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		<title>Tecno-sicurezza genovese</title>
		<link>https://visionjournal.it/tecno-sicurezza-genovese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 15:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[La Lanterna sceglie il monitoraggio intelligente Displaid per il controllo continuo di tre infrastrutture strategiche. L'installazione del sistema di sensoristica wireless interesserà tre viadotti in corso Europa, a Prà’ e a Voltri]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28873" class="elementor elementor-28873" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La Lanterna sceglie il monitoraggio intelligente Displaid per il controllo continuo di tre infrastrutture strategiche. L'installazione del sistema di sensoristica wireless interesserà tre viadotti in corso Europa, a Prà’ e a Voltri</h2>				</div>
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									<p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); color: rgb(13, 30, 81); font-size: 15.75px;"><strong style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); font-weight: bold; letter-spacing: 0px;">Redazione VISION</strong></span><strong style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: 0px; color: rgb(13, 30, 81); font-size: 15.75px;"><span style="color: rgb(253, 105, 37);">J</span></strong></p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span class="ap-dropcaps ap-square">D</span>al 22 giugno 2026 hanno preso il via a Genova le attività di installazione di un sistema di sensoristica wireless per il <span style="font-weight: 700;">monitoraggio di tre viadotti </span>cittadini. Gli interventi interesseranno il viadotto Castagna di corso Europa, il ponte di via De Sanctis a Pra&#8217; e il viadotto di via Vallecrosia a Voltri.&nbsp; L&#8217;iniziativa rientra nella più ampia strategia del Comune volta al <span style="font-weight: 700;">rafforzamento della sicurezza infrastrutturale attraverso soluzioni tecnologiche avanzate </span>e un monitoraggio continuativo orientato alla prevenzione. A tal fine, l&#8217;amministrazione ha scelto il sistema sviluppato dall&#8217;azienda milanese <a href="https://displaid.it/" target="_blank" rel="noopener" style="color: rgb(236, 102, 35);">Displaid</a>, specializzata nel <span style="font-weight: 700;">monitoraggio predittivo di ponti e viadotti e già attiva in altre realtà della Pubblica Amministrazione</span> italiana. La soluzione garantisce una gestione integrata dell&#8217;intero processo: dall&#8217;installazione dei sensori alla raccolta e analisi dei dati, fino alla consultazione continua dello stato delle infrastrutture tramite una piattaforma dedicata.</p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;">“<i>Come abbiamo detto da mesi, quella delle ispezioni, del monitoraggio e della messa in sicurezza dei ponti e degli impalcati è una delle grandi emergenze della nostra città</i> &#8211; afferma la sindaca <span style="font-weight: 700;">Silvia Salis</span> &#8211; <i>è evidente che, con le risorse internamente a disposizione del Comune, riusciamo a farci carico solo di alcuni interventi in urgenza. I ponti e gli impalcati a oggi censiti sono 673. È noto che abbiamo già chiesto più volte la possibilità di attingere ai fondi previsti per i ristori del post crollo Morandi, rivedendo gli accordi. Abbiamo finalizzato le intese con l’Autorità portuale per circa 4 milioni di finanziamento, mentre siamo in attesa di novità da parte della Regione Liguria che nel corso di un tavolo tecnico in Prefettura aveva dato la disponibilità al finanziamento di 5 milioni</i>”.</p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="color: rgb(13, 30, 81); font-family: Heebo;"><span style="font-size: 22px;"><span style="font-weight: bold;">Conoscere per proteggere</span></span></span></p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="letter-spacing: 0px;">“<i>L’attività si inserisce nel più ampio quadro delle azioni in adempimento alle vigenti Linee guida Ponti per costruire un adeguato sistema di gestione delle infrastrutture viarie cittadine. La conoscenza e la gestione del nostro patrimonio infrastrutturale sono un elemento fondamentale per garantire l’efficienza della rete viaria e la tutela di cittadini e utenti della strada. L’utilizzo di strumenti innovativi come quelli che saranno installati costituisce un tassello importante a supporto delle attività tecniche portate avanti con grande professionalità dai nostri uffici</i>”, ha dichiarato l’assessore a Lavori pubblici, Manutenzioni e Opere strategiche e infrastrutturali, <span style="font-weight: 700;">Massimo Ferrante</span>.</span></p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="letter-spacing: 0px;">“<i>Genova è una città dal patrimonio unico e complesso, e siamo orgogliosi di contribuire alla sua tutela e sicurezza. Il nostro obiettivo è semplice: trasformare i dati del monitoraggio continuo in informazioni utili, capaci di guidare nel tempo la sicurezza e la valorizzazione delle infrastrutture della città</i>”, afferma <span style="font-weight: 700;">Lorenzo Benedetti</span>, CEO di Displaid.</span></p><p style="background: 0px 0px rgb(255, 255, 255); letter-spacing: normal;"><span style="letter-spacing: 0px;">I sensori installati raccoglieranno dati strutturali di varie tipologie: <span style="font-weight: 700;">l’analisi delle vibrazioni</span>, utile a determinare il comportamento modale, permetterà di individuare anomalie dell’impalcato, mentre la misura delle inclinazioni, sarà utilizzata per verificare la stabilità delle pile e la deformazione delle travi. <span style="font-weight: 700;">L’intervento si inserisce nel programma di manutenzione delle opere infrastrutturali cittadine</span>, con l’obiettivo di innalzare il livello di controllo, preservare l’efficienza strutturale dei manufatti e garantire la piena funzionalità della rete viaria urbana. Le operazioni di installazione dei sensori, della durata stimata di quattro giorni, non prevedono interruzioni totali della viabilità, in modo da <span style="font-weight: 700;">assicurare la continuità del traffico per tutta la durata dei lavori.</span></span></p>								</div>
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		<title>Tunnelling integrato ed evolutivo</title>
		<link>https://visionjournal.it/tunnelling-integrato-ed-evolutivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Due eventi tecnici 2026 ci hanno consentito di approfondire l’approccio al sotterraneo di Officine Maccaferri e CPT Group. Il punto d’avvio: sicurezza, sostenibilità e innovazione come generatori di un cambio di paradigma.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28424" class="elementor elementor-28424" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Due eventi tecnici 2026 ci hanno consentito di approfondire l’approccio al sotterraneo di Officine Maccaferri e CPT Group. Il punto d’avvio: sicurezza, sostenibilità e innovazione come generatori di un cambio di paradigma</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di</span> FABRIZIO APOSTOLO</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">S</span>icurezza, sostenibilità e innovazione come driver fondamentali: “polmoni” di una <b>visione tecnica e imprenditoriale integrata che diventa sempre più attuazione, capace di generare benefici diffusi.