchia. Il suo titolo dice molto sulle sfide contemporanee della gestione autostradale e, dunque, sugli “attrezzi del mestiere” che ci vogliono per affrontarle e vincerle: “<i>Investing to make road infrastructure resilient for Europe&#8217;s future mobility needs</i>”. Parafrasandolo: resilienza e dunque anche sicurezza (nel tempo) nelle sue varie eccezioni.</p><p><strong style="color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Safety interconnessa</strong></p><p><span style="letter-spacing: 0px;">Lo scorso gennaio la società, guidata dal presidente <b>Elio Catania</b> e dall’amministratore delegato<b> Ivo Cassetta</b>, ha annunciato di aver investito in tecnologie digitali al servizio della mobilità autostradale, dal 2023 ad oggi, circa 50 milioni di euro. Dando così sostanza a <b>una visione incentrata sui dati </b>&#8211; qualificati &#8211; che da un lato sta raccogliendo buoni frutti nel presente (un esempio: la comunicazione all’utenza di tempi di percorrenza sempre più raffinati), mentre dall’altro sta seminando per il futuro. Quello, per esempio, segnato dalla guida autonoma, già sperimentata in azienda nell’ambito del progetto <b>Serravalle Future Drive</b> e a cui guardano i primi 12 km di Smart Road predisposti su A7 e A50 Tangenziale Ovest di Milano. </span></p><p><span style="letter-spacing: 0px;">Proseguendo lungo la direttrice dell’innovazione, e tenendo sempre ben presente il quadro generale di gestione &#8211; fortemente connettivo &#8211; a cui il management sta lavorando alacremente, un ambito cardine che incontriamo sulla nostra autostrada è quello della <b>sicurezza, traguardo storico e da sempre prioritario oggi sempre più accessibile proprio grazie alla tecnologia</b>. Va premesso che la visione della concessionaria, al proposito, tiene conto di tutte le sfumature e le delicatezze, e non sono poche, che il tema implica. <b>Perché la sicurezza è questione plurale, riguardando la circolazione, le infrastrutture, i cantieri, nonché sovrapponibile con altre questioni topiche, a partire dalla qualità, di processo e prodotto.</b></span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><strong style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: 0px; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Approccio integrato</strong></p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;">In questo quadro assumono un valore ancora maggiore le iniziative di “<i>safety through technology</i>” messe a punto, alcune delle quali passeremo in rassegna. Con una premessa: se gli ambiti applicativi appaiono variegati (SI VA dall’illuminazione al monitoraggio strutturale), a legarle in un approccio omogeneo e integrato ci pensano <span style="font-weight: bold;">fili conduttori forti quali: a monte la gestione del dato, a valle l’impegno nel proteggere al meglio gli utenti nel presente, nel mezzo gli investimenti in apparati ad alta affidabilità e la piena integrazione con gli ecosistemi tecnologici già esistenti. </span></p>								</div>
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									<p><strong style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: 0px; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Viaggio safe-tech</strong></p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><b>Illuminazione radente. </b></span><span style="background-color: #ffffff; letter-spacing: 0px;">È una tecnologia che da qualche anno sta prendendo piede nel settore, per la sua combinazione di “leggerezza” ed efficacia. La concessionaria ha installato, nell’ambito di una sperimentazione, oltre </span><b style="letter-spacing: 0px;">500 corpi illuminanti a LED integrandoli alle barriere di sicurezza </b><span style="background-color: #ffffff; letter-spacing: 0px;">dello svincolo dell’A50 Tangenziale Ovest cosiddetto della “Nuova Vigevanese”, l’asse stradale che collega via Lorenteggio, a Milano, con Vigevano. Con questa tecnologia alla sicurezza passiva tipica dei guard-rail, si aggiunge quella attiva emanata da una luce che rende la visione più uniforme, migliorando anche i “contorni” dei tratti stradali. La riconosciuta durabilità dei LED aumenta, infine, anche gli standard di sostenibilità.</span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><b>Anti-contromano</b>. A proposito di contromano, la concessionaria ha installato e attivato sistemi avanzati per il rilevamento dei veicoli in transito in senso contrario rispetto al corretto flusso del traffico, in corrispondenza con le barriere di Milano, Agrate, Terrazzano e Sesto San Giovanni, ovvero le principali “<i>door</i>” delle grandi arterie della rete. Li compongono <b>tecnologie radar, telecamere e algoritmi di intelligenza artificiale</b>, che generano alert in tempo reale presi in carico dagli operatori del Centro di Controllo del Traffico. Il “fenomeno”, seppur raro (ma è il classico caso in cui è d’obbligo puntare alla “<i>vision zero</i>” …) è da molto tempo oggetto di attenzione aumentata negli ambienti autostradali più avanzati d’Europa, si pensi anche agli studi su tecnologie e segnaletica anti-ghost sviluppati in sede Asecap.