Green Vision, Smart VisionAprile 24, 2026378 Visualizzazioni

di FABRIZIO APOSTOLO
Dal 2023, anno della sua prima presentazione italiana ad Asphaltica Verona, ci occupiamo della vibrofinitrice-spruzzatrice Dynapac PROTAC (modello SD2500CS), una macchina stradale che applica in simultanea emulsione bituminosa per mano d’attacco e uno strato in conglomerato bituminoso. Nel 2024, ad Asphaltica Bologna, la spray-paver PROTAC è stata sostenuta dai primi risultati di una ricerca condotta dall’Università Politecnica delle Marche e finalizzata alla “Valutazione dell’efficacia della vibrofinitrice spruzzatrice Dynapac PROTAC nell’applicazione della mano d’attacco e simultanea ricopertura con conglomerato bituminoso”. Responsabile del progetto, il professor Francesco Canestrari; responsabile della sperimentazione il professor Andrea Grilli.
Ad Asphaltica World 2025, lo scorso ottobre, a Bari, i due specialisti sono tornati a fornire all’audience specializzata ulteriori ragguagli su un tema che va al di là del mero aumento di efficienza nel campo delle costruzioni stradali, ma porta con sé una serie di “fattori a valore aggiunto”, che ci indirizzano verso una conclusione: una tecnologia del genere merita la massima attenzione di gestori e imprese, non solo “a valle” del processo costruttivo, bensì anche già “a monte”, ovvero in sede di predisposizione o perfezionamento dei capitolati d’appalto.
Con l’introduzione della PROTAC cambia il paradigma operativo per quanto riguarda i cantieri di mano d’attacco. Si dileguano, per esempio, spandi-emulsione e spandi-filler a vantaggio di un’unica presenza: quella di questa macchina operatrice dalla doppia funzione. In più, si annullano i tempi di attesa tra un’operazione e l’altra, favorendo la costanza di applicazione e azzerando i rischi di interferenze con lo strato ancora non finito, da parte di personale e altri mezzi d’opera.
Il miglioramento dell’efficienza esecutiva si lega quindi a una riconosciuta qualità dell’eseguito, come attestato proprio dall’intensa attività di ricerca effettuata e presentata a più riprese. La best practice PROTAC si rivela quindi un moltiplicatore di benefici anche e soprattutto se guardiamo agli aspetti della sicurezza (tempi ridotti, processi più lineari e accurati) e della sostenibilità, sfera sulla quale si sono soffermati anche gli accademici relatori di Asphaltica World.
Il punto chiave, caro alle leadership infrastrutturali più avvedute e avanzate (pensiamo ai contesti di gestione Anas o delle concessionarie autostradali della rete AISCAT, ma anche a tutti i gestori di strade dai sostenuti volumi di traffico), resta quello della “catena virtuosa” o “moltiplicatrice di valore” che determinate innovazioni sanno attivare, ovvero ai nessi che legano tutti i k-factor in gioco.
Su quello delle prestazioni si è soffermato il professor Andrea Grilli, commentando i risultati dello studio: “In termini di efficacia, i risultati ottenuti dalla Dynapac PROTAC sono paragonabili, se non migliori, rispetto a quelli conseguiti con tecnologie tradizionali. Sono state riprodotte e rappresentate in campo prove, in grandezza reale, le principali configurazioni che ritroviamo nelle nuove costruzioni, così come nelle manutenzioni. Gli esiti sono stati davvero soddisfacenti, sia dal punto di vista del confronto sia da quello della verifica delle prescrizioni tecniche. Il che valida l’attrezzatura quanto a resistenza a taglio, oltre che a flessione. Un altro vantaggio importante è la minore variabilità: questo significa che la superficie di stesa dell’emulsione è più omogenea, il che fa sì che si riduca il rischio di ottenere valori inferiori alla media nel momento del controllo di qualità. Questo è dovuto al fatto che non si è trovata una protezione per mitigare il rischio danneggiamento, ma è stato evitato il problema in sé”, in quanto interventi intermedi o passaggi di mezzi sono stati, come si diceva, “aboliti”.
Espressamente di sostenibilità, ultimo ma non ultimo anello di questa catena virtuosa che nasce dalla tecnologia, si è occupato il professor Francesco Canestrari: “Fare le cose bene aumenta le prestazioni, il che ha ripercussioni positive anche sulla sostenibilità”. Questo aspetto assume ulteriore rilevanza se si considera che “la massa antropogenica, ossia il costruito, ha ormai superato la massa complessiva della biosfera” e, nonostante le pavimentazioni rappresentino una quota ancora trascurabile del costruito nel suo complesso, un atto come quello di “evitare passaggi inutili di mezzi in cantiere potrebbe dare un contributo che, sommato con altri, porterebbe alla rilevanza del risultato finale”. Accelerare sulla strada della Net Zero, abbassando ulteriormente i livelli di CO2 emessa che sono sì ridotti rispetto a qualche decennio fa, ma non ancora abbastanza per raggiungere i target.
Un progetto come quello Dynapac PROTAC è dunque motore e diffusore di sostenibilità (interconnessa) per una precisa serie di ragioni. Passiamone in rassegna le principali:
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