</b> Abbiamo raccontato più volte l’approccio ai mondi dell’ingegneria e delle costruzioni di Officine Maccaferri. L’acquisizione 2025 di un player di primo piano nel settore del tunnelling (italiano e globale, così come la capogruppo) come CPT Group, ci dà l’occasione, in questa sede, per proseguire il discorso, tenendo ferma la cornice già delineata ma approfondendo il tema dell’integrazione delle tecnologie e quello del fattore connettivo, tra le aziende stesse, ma anche tra il passato (le expertise), il presente (i casi scuola) e il futuro (lo sviluppo). </p><p>La nostra narrazione trae origine, va detto, da due importanti occasioni di formazione e networking che ci ha visto partecipi negli scorsi mesi. La prima è il <b>seminario GEEG</b> dal titolo “<i>Ricerca e innovazione per lo sviluppo di opere di ingegneria in sotterraneo</i>” che si è tenuto a Roma il 26 febbraio. Tra i relatori: <b>Stefano Susani, CEO di Officine Maccaferri, e Giuliano Faini, Co-founder e Board Member di CPT Group (Gruppo Maccaferri)</b>. La seconda è il <b>webinar </b>dal titolo “<i>Soluzioni tunnelling: un nuovo portfolio a 360° guidato dall’innovazione</i>”, organizzato dalla stessa Officine Maccaferri e tenuto il 5 marzo da <b>Anna Bortolussi, Sales Manager Tunnelling di Maccaferri</b>, e <b>Klaus Pini, CEO e Co-founder di CPT Group</b>.</p><p><strong style="color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Approccio di connessione</strong></p><p>Il frutto del lavoro sui driver citati nell’incipit è un’offerta a 360 gradi al servizio dell’industria del tunnelling, che integra, ampiamente, lo scavo tradizionale e quello meccanizzato. “<i>L’approccio</i> &#8211; ha detto Stefano Susani nel suo intervento di Roma &#8211; <i>è quello di combinare tecnologie consolidate, innovazione e industrializzazione. Maccaferri nasce storicamente con gabbioni e materassi e nel corso degli ultimi vent’anni ha compiuto un’evoluzione significativa, entrando prima nel mondo dei geosintetici e successivamente nel settore delle gallerie, anche attraverso esperienze rilevanti come il Terzo Valico dei Giovi. L’obiettivo è di sviluppare kit costruttivi che permettano di <b>ridurre al minimo le interferenze operative velocizzando l’attività</b> e, contestualmente, di <b>operare con standard di sicurezza sempre più elevati</b>”</i>. </p><p>In questa direzione si colloca, per esempio, lo sviluppo di <b>sistemi di centinatura semi-automatica</b> che abbiamo più volte raccontato e che, di fatto, ci hanno già consentito di parlare &#8211; sottolineando un vero e proprio cambio di paradigma &#8211; di industrializzazione dello scavo tradizionale. La tecnologia consente di minimizzare la presenza di personale al fronte di scavo durante le fasi di apertura della centina &#8211; e, in generale, durante la sua intera messa in opera &#8211; progettata in modo da far sì che la struttura si agganci automaticamente alla precedente, attraverso appositi sistemi di collegamento, consentendo l’avanzamento delle lavorazioni in modo più fluido e sicuro.  </p><p>Un fattore esemplificativo del <i>modus operandi </i>di Maccaferri, particolarmente visibile parlando di centine automatiche, è quindi quello evolutivo. La tecnologia è in costante movimento e adattamento: si pensi allo sviluppo, accanto alla centina tubolare, della versione reticolare, oppure all’evoluzione dei sistemi di montaggio e assemblaggio dei giunti, o ancora di quelli per la movimentazione. Ultima ma non meno importante, accanto alla standardizzazione, la customizzazione: un altro marchio di fabbrica in Maccaferri.</p>								</div>
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									<p><strong style="letter-spacing: 0px; background-color: #ffffff; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Evoluzioni eco-tech</strong></p>
<p>Sempre a Roma Giuliano Faini si è quindi concentrato sul fattore tecnologico, che ha già dato, peraltro, ottimi frutti in contesti d’eccellenza ingegneristica e costruttiva. Il punto di partenza è la <b>fabbrica dei conci per TBM, un ecosistema tech in cui il processo di produzione dei casseri diventa altamente automatizzato </b>grazie all’introduzione di robot che sostituiscono le persone nei compiti più gravosi (alcuni esempi: bullonatura e sbullonatura dei casseri, aperture e chiusure delle sponde). Anche in questo caso il risultato è duplice: all’aumento della produttività si lega quello &#8211; che nelle logiche del Gruppo Maccaferri va considerato, non dimentichiamolo, sempre un driver sostanziale &#8211; della sicurezza. “<i>Anche in questo contesto</i> &#8211; ha sottolineato Faini &#8211; <i>siamo in continua evoluzione, lavorando per esempio sull’automatizzazione di lavorazioni come la lisciatura del calcestruzzo o le operazioni di stoccaggio e, in generale, sulla movimentazione. Da evidenziare, inoltre, anche l’aumento della qualità del prodotto finito, ovvero della significativa riduzione dei difetti, derivante dalla ripetibilità delle operazioni e dall’apprendimento evolutivo delle macchine</i>”.</p>
<p>Restando in tema “fabbrica dei conci”, una soluzione che ci permette di sottolineare un ulteriore driver del trittico, ovvero la sostenibilità, è senz’altro <b>Green Spacer, il distanziatore per conci in plastica riciclata al 100%</b> che va a sostituire i prodotti tradizionali in legno: “<i>Questi ultimi </i>&#8211; rileva Faini &#8211; <i>in genere pesano circa 12 kg, mentre i nostri solo 4 kg, grazie alla struttura interna svuotata, con indubbi benefici sia ambientali sia in termini di health and safety, dal momento che si riduce lo sforzo fisico degli operatori nella movimentazione</i>”.</p>
<p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><strong style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: 0px; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Valore digitale</strong></p>
<p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">Un pillar ulteriore dell’approccio integrato Maccaferri-CPT Group è quindi la <b>digitalizzazione dei processi con un’attenzione particolare ai controlli di qualità</b>. Due ambiti di applicazione specifici, tra gli altri, sono sempre la produzione dei conci, misurati anche attraverso un sistema 3D di ultima generazione, e lo scavo meccanizzato, i cui dati vengono elaborati, analizzati e confrontati (dalle informazioni geotecniche a quelle sull’operatività) da una piattaforma ad hoc. Tra le tecnologie adottate: <b>sistemi laser scanner a algoritmi di intelligenza artificiale</b>. L’effetto finale: non solo migliorare esponenzialmente flussi produttivi e qualità dell’eseguito, ma anche mettere a disposizione dell’intera filiera (dai progettisti agli esecutori) “ponti” informativi immediati e validati. Puro valore connettivo.</span></p>								</div>
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									<h3><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Qualità e quantità</strong></h3><p>Il “mondo sotterraneo” Maccaferri, va sottolineato a questo punto, meriterebbe approfondimenti che vanno bel al di là del presente contenuto digitale, in cui non possiamo approfondire territori altrettanto ben coltivati, anche in chiave evolutiva, come quello delle <b>fibre per i rinforzi delle strutture interne alle gallerie o delle soluzioni geotecniche per la salvaguardia dei contesti esterni alle stesse</b>. Temi che convergono tutti, in ogni caso, verso lo stesso punto già evidenziato: la disponibilità di <b>una piattaforma per il tunnelling fortemente interconnessa</b>, che sa fornire valore industriale e, allo stesso tempo, customizzazione sartoriale. Quantità e qualità</p><p>Un’ulteriore conferma di questi concetti è arrivata proprio dall’ascolto del webinar Maccaferri, in cui Klaus Pini ha parlato di “<i>sicurezza non più come elemento opzionale, bensì necessità strutturale</i>”. Un cambio di passo che si coglie in pieno (l’abbiamo già detto, ma riteniamo utile ribadirlo) nell’<b>intero processo che va dalla progettazione di centine innovative (scavo tradizionale) alla realizzazione di conci con nuove metodiche (scavo meccanizzato)</b>. “<i>La Robofactory di CPT Group</i> &#8211; sottolinea Pini – <i>non ha introdotto semplicemente robot, ma ha puntato a introdurre un nuovo paradigma produttivo, innervato di sicurezza, efficienza e qualità. Il sistema consente, ad oggi, un incremento della produttività fino al 70% e una riduzione dei difetti fino al 30%, grazie alla maggiore ripetibilità delle operazioni</i>”.