</p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><b>Alert sonori</b>. La relazione tra infrastruttura e veicoli in contesti sensibili come quelli autostradali (velocità sostenute, ricorrenza di infrastrutture complesse quali viadotti e gallerie, etc.) ai fini della sicurezza va “auscultata” con tutti gli strumenti a disposizione. Uno di recente introduzione in Italia si traduce in una tecnologia basata su <b>microfoni che captano eventi anomali in galleria</b> (frenate, clacson, urti, vociare, flussi d’acqua, etc.), ne elaborano i suoni con un software AI e collaborano con il sistema di telecamere per portare all’attenzione degli operatori, di fatto in tempo reale, lo scenario in essere e in divenire. Proprio l’integrazione tra il nuovo sistema di intelligenza acustica e l’apparato video esistente, nonché il sistema generale di controllo della viabilità, anche riducendo i falsi allarmi consente di mettere a disposizione del gestore i dati più funzionali possibili alla base delle scelte operative di intervento, che sarà dunque mirato e soprattutto tempestivo. <b>I microfoni sono stati installati nella Galleria Vimercate (A51), nella Galleria San Rocco (A52) e nella Galleria Fonica (A52). In tutte e tre le infrastrutture il sistema è stato collaudato.</b></p>								</div>
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									<p><b>Pesa dinamica.</b> Le tecnologie cosiddette Weight-In-Motion, pur collocandosi ancora nella sfera del rapporto intercorrente tra veicoli e infrastruttura, ci accompagnano coinvolgono sia il tema della sicurezza della circolazione sia quello della sicurezza delle infrastrutture. La concessionaria ha introdotto un <b>sistema di rilevazione e monitoraggio di tutti i veicoli pesanti per peso, classe e sagoma che utilizza sensori installati nel manto stradale</b> per compiere rilevazioni, mentre i convogli sono in movimento. Il sistema individua i mezzi a carico eccedente, ricavando un corpus informativo messo a disposizione agli operatori di sicurezza preposti. Il transito dei truck sovraccarico rappresenta infatti un rischio imminente per la mobilità al contorno (frenate improvvise, limitata stabilità, etc.) e futuro per la stessa infrastruttura (impatti su opere d’arte, pavimentazioni, etc.).</p><p><span style="letter-spacing: 0px;"><b>Pavement analysis con fibra</b>. L’ultimo cenno ci consente di portarci in un territorio squisitamente stradale, in zona “sovrastruttura”, ovvero la pavimentazione. Lungo circa 60 km di autostrada A7 la società ha i<b>ntegrato la propria rete in fibra ottica con un innovativo sistema di monitoraggio H24 che rileva vibrazioni, deformazioni strutturali e variazioni di temperatura</b>. Il fine: un’osservazione profonda, continua e data-driven sullo stato del manto stradale in funzione di una sua manutenzione mirata e, soprattutto, predittiva. L’iniziativa ha già innescato un circolo virtuoso, a più livelli. Per mettere a terra il sistema, innanzitutto, sono stati <b>evitati interventi invasivi</b>, perché la tecnologia si integra agevolmente con gli apparati esistenti. Invasività al minimo, inoltre, anche per quanto riguarda le manutenzioni future: è un beneficio della pianificazione e del “gioco d’anticipo” assicurato dall’upgrade tecnologico. </span></p><p><span style="letter-spacing: 0px;">In parallelo, un sistema di monitoraggio in tempo reale così concepito lavora a vantaggio sia della sicurezza stradale, anche grazie al fatto che diminuiscono cantieri e chiusure, sia della resilienza dell’infrastruttura. Il sistema prevede un’accuratezza superiore al 95%, riduzione complessiva dei costi di attività anche del 60%. Ma come funziona la tecnologia? <b>La fibra ottica posata viene per così dire “interrogata” da un dispositivo, che invia impulsi laser e misura il segnale di ritorno generato da microscopiche variazioni lungo il cavo</b> acquisendo così preziose informazioni, come si diceva, su vibrazioni, deformazioni e variazioni termiche, elaborate anche con algoritmi AI.</span></p><p><span style="letter-spacing: 0px;"><b>Monitoraggio viadotti. </b>Chiudiamo la rassegna con un’iniziativa, già messa sotto i riflettori di passati Asecap Days, che riguarda ancora aspetti di <i>monitoring </i>avanzato, questa volta con destinazione d’uso le strutture verticali. L’architettura del sistema adottata si basa su una moltitudine di sensori in grado di misurare vibrazioni lungo i tre assi principali dello spazio, deformazioni, allungamenti e rotazioni in punti cruciali dei suoi principali viadotti. </span></p><p><span style="letter-spacing: 0px;">Le misure acquisite vengono quindi utilizzate come dati per <b>analisi di reverse engineering che, sulla base di algoritmi di intelligenza artificiale</b>, aggiornano le caratteristiche dei modelli ad elementi finiti generando veri e propri gemelli digitali di strutture reali. Le misure acquisite permettono di verificare la risposta delle strutture ai carichi da traffico, valutando i coefficienti di sfruttamento dei materiali e, in ultima analisi, il coefficiente di sicurezza delle strutture al danneggiamento.</span></p>								</div>
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		<title>L&#8217;ascolto che mette al sicuro</title>
		<link>https://visionjournal.it/lascolto-che-mette-al-sicuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Verifiche del sistema AKUT® nella galleria Gorla dell’A36 (Autostrada Pedemontana Lombarda): i test confermano la bontà di una tecnologia ad ampia diffusione.
 ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28009" class="elementor elementor-28009" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Verifiche del sistema AKUT® nella galleria Gorla dell’A36 (Autostrada Pedemontana Lombarda): i test confermano la bontà di una tecnologia ad ampia diffusione</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION</strong><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">A</span>un anno circa dalla messa in esercizio delle <a href="https://www.akut-italia.it/" target="_blank" rel="noopener">tecnologie AKUT®</a> (microfoni che rilevano rumori anomali tradotti in <i>alert </i>immediati alla gestione grazie all’impiego di sofisticati <b>algoritmi di intelligenza artificiale</b>) nella <b>galleria Gorla sull’A36</b>, sulla rete autostrada gestita da <a href="https://pedemontana.com/it" target="_blank" rel="noopener">Autostrada Pedemontana Lombarda</a>, recenti test e verifiche operative hanno confermato il perfetto funzionamento del sistema e l’affidabilità della tecnologia sul campo.</p><p><span style="letter-spacing: 0px;">La notizia arriva dalla stessa AKUT® Italia e da </span><a href="https://trivenetoservizi.it/" target="_blank" rel="noopener">Triveneto Servizi </a><span style="letter-spacing: 0px;">che, grazie al suo know-how consolidato in fatto di digitalizzazione sul territorio, ha trasformato i dispositivi sviluppati da </span><a href="https://www.joanneum.at/en/" target="_blank" rel="noopener">JOANNEUM RESEARCH</a><span style="letter-spacing: 0px;"> in un “vestito tecnologico” perfettamente su misura delle nostre autostrade. AKUT®, sottolinea, “<i>continua ogni giorno a monitorare, riconoscere e segnalare eventi critici in tempo reale, contribuendo ad aumentare la sicurezza in galleria e a ridurre i tempi di reazione nelle emergenze. Ringraziamo Autostrada Pedemontana Lombarda per la fiducia e la collaborazione</i>”.</span></p>								</div>
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									<h3><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Tunnel safety aumentata</strong></h3>
<p>Ma la notizia arriva, prima di tutto, dalla stessa concessionaria, che in un&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/posts/autostrada-pedemontana-lombarda_autostradapedemontanalombarda-sicurezzastradale-activity-7460569595045752832-Ec9k?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4" target="_blank">post su LinkedIn&nbsp;</a>(da cui abbiamo tratto le immagini che illustrano questo contenuto) descrive i test, la cui pre-condizione doveva essere il silenzio, come segue: “<i>Una situazione costruita intenzionalmente per avviare una sessione di collaudo dedicata a una nuova tecnologia al servizio della sicurezza in galleria, sviluppata da AKUT Italia insieme ai ricercatori dell’istituto austriaco JOANNEUM RESEARCH: una <b>simulazione operativa in condizioni controllate</b> per verificare il funzionamento del sistema, basato sull’intelligenza artificiale e capace di riconoscere in tempo reale eventi potenzialmente critici attraverso l’ascolto dell’ambiente</i>”.</p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;"><b>Dopo il silenzio, i suoni</b>, nel caso specifico evocati ad arte: frenate, pneumatici che scoppiano, portiere che si aprono, voci che invocano soccorso: “<i>Grazie a una rete di sensori e microfoni installati lungo il fornice, il sistema è in grado di rilevare, classificare e trasmettere in pochi istanti le informazioni alla Sala Radio, attivando una risposta tempestiva.&nbsp;</i></span><span style="letter-spacing: 0px;"><i><b>Prima ancora che le telecamere possano vedere, il sistema ‘sente’. </b>Un passaggio tecnologico che si traduce in un vantaggio molto concreto: guadagnare secondi preziosi nelle prime fasi di un’emergenza, anche in condizioni di scarsa visibilità</i>”.</span></p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">I test &#8211; ribadisce la concessionaria &#8211; hanno confermato l’affidabilità del sistema e la sua <b>integrazione con le tecnologie già in uso sulla rete, rafforzando ulteriormente il presidio della sicurezza</b>: “<i>Da quella notte, la galleria è tornata alla normalità, con il consueto flusso di traffico e i suoi rumori, ma con una differenza: oggi c’è un sistema in più che ascolta ciò che accade, pronto a fare la differenza quando serve davvero</i>”.</span></p>								</div>
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		<title>La sicurezza sul podio del Samoter</title>