</p><h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Applicazioni</strong></h3><p>Ultime ma non ultime, è il caso di dirlo, le applicazioni. Tutte casi scuola. Si parte dal <b>Terzo Valico dei Giovi</b>, con un focus particolare sulla galleria Cravasco, dove è stata impiegata la centina semi automatica Maccaferri con profilo HID 300 che ha consentito una riduzione dell’80% di personale al fronte e a un aumento del 23% di produttività e operatività. Si approda quindi alla nuova linea ferroviaria ad <b>Alta Velocità Napoli-Bari</b>, al cui servizio CPT Group ha messo un impianto di prefabbricazione di conci (ad alta qualità misurata) di ultima generazione. Solo due dati: <b>produzione media di 150 conci al giorno e zero infortuni di personale nei primi 14 mesi di lavoro</b>, anche grazie all’eliminazione del turno di notte. </p><p>Dal settore ferroviario a quello stradale e autostradale: negli interventi riguardanti la <b>Galleria Boscaccio (A1) e Galleria San Donato (A4)</b> è stata impiegata una particolare attrezzatura posa-centine anch’essa caratterizzata da elevati livelli di automazione. Nel corso del webinar è stato quindi citato il caso  della <b>linea 1 della metropolitana di Qingdao, in Cina</b>, nell’ambito della quale sono stati forniti <b>186 anelli di conci con armatura composta al 100% da fibre e 100 con armatura mista, con miglioramento di produzione e qualità</b>. Quindi, tornando in Italia, quello della fornitura di <b>115mila distanziatori Green Spacer</b> a un impianto di prefabbricazione al servizio di un intervento infrastrutturale su un’importante linea ferroviaria siciliana. Per produrli, sono state utilizzate 430 tonnellate di plastica riciclata e, di fatto, azzerati i rischi per gli operatori.</p>								</div>
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		<title>Prima Smart Road certificata</title>
		<link>https://visionjournal.it/prima-smart-road-certificata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:05:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Vision News]]></category>
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					<description><![CDATA[La Tangenziale di Napoli ottiene la certificazione del MIT ai sensi del DM 70/2018: monitoraggio in tempo reale, sensori distribuiti e dialogo bidirezionale con veicoli connessi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28330" class="elementor elementor-28330" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La Tangenziale di Napoli ottiene la certificazione del MIT ai sensi del DM 70/2018: monitoraggio in tempo reale, sensori distribuiti e dialogo bidirezionale con veicoli connessi</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION</strong><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">U</span>na delle principali arterie urbane del Belpaese diventa un laboratorio di mobilità intelligente. <b>La Tangenziale di Napoli ha ottenuto la certificazione ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come prima Smart Road d&#8217;Italia</b>, in conformità al Decreto Ministeriale 70/2018. Il riconoscimento attesta l&#8217;adeguamento agli standard tecnologici per la digitalizzazione del monitoraggio infrastrutturale, la gestione intelligente del traffico e il dialogo in tempo reale con i veicoli connessi e a guida autonoma. <span style="letter-spacing: 0px;">Il progetto coinvolge la Tangenziale di Napoli &#8211; società gestita dall&#8217;omonima concessionaria del Gruppo Autostrade per l&#8217;Italia &#8211; insieme allo stesso MIT e al Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST), con il supporto tecnologico di </span><a href="https://www.movyon.com/" target="_blank" rel="noopener">Movyon, polo d&#8217;innovazione di ASPI</a><span style="letter-spacing: 0px;">.</span></p><p>Lungo i 22 km della tratta sono in fase di installazione <b>217 telecamere intelligenti, 15 portali di rilevamento, 8 centraline meteorologiche e 40 antenne con doppia tecnologia ITS-G5 e cellular V2X</b>. I dati raccolti confluiscono nella <b>piattaforma C-ITS di Movyon</b>, che li integra con fonti esterne e li elabora per garantire un controllo continuo della viabilità. Il sistema rileva posizione, direzione e velocità dei veicoli, restituendo agli automobilisti indicazioni aggiornate su condizioni della strada, cantieri, eventi meteo e velocità ottimale per la prevenzione delle code. <b>Attualmente 30 mezzi connessi comunicano attivamente con l&#8217;infrastruttura.</b></p>								</div>
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									<h3><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Gestione intelligente del traffico</strong></h3><p>Tra i risultati più significativi già conseguiti, la <b>prima sperimentazione italiana di guida autonoma connessa all&#8217;infrastruttura, realizzata nel tratto tra Vomero e Fuorigrotta</b>: un veicolo autonomo ha adattato in tempo reale la propria velocità in funzione dei dati forniti dalla strada.</p><p>La certificazione riguardante la Tangenziale di Napoli non ha una portata soltanto locale, ma apre la strada, di fatto, alla <b>diffusione su scala nazionale</b> delle tecnologie per la mobilità connessa e cooperativa, con l&#8217;operatore che da gestore reattivo diventa <b>orchestratore proattivo della viabilità</b>.</p><p>Una Smart Road, secondo il DM 70/2018, deve soddisfare tre requisiti: <b>monitoraggio del traffico tramite sensori distribuiti, rilevamento meteo e idrogeologico in tempo reale, e comunicazione bidirezionale tra infrastruttura e veicoli (V2I/I2V).</b></p><p><a href="https://www.autostrade.it/it/comunicazione-e-media/comunicati-stampa-corporate/-/bulletin/view/656c52c3-e375-42cb-93fa-28d43e038e05" target="_blank" rel="noopener">Approfondisci sul sito web di Autostrade per l&#8217;Italia</a></p>								</div>
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		<title>Tessitura di sicurezza intelligente</title>
		<link>https://visionjournal.it/tessitura-di-sicurezza-intelligente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 13:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Road Industry]]></category>
		<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’AI al servizio della bridge&#038;tunnel safety all’illuminazione radente. Viaggio sul network Milano Serravalle-Milano Tangenziali alla scoperta di un ecosistema tech integrato che ascolta, misura e interpreta l’autostrada in tempo reale. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28089" class="elementor elementor-28089" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Dall’AI al servizio della bridge&amp;tunnel safety all’illuminazione radente. Viaggio sul network Milano Serravalle - Milano Tangenziali alla scoperta di un ecosistema tech integrato che ascolta, misura e interpreta l’autostrada in tempo reale</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di</span> FABRIZIO APOSTOLO</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">G</span>estire infrastrutture, gestire mobilità. Due macro-funzioni che si intrecciano in un unico sistema viario, storicamente collocato in un contesto ad alta densità urbanistica e viabilistica e, dunque, ad alta, altissima complessità. Stiamo parlando della rete autostradale di cui si prende cura, ogni giorno, <a href="https://www.serravalle.it/" target="_blank" rel="noopener">Milano Serravalle-Milano Tangenziali</a>, concessionaria con sede ad Assago, <b>Milano</b>, angolo strategico in cui si intrecciano corridoi italiani ed europei, nonché una delle porte di accesso del capoluogo lombardo. </p><p>Ma prendersi cura di utenti (circa 180 milioni di transiti all’anno, in crescita), residenti e anche di chi lavora in autostrada o tangenziale, significa, prima di tutto, <b>mettere a terra e rinforzare &#8211; ogni giorno &#8211; una visione strategica che sappia costruire nessi tra tutti i fattori in gioco: dalla fluidità del traffico all’eco-sostenibilità, dalle nuove tecnologie alla sicurezza</b> (a tutto campo). A proposito di sicurezza, divulghiamo questo articolo sta per alzarsi il sipario sugli <a href="https://www.asecapdays.com/" target="_blank" rel="noopener">Asecap Days 2026</a>, a Bratislava, Slovacchia. Il suo titolo dice molto sulle sfide contemporanee della gestione autostradale e, dunque, sugli “attrezzi del mestiere” che ci vogliono per affrontarle e vincerle: “<i>Investing to make road infrastructure resilient for Europe&#8217;s future mobility needs</i>”. Parafrasandolo: resilienza e dunque anche sicurezza (nel tempo) nelle sue varie eccezioni.</p><p><strong style="color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Safety interconnessa</strong></p><p><span style="letter-spacing: 0px;">Lo scorso gennaio la società, guidata dal presidente <b>Elio Catania</b> e dall’amministratore delegato<b> Ivo Cassetta</b>, ha annunciato di aver investito in tecnologie digitali al servizio della mobilità autostradale, dal 2023 ad oggi, circa 50 milioni di euro. Dando così sostanza a <b>una visione incentrata sui dati </b>&#8211; qualificati &#8211; che da un lato sta raccogliendo buoni frutti nel presente (un esempio: la comunicazione all’utenza di tempi di percorrenza sempre più raffinati), mentre dall’altro sta seminando per il futuro. Quello, per esempio, segnato dalla guida autonoma, già sperimentata in azienda nell’ambito del progetto <b>Serravalle Future Drive</b> e a cui guardano i primi 12 km di Smart Road predisposti su A7 e A50 Tangenziale Ovest di Milano. </span></p><p><span style="letter-spacing: 0px;">Proseguendo lungo la direttrice dell’innovazione, e tenendo sempre ben presente il quadro generale di gestione &#8211; fortemente connettivo &#8211; a cui il management sta lavorando alacremente, un ambito cardine che incontriamo sulla nostra autostrada è quello della <b>sicurezza, traguardo storico e da sempre prioritario oggi sempre più accessibile proprio grazie alla tecnologia</b>. Va premesso che la visione della concessionaria, al proposito, tiene conto di tutte le sfumature e le delicatezze, e non sono poche, che il tema implica. <b>Perché la sicurezza è questione plurale, riguardando la circolazione, le infrastrutture, i cantieri, nonché sovrapponibile con altre questioni topiche, a partire dalla qualità, di processo e prodotto.</b></span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><strong style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: 0px; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Approccio integrato</strong></p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;">In questo quadro assumono un valore ancora maggiore le iniziative di “<i>safety through technology</i>” messe a punto, alcune delle quali passeremo in rassegna. Con una premessa: se gli ambiti applicativi appaiono variegati (SI VA dall’illuminazione al monitoraggio strutturale), a legarle in un approccio omogeneo e integrato ci pensano <span style="font-weight: bold;">fili conduttori forti quali: a monte la gestione del dato, a valle l’impegno nel proteggere al meglio gli utenti nel presente, nel mezzo gli investimenti in apparati ad alta affidabilità e la piena integrazione con gli ecosistemi tecnologici già esistenti. </span></p>								</div>
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									<p><strong style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: 0px; color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Viaggio safe-tech</strong></p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><b>Illuminazione radente. </b></span><span style="background-color: #ffffff; letter-spacing: 0px;">È una tecnologia che da qualche anno sta prendendo piede nel settore, per la sua combinazione di “leggerezza” ed efficacia. La concessionaria ha installato, nell’ambito di una sperimentazione, oltre </span><b style="letter-spacing: 0px;">500 corpi illuminanti a LED integrandoli alle barriere di sicurezza </b><span style="background-color: #ffffff; letter-spacing: 0px;">dello svincolo dell’A50 Tangenziale Ovest cosiddetto della “Nuova Vigevanese”, l’asse stradale che collega via Lorenteggio, a Milano, con Vigevano. Con questa tecnologia alla sicurezza passiva tipica dei guard-rail, si aggiunge quella attiva emanata da una luce che rende la visione più uniforme, migliorando anche i “contorni” dei tratti stradali. La riconosciuta durabilità dei LED aumenta, infine, anche gli standard di sostenibilità.</span></p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><b>Anti-contromano</b>. A proposito di contromano, la concessionaria ha installato e attivato sistemi avanzati per il rilevamento dei veicoli in transito in senso contrario rispetto al corretto flusso del traffico, in corrispondenza con le barriere di Milano, Agrate, Terrazzano e Sesto San Giovanni, ovvero le principali “<i>door</i>” delle grandi arterie della rete. Li compongono <b>tecnologie radar, telecamere e algoritmi di intelligenza artificiale</b>, che generano alert in tempo reale presi in carico dagli operatori del Centro di Controllo del Traffico. Il “fenomeno”, seppur raro (ma è il classico caso in cui è d’obbligo puntare alla “<i>vision zero</i>” …) è da molto tempo oggetto di attenzione aumentata negli ambienti autostradali più avanzati d’Europa, si pensi anche agli studi su tecnologie e segnaletica anti-ghost sviluppati in sede Asecap.</p><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><b>Alert sonori</b>. La relazione tra infrastruttura e veicoli in contesti sensibili come quelli autostradali (velocità sostenute, ricorrenza di infrastrutture complesse quali viadotti e gallerie, etc.) ai fini della sicurezza va “auscultata” con tutti gli strumenti a disposizione. Uno di recente introduzione in Italia si traduce in una tecnologia basata su <b>microfoni che captano eventi anomali in galleria</b> (frenate, clacson, urti, vociare, flussi d’acqua, etc.), ne elaborano i suoni con un software AI e collaborano con il sistema di telecamere per portare all’attenzione degli operatori, di fatto in tempo reale, lo scenario in essere e in divenire. Proprio l’integrazione tra il nuovo sistema di intelligenza acustica e l’apparato video esistente, nonché il sistema generale di controllo della viabilità, anche riducendo i falsi allarmi consente di mettere a disposizione del gestore i dati più funzionali possibili alla base delle scelte operative di intervento, che sarà dunque mirato e soprattutto tempestivo. <b>I microfoni sono stati installati nella Galleria Vimercate (A51), nella Galleria San Rocco (A52) e nella Galleria Fonica (A52). In tutte e tre le infrastrutture il sistema è stato collaudato.</b></p>								</div>
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									<p><b>Pesa dinamica.</b> Le tecnologie cosiddette Weight-In-Motion, pur collocandosi ancora nella sfera del rapporto intercorrente tra veicoli e infrastruttura, ci accompagnano coinvolgono sia il tema della sicurezza della circolazione sia quello della sicurezza delle infrastrutture. La concessionaria ha introdotto un <b>sistema di rilevazione e monitoraggio di tutti i veicoli pesanti per peso, classe e sagoma che utilizza sensori installati nel manto stradale</b> per compiere rilevazioni, mentre i convogli sono in movimento. Il sistema individua i mezzi a carico eccedente, ricavando un corpus informativo messo a disposizione agli operatori di sicurezza preposti. Il transito dei truck sovraccarico rappresenta infatti un rischio imminente per la mobilità al contorno (frenate improvvise, limitata stabilità, etc.) e futuro per la stessa infrastruttura (impatti su opere d’arte, pavimentazioni, etc.).