		<link>https://visionjournal.it/la-sicurezza-sul-podio-del-samoter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 05:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Premio innovazione a D-Blade, il sistema Simex che porta i dischi diamantati per il taglio asfalo sulle minipale. E a Verona spopola anche l'ART 1000.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="27965" class="elementor elementor-27965" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Premio innovazione a D-Blade, il sistema Simex che porta i dischi diamantati per il taglio asfalo sulle minipale. E a Verona spopola anche l'ART 1000</h2>				</div>
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									<p><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di&nbsp;</span></strong><strong style="letter-spacing: 0px; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">FABRIZIO APOSTOLO</strong></p>
<p><span class="ap-dropcaps ap-square">L&#039;</span>innovazione che premia la sicurezza, che va di pari passo con la qualità esecutiva, e non solo. Se passate allo stand <b>Simex</b>, Padiglione 9 del <b>Samoter</b>, in pista fino a sabato, troverete una scritta che scolpisce il giusto riconoscimento per un&#8217;attrezzatura &#8211; e <b>l&#8217;ingegno che la precede </b>&#8211; fattasi <i>unicum</i>: per la prima volta un disco diamantato per il taglio dell&#8217;asfalto (o del cemento) viene montato su minipala, fattore che aumenta la produttività, <b>allontana l&#8217;operatore dal fronte di taglio </b>e migliora la precisione esecutiva. <b>Un tris di assi che hanno consentito a Simex di portare a casa, per la sua D-Blade 200, il Samoter Innovation Award 2026 </b>(ecco svelata la dicitura).</p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">Se poi, sempre stesso stand, volgiamo lo sguardo a destra, l&#8217;occhio cade ancora su un&#8217;innovazione stradale che si sta facendo, fortunatamente, tradizione:&nbsp;</span><a href="https://visionjournal.it/pa-la-soluzione-per-la-manutenzione/" target="_blank">l&#8217;ART 1000, il sistema che fresa e rigenera il manto ammalorato recuperando il 100% del materiale</a><span style="letter-spacing: 0px;">. Anche qui, il frutto di una meccanizzazione del processo esecutivo dal volto umano, nel senso che è l&#8217;intelligenza delle persone che l&#8217;ha coltivato e raccolto a beneficio delle medesime. Leggi: quei <b>Comuni che possono contare su un ripristino in tempi rapidi di ottima fattura e durabilità</b> (con in più il recupero), per lasciar loro l&#8217;agio di progettare, se necessario, manutenzioni ancora più profonde.</span></p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">Dietro l&#8217;ART 1000, ecco, infine, la stendi asfalto (ST 200), ora disponibile anche con <b>radiocomando.&nbsp;</b></span><span style="letter-spacing: 0px;">Siamo, è il caso di dirlo, sulla strada giusta.</span></p>								</div>
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										<img decoding="async" width="1500" height="953" src="https://visionjournal.it/wp-content/uploads/2026/05/Simex-D-Blade.jpg" class="attachment-full size-full wp-image-27969" alt="" srcset="https://visionjournal.it/wp-content/uploads/2026/05/Simex-D-Blade.jpg 1500w, https://visionjournal.it/wp-content/uploads/2026/05/Simex-D-Blade-300x191.jpg 300w, https://visionjournal.it/wp-content/uploads/2026/05/Simex-D-Blade-1024x651.jpg 1024w, https://visionjournal.it/wp-content/uploads/2026/05/Simex-D-Blade-768x488.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" />											<figcaption class="widget-image-caption wp-caption-text">Simex D-Blad (premiata tra le innovazioni) in esposizione al Samoter 2026 (6-9 maggio)</figcaption>
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		<title>Le basi del recupero strutturale</title>
		<link>https://visionjournal.it/le-basi-del-recupero-strutturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Cornice normativa, strategie di gestione, know-how progettuale: esaminiamo, con Cooprogetti, il caso di un viadotto interessato da verifiche di livello 4 e da articolate iniziative di rinforzo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="27698" class="elementor elementor-27698" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cornice normativa, strategie di gestione, know-how progettuale: esaminiamo, con Cooprogetti, il caso di un viadotto interessato da verifiche di livello 4 e da articolate iniziative di rinforzo</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di</span> ELENA FILICORI</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">N</span><span style="letter-spacing: 0px;">egli ultimi anni la sicurezza delle infrastrutture esistenti