</p><p><span style="letter-spacing: 0px;"><b>Pavement analysis con fibra</b>. L’ultimo cenno ci consente di portarci in un territorio squisitamente stradale, in zona “sovrastruttura”, ovvero la pavimentazione. Lungo circa 60 km di autostrada A7 la società ha i<b>ntegrato la propria rete in fibra ottica con un innovativo sistema di monitoraggio H24 che rileva vibrazioni, deformazioni strutturali e variazioni di temperatura</b>. Il fine: un’osservazione profonda, continua e data-driven sullo stato del manto stradale in funzione di una sua manutenzione mirata e, soprattutto, predittiva. L’iniziativa ha già innescato un circolo virtuoso, a più livelli. Per mettere a terra il sistema, innanzitutto, sono stati <b>evitati interventi invasivi</b>, perché la tecnologia si integra agevolmente con gli apparati esistenti. Invasività al minimo, inoltre, anche per quanto riguarda le manutenzioni future: è un beneficio della pianificazione e del “gioco d’anticipo” assicurato dall’upgrade tecnologico. </span></p><p><span style="letter-spacing: 0px;">In parallelo, un sistema di monitoraggio in tempo reale così concepito lavora a vantaggio sia della sicurezza stradale, anche grazie al fatto che diminuiscono cantieri e chiusure, sia della resilienza dell’infrastruttura. Il sistema prevede un’accuratezza superiore al 95%, riduzione complessiva dei costi di attività anche del 60%. Ma come funziona la tecnologia? <b>La fibra ottica posata viene per così dire “interrogata” da un dispositivo, che invia impulsi laser e misura il segnale di ritorno generato da microscopiche variazioni lungo il cavo</b> acquisendo così preziose informazioni, come si diceva, su vibrazioni, deformazioni e variazioni termiche, elaborate anche con algoritmi AI.</span></p><p><span style="letter-spacing: 0px;"><b>Monitoraggio viadotti. </b>Chiudiamo la rassegna con un’iniziativa, già messa sotto i riflettori di passati Asecap Days, che riguarda ancora aspetti di <i>monitoring </i>avanzato, questa volta con destinazione d’uso le strutture verticali. L’architettura del sistema adottata si basa su una moltitudine di sensori in grado di misurare vibrazioni lungo i tre assi principali dello spazio, deformazioni, allungamenti e rotazioni in punti cruciali dei suoi principali viadotti. </span></p><p><span style="letter-spacing: 0px;">Le misure acquisite vengono quindi utilizzate come dati per <b>analisi di reverse engineering che, sulla base di algoritmi di intelligenza artificiale</b>, aggiornano le caratteristiche dei modelli ad elementi finiti generando veri e propri gemelli digitali di strutture reali. Le misure acquisite permettono di verificare la risposta delle strutture ai carichi da traffico, valutando i coefficienti di sfruttamento dei materiali e, in ultima analisi, il coefficiente di sicurezza delle strutture al danneggiamento.</span></p>								</div>
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		<title>Qui si produce sostenibilità totale</title>
		<link>https://visionjournal.it/qui-si-produce-sostenibilita-totale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://visionjournal.it/?p=28018</guid>

					<description><![CDATA[Resilco avvia a Busnago (MB) il primo impianto sperimentale per la trasformazione di rifiuti industriali in materie prime secondarie per il settore delle costruzioni, con annesso stoccaggio permanente di CO₂]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28018" class="elementor elementor-28018" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Resilco avvia a Busnago (MB) il primo impianto sperimentale per la trasformazione di rifiuti industriali in materie prime secondarie per il settore delle costruzioni, con annesso stoccaggio permanente di CO₂</h2>				</div>
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									<p><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di&nbsp;</span></strong><strong style="letter-spacing: 0px; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">ALESSANDRO DI GREGORIO</strong></p>
<p><span class="ap-dropcaps ap-square">R</span>esilco Srl &#8211; Società Benefit, startup con sede a Bergamo e sede operativa a Caponago (MB), annuncia l’avvio dell’attività del proprio impianto sperimentale nel Comune di Busnago (MB), <b>il primo in Italia dedicato al trattamento di alcune tipologie di residui industriali alcalini</b> &#8211; ceneri volanti da impianti di termovalorizzazione, scorie siderurgiche dalla produzione di acciaio e le polveri di abbattimento fumi &#8211; che grazie alla tecnologia sviluppata da&nbsp;<a href="https://resilco.it/home-2/" target="_blank" rel="noopener">Resilco&nbsp;</a>vengono trasformati in <b>materie prime secondarie per il settore delle costruzioni, con stoccaggio permanente di CO₂.</b></p>
<p>L’impianto rappresenta un passaggio chiave nel percorso di industrializzazione di Resilco e nell’applicazione su scala semi-industriale di un processo già validato in laboratorio. <b>L’obiettivo è abilitare una filiera <i>waste‑to‑resource </i>sostenibile economicamente, che riduca il ricorso alla discarica e alle materie prime da estrazione, offrendo al mercato materiali per costruzioni (filler e leganti) più economici e sostenibili</b>, con un significativo contributo di decarbonizzazione. Inoltre, la sperimentazione avviata a Busnago è finalizzata a ottenere la classificazione End of Waste e avviare la commercializzazione degli impianti che potranno essere poi installati direttamente nelle sedi delle imprese clienti.&nbsp;</p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">Nel dettaglio, la tecnologia di Resilco accelera il processo di carbonatazione naturale (quello per cui una sostanza, in presenza di anidride carbonica, dà luogo alla formazione di carbonati), immobilizzando gli elementi pericolosi presenti nei rifiuti. Una tecnologia innovativa ma molto semplice: opera a temperatura e pressione ambiente, utilizza la CO₂ come reagente principale ed effettua l’intero processo in tempi rapidi.&nbsp;</span></p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">In termini di performance, <b>consente un recupero del rifiuto superiore al 90% e la produzione di materiali secondari per il settore delle costruzioni (filler e leganti)</b>, con possibilità &#8211; in funzione delle applicazioni &#8211; di sostituire fino al 30% del cemento.&nbsp;</span></p>
<h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Territorio e trasparenza</strong></h3>
<p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;"><b>Resilco ha impostato il progetto di Busnago come iniziativa sperimentale</b>, limitata nel tempo e finalizzata esclusivamente alla verifica della fattibilità tecnica, ambientale e operativa del processo. Conclusa la fase sperimentale e completato il percorso per l’ottenimento della certificazione End of Waste, l’impianto di Busnago verrà dismesso, concentrando lo sviluppo sulla commercializzazione di impianti installabili presso i siti dei clienti. In coerenza con quanto previsto dal provvedimento autorizzativo, e accogliendo alcune richieste dell’amministrazione comunale di Busnago, <b>è stata ridotta la quantità di materiale trattato, che sarà pari a 20 tonnellate all’anno, corrispondenti a meno di 100 kg al giorno, un limite che è 50 volte inferiore rispetto a quello massimo consentito dalla normativa per impianti sperimentali (5.000 kg/giorno).&nbsp;</b></span></p>
<p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">L<b>’impianto non prevede scarichi idrici riconducibili all’attività di trattamento</b>. Inoltre, Resilco effettuerà nel corso dell’anno, a proprie spese, campagne di <b>monitoraggio volontario della qualità dell’aria</b> non solo nell’area di pertinenza dell’impianto ma anche nelle aree circostanti, condividendone gli esiti con il Comune di Busnago.&nbsp;</span></p>
<p style="background: 0px 0px #ffffff;"><a href="https://visionjournal.it/strategia-circolare-al-gic/" target="_blank" style="letter-spacing: 0px;">Leggi anche: &#8220;Strategia circolare al GIC&#8221;</a></p>								</div>
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		<title>L&#8217;ascolto che mette al sicuro</title>
		<link>https://visionjournal.it/lascolto-che-mette-al-sicuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Safe Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Verifiche del sistema AKUT® nella galleria Gorla dell’A36 (Autostrada Pedemontana Lombarda): i test confermano la bontà di una tecnologia ad ampia diffusione.
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="28009" class="elementor elementor-28009" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Verifiche del sistema AKUT® nella galleria Gorla dell’A36 (Autostrada Pedemontana Lombarda): i test confermano la bontà di una tecnologia ad ampia diffusione</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION</strong><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">A</span>un anno circa dalla messa in esercizio delle <a href="https://www.akut-italia.it/" target="_blank" rel="noopener">tecnologie AKUT®</a> (microfoni che rilevano rumori anomali tradotti in <i>alert </i>immediati alla gestione grazie all’impiego di sofisticati <b>algoritmi di intelligenza artificiale</b>) nella <b>galleria Gorla sull’A36</b>, sulla rete autostrada gestita da <a href="https://pedemontana.com/it" target="_blank" rel="noopener">Autostrada Pedemontana Lombarda</a>, recenti test e verifiche operative hanno confermato il perfetto funzionamento del sistema e l’affidabilità della tecnologia sul campo.</p><p><span style="letter-spacing: 0px;">La notizia arriva dalla stessa AKUT® Italia e da </span><a href="https://trivenetoservizi.it/" target="_blank" rel="noopener">Triveneto Servizi </a><span style="letter-spacing: 0px;">che, grazie al suo know-how consolidato in fatto di digitalizzazione sul territorio, ha trasformato i dispositivi sviluppati da </span><a href="https://www.joanneum.at/en/" target="_blank" rel="noopener">JOANNEUM RESEARCH</a><span style="letter-spacing: 0px;"> in un “vestito tecnologico” perfettamente su misura delle nostre autostrade. AKUT®, sottolinea, “<i>continua ogni giorno a monitorare, riconoscere e segnalare eventi critici in tempo reale, contribuendo ad aumentare la sicurezza in galleria e a ridurre i tempi di reazione nelle emergenze. Ringraziamo Autostrada Pedemontana Lombarda per la fiducia e la collaborazione</i>”.</span></p>								</div>
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									<h3><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Tunnel safety aumentata</strong></h3>
<p>Ma la notizia arriva, prima di tutto, dalla stessa concessionaria, che in un&nbsp;<a href="https://www.linkedin.com/posts/autostrada-pedemontana-lombarda_autostradapedemontanalombarda-sicurezzastradale-activity-7460569595045752832-Ec9k?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4" target="_blank">post su LinkedIn&nbsp;</a>(da cui abbiamo tratto le immagini che illustrano questo contenuto) descrive i test, la cui pre-condizione doveva essere il silenzio, come segue: “<i>Una situazione costruita intenzionalmente per avviare una sessione di collaudo dedicata a una nuova tecnologia al servizio della sicurezza in galleria, sviluppata da AKUT Italia insieme ai ricercatori dell’istituto austriaco JOANNEUM RESEARCH: una <b>simulazione operativa in condizioni controllate</b> per verificare il funzionamento del sistema, basato sull’intelligenza artificiale e capace di riconoscere in tempo reale eventi potenzialmente critici attraverso l’ascolto dell’ambiente</i>”.</p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;"><b>Dopo il silenzio, i suoni</b>, nel caso specifico evocati ad arte: frenate, pneumatici che scoppiano, portiere che si aprono, voci che invocano soccorso: “<i>Grazie a una rete di sensori e microfoni installati lungo il fornice, il sistema è in grado di rilevare, classificare e trasmettere in pochi istanti le informazioni alla Sala Radio, attivando una risposta tempestiva.&nbsp;</i></span><span style="letter-spacing: 0px;"><i><b>Prima ancora che le telecamere possano vedere, il sistema ‘sente’. </b>Un passaggio tecnologico che si traduce in un vantaggio molto concreto: guadagnare secondi preziosi nelle prime fasi di un’emergenza, anche in condizioni di scarsa visibilità</i>”.</span></p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">I test &#8211; ribadisce la concessionaria &#8211; hanno confermato l’affidabilità del sistema e la sua <b>integrazione con le tecnologie già in uso sulla rete, rafforzando ulteriormente il presidio della sicurezza</b>: “<i>Da quella notte, la galleria è tornata alla normalità, con il consueto flusso di traffico e i suoi rumori, ma con una differenza: oggi c’è un sistema in più che ascolta ciò che accade, pronto a fare la differenza quando serve davvero</i>”.</span></p>								</div>
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		<title>Generatrice di valore green</title>
		<link>https://visionjournal.it/generatrice-di-valore-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[La Dynapac PROTAC, le cui prestazioni sono state validate dall’Università, è una macchina stradale speciale che stende emulsione e asfalto in simultanea rivelandosi una formidabile acceleratrice di sostenibilità.
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="27796" class="elementor elementor-27796" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La Dynapac PROTAC, le cui prestazioni sono state validate dall’Università, è una macchina stradale speciale che stende emulsione e asfalto in simultanea rivelandosi una formidabile acceleratrice di sostenibilità
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									<p><span style="color: #fd6925;"><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; font-size: 15.75px;">di </strong></span><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">FABRIZIO APOSTOLO</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">D</span>al 2023, anno della sua prima presentazione italiana ad Asphaltica Verona, ci occupiamo della vibrofinitrice-spruzzatrice <b>Dynapac PROTAC (modello SD2500CS)</b>, una <b>macchina stradale che applica in simultanea emulsione bituminosa per mano d’attacco e uno strato in conglomerato bituminoso</b>. Nel 2024, ad Asphaltica Bologna, la spray-paver PROTAC è stata sostenuta dai primi risultati di una <b>ricerca condotta dall’Università Politecnica delle Marche</b> e finalizzata alla “<i>Valutazione dell’efficacia della vibrofinitrice spruzzatrice Dynapac PROTAC nell’applicazione della mano d’attacco e simultanea ricopertura con conglomerato bituminoso</i>”. Responsabile del progetto, il professor <b>Francesco Canestrari</b>; responsabile della sperimentazione il professor <b>Andrea Grilli</b>. </p><p>Ad <b>Asphaltica World 2025</b>, lo scorso ottobre, a Bari, i due specialisti sono tornati a fornire all’audience specializzata ulteriori ragguagli su un <b>tema che va al di là del mero aumento di efficienza nel campo delle costruzioni stradali, ma porta con sé una serie di “fattori a valore aggiunto”</b>, che ci indirizzano verso una conclusione: <b>una tecnologia del genere merita la massima attenzione di gestori e imprese, non solo “a valle” del processo costruttivo, bensì anche già “a monte”, ovvero in sede di predisposizione o perfezionamento dei capitolati d’appalto.</b></p><h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 22px;">Ben oltre le prestazioni</strong></span></h3><p>Con l’introduzione della PROTAC <b>cambia il paradigma operativo per quanto riguarda i cantieri di mano d’attacco</b>. <b>Si dileguano, per esempio, spandi-emulsione e spandi-filler a vantaggio di un’unica presenza: quella di questa macchina operatrice dalla doppia funzione</b>. In più, <b>si annullano i tempi di attesa</b> tra un’operazione e l’altra, favorendo la costanza di applicazione e azzerando i rischi di interferenze con lo strato ancora non finito, da parte di personale e altri mezzi d’opera.