è diventata una priorità strategica, in particolare per ponti e viadotti realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta. Opere concepite in un contesto normativo, tecnologico e di carico profondamente diverso da quello attuale si trovano oggi a dover rispondere a livelli di traffico più elevati, a requisiti di durabilità più stringenti e a <b>criteri di sicurezza aggiornati</b>. In questo scenario, le verifiche strutturali avanzate rappresentano uno strumento essenziale per comprendere il comportamento reale delle opere e pianificare interventi mirati. <b>Un esempio che potremmo definire “tipologico” di un approccio corretto ed evoluto a una materia così complessa e sensibile ci arriva da una verifica di Livello 4, con relativo intervento di adeguamento, condotta da Cooprogetti su un viadotto in calcestruzzo armato precompresso</b>. </span></p><p><span style="letter-spacing: 0px;">Il Livello 4, per inciso, è il massimo grado di approfondimento previsto dalle Linee Guida per la gestione dei ponti esistenti. Il progetto, in particolare, è stato curato e coordinato da <b>Riccardo Cecchetti</b>, ingegnere di Cooprogetti, che sottolinea come oggi non sia più sufficiente una valutazione basata su semplici ispezioni visive: “<i>Dal 2020, con le nuove Linee Guida, la valutazione è diventata molto più strutturata. Viene delineato un percorso chiaro, che passa dal censimento iniziale fino alle verifiche accurate di Livello 4</i>”, per esempio nei casi in cui emergono criticità come fessurazioni, distacchi di copriferro o degradi diffusi.</span></p><p><strong style="color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Indagini estese</strong></p><p>LA differenza delle verifiche preliminari, quelle di Livello 4 si fondano su una campagna di indagini estesa, sia distruttive sia non distruttive, e modellazione avanzata. Cecchetti spiega che “<i>le indagini strutturali comprendono carotaggi sul calcestruzzo, prelievi di barre di armatura e prove di laboratorio per verificarne le resistenze meccaniche</i>”. </p><p>Le carote di calcestruzzo vengono sottoposte a prove di compressione, mentre le barre d’armatura vengono testate a trazione per valutare la loro capacità residua. “<i>Sono indagini invasive, ma fondamentali per ottenere informazioni affidabili sullo stato reale dei materiali</i>”. Accanto a queste, vengono eseguite <b>indagini non distruttive</b> come pacometrie, ferroscan e videoendoscopie, utili per ricostruire la disposizione delle armature e valutare lo stato interno degli elementi strutturali senza demolizioni estese. “<i>Con strumenti dotati di sensori riusciamo a capire quante armature ci sono, dove sono posizionate e come sono distribuite all’interno degli elementi</i>”, spiega lo specialista. </p><p>A ciò si aggiungono prove per valutare il potenziale di corrosione e <b>indagini geologiche e geotecniche</b> per caratterizzare il comportamento del terreno e la risposta sismica del sito. Tutti i dati confluiscono in un modello strutturale avanzato basato su analisi agli elementi finiti: “<i>Costruiamo un modello FEM in cui vengono rappresentati tutti gli elementi dell’opera: travi, traversi, pile, pulvini, appoggi, giunti, soletta, barriere e cordoli. Ogni componente viene verificato singolarmente per individuare eventuali criticità</i>”. </p><p>Dal punto di vista sismico, il viadotto analizzato non risulta pienamente adeguato secondo i criteri attuali, ma presenta margini di sicurezza che non rendono obbligatorio un intervento immediato. “<i>Dal punto di vista sismico l’opera non è adeguata, ma i coefficienti di sicurezza consentono comunque di dire che non si tratta di una struttura particolarmente vulnerabile</i>”. Più rilevanti, invece, sono risultate le carenze dal punto di vista statico, soprattutto in relazione all’incremento dei carichi di traffico nel corso dei decenni.</p>								</div>
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									<p><strong style="letter-spacing: 0px; background-color: #ffffff; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Punti vulnerabili</strong></p><p>L’elemento più critico emerso dalle verifiche è rappresentato dalle <b>selle Gerber</b>, dispositivi strutturali tipici delle opere degli anni Sessanta e Settanta. “<i>Le Gerber erano molto utilizzate perché rendevano il sistema   staticamente determinato e meno sensibile a cedimenti delle pile o a variazioni termiche</i>”, spiega Cecchetti. Questa configurazione consentiva alla struttura di adattarsi a microcedimenti e dilatazioni senza generare coazioni interne significative. Tuttavia, le selle Gerber concentrano elevate sollecitazioni di taglio e risultano particolarmente vulnerabili in presenza di degrado: “<i>Sono punti in cui si concentrano forti sforzi di taglio e dove spesso si infiltra l’acqua. Qui il degrado avanza più velocemente, anche per effetto dei sali disgelanti</i>”. </p><p>In condizioni di clima rigido, l’uso di sali per prevenire la formazione di ghiaccio favorisce la penetrazione di agenti aggressivi, accelerando la corrosione delle armature. Dal punto di vista strutturale, il rischio principale è legato alla natura fragile del meccanismo di collasso: “<i>La rottura delle Gerber avviene generalmente per taglio ed è una rottura fragile, che non dà segnali premonitori evidenti riguardo a un eventuale collasso</i>”. </p><p>Inoltre, trattandosi di uno schema sostanzialmente isostatico, la perdita di una Gerber può comportare il collasso della campata senza possibilità di ridistribuzione delle sollecitazioni, non essendoci “ridondanza strutturale”. Le verifiche hanno evidenziato fessurazioni, distacchi del copriferro e ossidazione delle armature in corrispondenza di queste zone, aggravate dalla percolazione delle acque e da un sistema di smaltimento non più efficiente. Il degrado del calcestruzzo, sottolinea Cecchetti, “<i>non è solo un problema estetico, ma incide direttamente sulla capacità resistente degli elementi, riducendo la sezione efficace e alterando il comportamento delle armature</i>”.</p>								</div>
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									<h3><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Strategie di rinforzo</strong></h3><p>L’intervento di adeguamento è stato progettato per affrontare in modo integrato sia le carenze strutturali sia le cause del degrado: “<i>Potevamo limitarci a un semplice risanamento corticale, rimuovendo il calcestruzzo ammalorato e trattando le armature, ma in questo caso non era sufficiente. Avevamo vere e proprie carenze strutturali, quindi abbiamo scelto un intervento di rinforzo più incisivo</i>”. <b>La soluzione adottata prevede l’introduzione di barre post-tese in acciaio inserite all’interno delle selle Gerber</b>: “<i>Le barre vengono inserite e parzialmente iniettate con resina per il primo ancoraggio, lasciando libera la testa per il tensionamento; quindi vengono tese e infine definitivamente bloccate con una seconda iniezione di resina epossidica</i>”. </p><p>Questo consente di applicare una compressione che contribuisce a chiudere le fessure e a incrementare la capacità resistente. “<i>La compressione aiuta a bloccare l’apertura delle fessure e aggiunge armatura nei confronti dei meccanismi di rottura per taglio e flessione</i>”. A integrazione del rinforzo, sono stati previsti piastroni in acciaio ancorati alla struttura per confinare il calcestruzzo e contrastare i meccanismi di fessurazione: “<i>Abbiamo inserito piastroni in acciaio che confinano la Gerber e aggiungono resistenza nelle zone più sollecitate, in particolare lungo le linee di fessurazione tipiche delle rotture per taglio</i>”.</p><p>Prima del rinforzo strutturale vero e proprio è previsto un esteso intervento di risanamento del calcestruzzo: “<i>Andiamo a scarificare circa 4 cm di calcestruzzo degradato, trattiamo le armature per bloccare l’ossidazione e ricostruiamo il copriferro con malte speciali proiettate, che garantiscono anche impermeabilizzazione e protezione</i>”. <b>Parallelamente al consolidamento strutturale, il progetto affronta le cause che avevano favorito il degrado, intervenendo sulla gestione delle acque di piattaforma</b>: “<i>Uno dei problemi principali era l’infiltrazione d’acqua in corrispondenza delle Gerber. Per questo abbiamo previsto nuovi giunti e un sistema di regimentazione delle acque che impedisce il passaggio sopra questi elementi</i>”. </p><p>Sono stati introdotti dispositivi di raccolta e convogliamento che allontanano l’acqua dalle zone più vulnerabili, per mantenere così gli elementi il più possibile asciutti. L’intervento non si limita alle selle Gerber, ma coinvolge l’intera struttura, con rinforzi su soletta, travi, cordoli e barriere, oltre al rifacimento della pavimentazione: “<i>Si tratta di un adeguamento statico completo dell’opera. Le Gerber erano l’elemento più critico, ma siamo intervenuti un po’ ovunque</i>”.