</p><p>Il miglioramento dell’efficienza esecutiva si lega quindi a una riconosciuta qualità dell’eseguito, come attestato proprio dall’intensa attività di ricerca effettuata e presentata a più riprese. <b>La best practice PROTAC si rivela quindi un moltiplicatore di benefici anche e soprattutto se guardiamo agli aspetti della sicurezza</b> (tempi ridotti, processi più lineari e accurati) <b>e della sostenibilità</b>, sfera sulla quale si sono soffermati anche gli accademici relatori di Asphaltica World.</p><p>Il punto chiave, caro alle <b>leadership infrastrutturali più avvedute e avanzate </b>(pensiamo ai contesti di gestione <a href="https://www.stradeanas.it/it" target="_blank" rel="noopener">Anas </a>o delle concessionarie autostradali della rete <a href="https://www.aiscat.it/" target="_blank" rel="noopener">AISCAT</a>, ma anche a tutti i gestori di strade dai sostenuti volumi di traffico), resta quello della “catena virtuosa” o “moltiplicatrice di valore” che determinate innovazioni sanno attivare, ovvero ai nessi che legano tutti i k-factor in gioco. </p><p>Su quello delle prestazioni si è soffermato il <b>professor Andrea Grilli</b>, commentando i risultati dello studio: “<i>In termini di efficacia, i risultati ottenuti dalla Dynapac PROTAC sono paragonabili, se non migliori, rispetto a quelli conseguiti con tecnologie tradizionali. Sono state riprodotte e rappresentate in campo prove, in grandezza reale, le principali configurazioni che ritroviamo nelle nuove costruzioni, così come nelle manutenzioni. <b>Gli esiti sono stati davvero soddisfacenti</b>, sia dal punto di vista del confronto sia da quello della verifica delle prescrizioni tecniche. Il che valida l’attrezzatura quanto a resistenza a taglio, oltre che a flessione. Un altro vantaggio importante è la minore variabilità: questo significa che la superficie di stesa dell’emulsione è più omogenea, il che fa sì che si riduca il rischio di ottenere valori inferiori alla media nel momento del controllo di qualità. Questo è dovuto al fatto che non si è trovata una protezione per mitigare il rischio danneggiamento, ma è stato evitato il problema in sé</i>”, in quanto interventi intermedi o passaggi di mezzi sono stati, come si diceva, “aboliti”. </p><p>E<b>spressamente di sostenibilità, ultimo ma non ultimo anello di questa catena virtuosa che nasce dalla tecnologia, si è occupato il professor Francesco Canestrari</b>: “<i>Fare le cose bene aumenta le prestazioni, il che ha ripercussioni positive anche sulla sostenibilità</i>”. Questo aspetto assume ulteriore rilevanza se si considera che “<i>la massa antropogenica, ossia il costruito, ha ormai superato la massa complessiva della biosfera</i>” e, nonostante le pavimentazioni rappresentino una quota ancora trascurabile del costruito nel suo complesso, un atto come quello di “<b>evitare passaggi inutili di mezzi in cantiere potrebbe dare un contributo che, sommato con altri, porterebbe alla rilevanza del risultato finale</b>”. <b>Accelerare sulla strada della Net Zero, abbassando ulteriormente i livelli di CO2 emessa </b>che sono sì ridotti rispetto a qualche decennio fa, ma non ancora abbastanza per raggiungere i target.</p><h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 22px;">Minor durata, maggiore durabilità</strong></span></h3><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">Un progetto come quello <strong>Dynapac PROTAC è dunque motore e diffusore di sostenibilità (interconnessa)</strong> per una precisa serie di ragioni. Passiamone in rassegna le principali:</span></p><ul><li style="background: 0px 0px #ffffff;"><strong><span style="color: #fd6925;">Omogeneità del risultato</span></strong>: non essendoci passaggio di mezzi sullo strato di emulsione si evita di “sporcare” o “danneggiare” la mano d’attacco; il manto stradale durerà così più a lungo ed è cosa nota che uno dei primi fattori di sostenibilità è proprio la durabilità.</li><li style="background: 0px 0px #ffffff;"><strong><span style="color: #fd6925;">Risultati indipendenti dal tipo di emulsione usato</span></strong>: la qualità della stesa migliora in qualsiasi condizioni, pur impiegando emulsioni “meno lavorate”; anche in questo caso assistiamo a un aumento della durabilità del manto stradale.</li><li style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="color: #fd6925;"><strong>Risparmio di tempo</strong></span>: non occorre aspettare la rottura dell’emulsione prima di procedere alla stesa; l’esecuzione sarà così più rapida, con contrazione delle tempistiche di lavoro e <strong>minori consumi ed emissioni</strong>. Nonché benefici analoghi in termini di sostenibilità per quanto riguarda la viabilità d’area.</li><li style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="color: #fd6925;"><strong>Impiego di meno mezzi</strong></span>: come già ricordato, non è più necessario portare nei cantieri autobotte dell’emulsione e spargi-filler, attrezzature indispensabili prima dell’avvento dell’<strong>era-PROTAC</strong>; anche in questo caso <strong>si riducono sia i consumi sia le emissioni</strong>.</li></ul><div style="text-align: center;"><a style="letter-spacing: 0px;" href="https://visionjournal.it/progetto-di-ricerca-dynapac-protac/" target="_blank" rel="noopener">Sfoglia e scarica la sintesi tecnica del progetto di ricerca DYNAPAC PROTAC</a></div>								</div>
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																<a href="https://visionjournal.it/progetto-di-ricerca-dynapac-protac/">
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		<title>Sensori wireless sui ponti fiorentini</title>
		<link>https://visionjournal.it/sensori-wireless-sui-ponti-fiorentini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[La Città Metropolitana di Firenze ha attivato su cinque manufatti della propria rete viaria un sistema di sensoristica intelligente e analisi dati continua. La firma "tech" è della start-up Displaid.]]></description>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La Città Metropolitana di Firenze ha attivato su cinque manufatti della propria rete viaria un sistema di sensoristica intelligente e analisi dati continua. La firma "tech" è della start-up Displaid</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION</strong><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p>
<p><span class="ap-dropcaps ap-square">L</span>a Città Metropolitana di Firenze ha adottato un sistema di <b>monitoraggio intelligente dotato di sensoristica wireless </b>su cinque infrastrutture strategiche della propria rete viaria. Il sistema è stato sviluppato e realizzato dalla&nbsp;<a href="https://displaid.it/" target="_blank" rel="noopener">start-up milanese Displaid</a>. Il progetto si colloca tra i primi casi a livello nazionale in cui una Città Metropolitana introduce un <b>modello di monitoraggio su scala</b>, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle proprie infrastrutture.&nbsp;</p>