</p><p><strong style="font-family: Heebo; color: #0d1e51; font-size: 22px;">Gestione operativa</strong></p><p>Dal punto di vista operativo, uno degli aspetti più delicati riguarda la cantierizzazione, che deve garantire la continuità del traffico. “<i>Queste infrastrutture non si chiudono mai: i lavori vengono organizzati per fasi, con deviazioni e restringimenti, ma cercando di mantenere sempre la viabilità attiva</i>”. </p><p>Le lavorazioni sotto l’impalcato possono essere eseguite senza interrompere il traffico, mentre gli interventi sull’estradosso richiedono una gestione più complessa delle corsie. Le sfide progettuali non sono state solo strutturali. “<i>Uno degli elementi più complessi è stato lavorare sulle Gerber. Inoltre, sotto il viadotto scorre un corso d’acqua, quindi abbiamo dovuto progettare ponteggi sospesi per poter operare senza interferire con l’alveo</i>”. </p><p><b>In termini di durabilità, l’adeguamento è concepito per garantire un orizzonte di esercizio di lungo periodo</b>. “<i>Un intervento di questo tipo dovrebbe assicurare una vita utile di circa 50 anni, a patto che venga effettuata manutenzione ordinaria costante</i>”. L’analisi e l’elaborazione progettuale di <a href="https://cooprogetti.it/" target="_blank" rel="noopener">Cooprogetti </a>permette quindi, in generale, il <b>pieno recupero della sicurezza su viadotti di oltre 50 anni</b>, con interventi puntuali e una valutazione complessiva in grado di permettere cantierizzazioni senza interruzione d’esercizio.</p>								</div>
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		<title>Cavalcavia come nuovo</title>
		<link>https://visionjournal.it/cavalcavia-come-nuovo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 07:23:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Vision News]]></category>
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					<description><![CDATA[Riaperto al traffico il ramo di svincolo di Sesto San Giovanni (A4), interessato da una grande riparazione in cui gli operatori hanno saputo fare squadra. E che ha fatto scuola.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="27564" class="elementor elementor-27564" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Riaperto al traffico il ramo di svincolo di Sesto San Giovanni (A4), interessato da una grande riparazione in cui gli operatori hanno saputo fare squadra. E che ha fatto scuola</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION<span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p>
<p><span class="ap-dropcaps ap-square">U</span>n &#8220;luogo&#8221; autostradale che abbiamo sotto osservazione da diversi mesi. Uno spazio in cui una &#8220;crisi&#8221; ha saputo diventare &#8220;opportunità&#8221;, grazie al lavoro di squadra e alla messa a terra di <b>valori e fattori tecnici di primo piano</b>, su tutti la <b>sicurezza </b>diffusa.</p>
<p>Da un post del RUP <b>Mattia Vanagolli</b> di ASPI (da cui abbiamo tratto anche l&#8217;immagine qui sopra) ci arriva la notizia della riapertura al traffico dello <b>svincolo di Sesto San Giovanni dell&#8217;autostrada A4</b>, area Milano, interessato negli ultimi tempi da un intervento di riparazione travi a seguito di un evento incidentale (con un trasporto eccezionale). Trovate il&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/posts/mattia-vanagolli-117b2784_infrastrutture-ingegneria-ponti-activity-7441751876242415616-Awd3?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4" target="_blank">link diretto qui</a>.&nbsp;</p>
<p>Vanagolli, tra le altre cose, ha ringraziato alcuni dei membri del team in campo, tutti artefici di uno sforzo eccezionale, in cui i dettagli hanno saputo fare la differenza. Grazie, dunque, &#8220;<i><span style="letter-spacing: 0px;">ai colleghi Mihai Dragusin, Luca Cantier, Irene Famà; a&nbsp;</span><span style="letter-spacing: 0px;">SPERI-Tecne Speri Bridge Designers (Domenico D&#8217;Elia, Vincenzo Mazzotta) per le attività di progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza;&nbsp;</span><span style="letter-spacing: 0px;">MGA Manutenzioni Generali Autostrade Srl-RewayGroup (Gerardo Vuocolo, Amedeo Cutone) per la gestione operativa delle lavorazioni;&nbsp;</span></i><span style="letter-spacing: 0px;"><i>Autovictor (Alessandro Gino) per la progettazione e l’esecuzione delle operazioni di sollevamento, svaro e varo delle campate</i>&#8220;.</span></p>
<p>Da parte nostra aggiungiamo un grazie sia ai team di supervisione, esecuzione e progettazione tutti, sia, in particolare, agli ingegneri <b>Domenico D&#8217;Elia</b> di SPERI e <b>Giuseppe Carboni</b>, CEO di MGA, per averci introdotto nelle profondità tecniche di questo intervento aiutandoci ad accendere i riflettori su alcune sue peculiarità. Le trovate tutte riassunte in un corposo articolo che, anche per la sua emblematicità, abbiamo voluto posizionare in apertura della nostra sezione <b>SAFE VISION </b>del numero speciale di marzo 2026 (<a href="https://visionjournal.it/visionj-marzo-2026/" target="_blank">clicca qui per sfogliare e scaricare il numero</a>).&nbsp;</p>
<p>Per scaricare il PDF integrale dell&#8217;articolo, vi rimandiamo invece a&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/posts/fabrizio-apostolo-9971268_visionj-marzo-26-cavalcavia-sesto-mi-ugcPost-7435631628493955072-q_-8?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4" target="_blank">questo nostro post LinkedIn&nbsp;</a>di qualche tempo fa.</p>
<div>Altra risorsa che possiamo possa risultare di interesse è il <b>timelapse </b>dell&#8217;intervento, che trovate in&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/posts/speri-infrastrutture-ingegneria-ugcPost-7436788218387218432-i2B7?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4" target="_blank">questo post</a>&nbsp;SPERI.</div>								</div>
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		<title>Lecco, il traguardo del nuovo ponte</title>
		<link>https://visionjournal.it/lecco-il-traguardo-del-nuovo-ponte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 10:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Vision News]]></category>
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					<description><![CDATA[Anas ha aperto al traffico il quarto attraversamento lecchese, intitolato al Manzoni. Tra le dotazioni di sicurezza, le barriere in cls con reti anti-lancio posate dallo specialista Crezza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="26720" class="elementor elementor-26720" data-elementor-post-type="post">
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									<h2>Anas ha aperto al traffico il quarto attraversamento lecchese, intitolato al Manzoni. Tra le dotazioni di sicurezza, le barriere in cls con reti anti-lancio posate dallo specialista Crezza</h2>
<div><span style="font-family: Lato; font-size: 28px; font-weight: 3; letter-spacing: -0.02rem;">&nbsp;</span></div>
<p><span style="font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: 400;"><span style="color: #0d1e51;"><strong>Redazione VISION</strong></span></span><span style="color: #ec6623; font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: bold;">J</span></p>
<p><span style="font-family: Lato; font-size: 16px; font-style: normal; font-weight: 400;"><span class="ap-dropcaps ap-square">I</span></span><span style="font-size: 16px;">eri, 19 gennaio 2026, è stato inaugurato il nuovo ponte Manzoni, a Lecco, opera Anas strategica e destinata a semplificare i flussi viabilistici di quello che è a tutti gli effetti un crocevia.</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">Crezza, partner di&nbsp;</span><span style="font-family: Lato; font-style: normal; font-size: 15.75px; font-weight: 400;"><span style="font-size: 15.75px; color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 15.75px;">VISION</strong></span></span><span style="font-family: Lato; font-style: normal; font-size: 15.75px; font-weight: bold; color: #ec6623;">J</span><span style="font-size: 16px;">,&nbsp; ha partecipato alla realizzazione del &#8220;quarto ponte&#8221; lecchese fornendo e posando lungo tutto il viadotto barriere di sicurezza stradali prefabbricate New Jersey in calcestruzzo bordo ponte H4b e H2, con reti di protezione anti-lancio. Realizzata in 18 mesi e inaugurata con una settimana di anticipo sul cronoprogramma, l&#8217;infrastruttura è ora già fruibile alla vigilia dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-size: 16px;">&#8220;<i>Abbiamo preso parte all&#8217;inaugurazione di questa opera tanto attesa e vogliamo dedicare i festeggiamenti a tutte le nostre squadre che hanno lavorato anche nei giorni delle Festività, rendendo possibile il pieno rispetto dei tempi</i>&nbsp;– ha commentato il Direttore Generale di Crezza, Sebastiano Guerini -. <i>Il nostro impegno primario è per la sicurezza stradale e per la qualità delle grandi opere, viarie e non solo. In questo ci impegniamo con professionalità, responsabilità ed orgoglio, perché è estremamente motivante sapere di essere in prima linea in progetti capaci di migliorare la qualità urbanistica, di vivibilità ed ambientale per le comunità e per i territori</i>”.</span></p>
<p><a href="https://www.stradeanas.it/it/lombardia-anas-si-apre-al-traffico-il-nuovo-ponte-manzoni-lungo-la-ss-36-del-lago-di-como-dello"><span style="font-size: 16px;">Approfondisci sul sito di Anas</span></a></p>								</div>
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