<p>In seguito all’affidamento di un incarico triennale, Displaid ha installato <b>118 sensori in soli quattro giorni lavorativi</b>, senza interruzioni totali della viabilità e garantendo la continuità del traffico durante tutte le operazioni.&nbsp;<span style="letter-spacing: 0px;">&#8220;<i>Si tratta di un approccio di rete al monitoraggio strutturale delle infrastrutture, in un’ottica di gestione evoluta e integrata sia per il risultato previsto sia per il valore innovativo dell’iniziativa&nbsp;</i>&#8211; sottolinea <b>Emma Donnini</b>, Consigliera della Città Metropolitana di Firenze con delega alla viabilità dell&#8217;empolese-valdelsa.&nbsp;</span></p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;"><i>&#8220;Tra le opere monitorate assume rilevanza il ponte di Montelupo-Capraia, lungo la SP 106, per il quale sono in corso di definizione le ultime verifiche sul progetto esecutivo di adeguamento strutturale, che la Città Metropolitana si accinge ad approvare. In attesa di reperire le risorse necessarie a dare attuazione al progetto, stimate in circa 7 milioni di euro, con affidamento dei lavori nel 2027, è stato attivato il monitoraggio continuo della struttura, così da <b>garantire la sicurezza e consentire interventi tempestivi in caso di eventuali anomalie</b>. Nel frattempo si auspica che Anas porti a compimento la realizzazione del nuovo ponte sull’Arno in località Fibbiana, in modo che siano più contenuti i disagi alla cittadinanza durante i lavori al ponte di Montelupo-Capraia, che prevedono un inevitabile periodo di interruzione del&nbsp; transito per consentire la demolizione e la ricostruzione dell&#8217;impalcato. In tale periodo, infatti, il nuovo ponte dell&#8217;Anas costituirà un&#8217;alternativa al collegamento tra Capraia e Montelupo, sia per le auto sia per gli autobus Tpl</i>”.</span></p>
<h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 22px;">Dai dati alla gestione</strong></span></h3>
<p>“<i>La visione della Città Metropolitana di Firenze rappresenta un esempio concreto di come i dati possano trasformare la gestione delle infrastrutture pubbliche &#8211;</i>&nbsp;afferma<b> Lorenzo Benedetti</b>, CEO di Displaid -.&nbsp;<i>È un approccio che si distingue per il suo livello di maturità, perché introduce un modello continuo di osservazione e prevenzione basato sui dati, invece di interventi solo reattivi. Siamo orgogliosi di contribuire a un percorso che può rappresentare un riferimento per altre amministrazioni</i>”.&nbsp;</p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">I<b>l sistema Displaid consente un approccio innovativo e basato su dati oggettivi e aggiornati (<i>condition-based</i>), con rilevazione di spostamenti e vibrazioni delle strutture.</b> I dati vengono analizzati tramite algoritmi per individuare eventuali criticità e supportare interventi tempestivi.&nbsp;</span><span style="letter-spacing: 0px;">L’installazione, completata nelle scorse settimane, avvia un percorso di <b>manutenzione <i>data-driven</i></b>, con l’obiettivo di incrementare la sicurezza e l’efficienza nella gestione delle infrastrutture nel tempo.</span></p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">I ponti coinvolti sono: il ponte lungo la SP 80 sul borro di Baccaiano in località Baccaiano nel Comune di <b>Montespertoli</b>, il ponte Calamandrei lungo la SP 128 sul fiume Arno, tra i Comuni di <b>Empoli </b>e <b>Vinci</b>, il ponte lungo la SP 106 sul fiume Arno in località Montelupo-Capraia, tra i Comuni di <b>Montelupo Fiorentino </b>e&nbsp;<b>Capraia e Limite</b>, il ponte alla Motta lungo la SP 11 sul fiume Arno in località Marcignana-Bassa, tra i Comuni di <b>Empoli </b>e <b>Cerreto Guidi</b>, il ponte lungo la SP 76 sul torrente Egola in località Alberi nel Comune di <b>Montaione</b>.</span></p>								</div>
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		<title>A22, l&#8217;ultima frontiera del 5G</title>
		<link>https://visionjournal.it/a22-lultima-frontiera-del-5g/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[irina@visionjournal.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://visionjournal.it/?p=27756</guid>

					<description><![CDATA[Autostrada del Brennero presenta il progetto europeo 5GBEAM, di cui è alla guida. Obiettivo: l'implementazione della connettività 5G.]]></description>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Autostrada del Brennero presenta il progetto europeo 5GBEAM, di cui è alla guida. Obiettivo: l'implementazione della connettività 5G</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION</strong><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p>
<p><span class="ap-dropcaps ap-square">A</span>utostrada del Brennero ha compiuto un altro deciso passo verso la mobilità del futuro in cui la protagonista sarà la guida connessa e autonoma. La concessionaria ha illustrato ieri, 22 aprile 2026, il <b>progetto europeo 5GBEAM</b> (<i>Developing 5G Infrastructure along the Brenner corridor for a European Automated Mobility</i>) di cui è alla guida con la partnership di <b>TIM, INWIT SpA, Optimus Tower Austria GmbH, MOST</b> (Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile) e l’<b>Università degli Studi di Napoli Federico II</b>.&nbsp;</p>
<p>Con il sostegno delle province di Trento e Bolzano,&nbsp;<a href="https://www.autobrennero.it/it/" target="_blank" rel="noopener">Autobrennero&nbsp;</a>ha infatti avanzato sul bando CEF-DIG-2024-5GLSP una proposta progettuale dedicata all’<b>implementazione della connettività 5G</b>, una tecnologia che, grazie alla bassa latenza, p<i>ermette di sviluppare casi d’uso avanzati di guida connessa e autonoma (CCAM). Il progetto, finanziato al 50% dal Programma Connecting Europe Facility</i> della Commissione Europea con 8,7 milioni, è formalmente avviato dal 1° dicembre 2025 ed ha una durata di 36 mesi.&nbsp; &nbsp;</p>
<p>“<i>Il progetto 5G-BEAM si pone come motore per la trasformazione digitale ed ecologica dell&#8217;economia europea lungo i corridoi transfrontalieri </i>– ha esordito <b>Diego Cattoni, Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero</b> -. <i>In questo scenario l’A22 occupa una posizione strategica, lungo il corridoio Scandinavo Mediterraneo che collega il Nord con il Sud Europa. L&#8217;obiettivo principale del progetto è collegare &#8220;strade intelligenti&#8221; e &#8220;veicoli intelligenti&#8221; per generare benefici immediati per la comunità, dalla riduzione dell’incidentalità alla garanzia di efficienza di un’arteria che è stata e continua a essere laboratorio di innovazione a livello internazionale</i>”.&nbsp;</p>
<p>“<i>Il progetto 5GBEAM</i> &#8211; spiega il <b>Direttore Tecnico Generale Carlo Costa </b>&#8211; <i>mira a potenziare l’infrastruttura 5G lungo l’A22, integrando una copertura 5G senza interruzioni (700 e 3.700 MHz). L’obiettivo primario, basandosi sui risultati ottenuti dal progetto 5G-CARMEN, è quello di implementare la mobilità connessa e automatizzata (CCAM) sfruttando le funzionalità della rete 5G Standalone (SA), ossia una rete totalmente indipendente dal 4G, in particolare l’ultra-affidabilità e bassa latenza (URLLC), essenziali per raggiungere livelli di automazione più elevati. Quando la guida autonoma sarà realtà, l’impatto positivo sull’infrastruttura sarà evidente: verrà ottimizzata la sicurezza stradale riducendo gli incidenti e incrementata l’efficienza del traffico, contribuendo di conseguenza alla riduzione delle emissioni di CO₂ grazie alla contrazione dei fenomeni di stop&amp;go. Pensiamo che oggi il tempo di latenza umano prima di una frenata è di circa un secondo, ossia circa 36 metri a 130 km/h, la latenza quasi istantanea del 5G garantisce di poter iniziare la frenata dopo appena 18 centimetri. È evidente che il futuro della mobilità si gioca sulla frontiera dei big data</i>”.&nbsp; &nbsp;</p>
<h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 22px;">Tradizione tecnologica</strong></span></h3>
<p>Quest’iniziativa si inserisce nella consolidata esperienza di Autostrada del Brennero nel campo delle tecnologie C-ITS e della smart mobility, avviata con i <b>progetti C-Roads</b> e proseguita con il <b>5G-CARMEN</b>, una sorta di progenitore del progetto 5GBEAM. Se nell’ambito di C-Roads&nbsp; la Società&nbsp; ha realizzato un’infrastruttura dedicata allo scambio di informazioni tra infrastruttura e veicolo (I2V), dotando l’arteria di 68 Road Side Unit (RSU), antenne speciali per lo scambio dati tramite connessioni a corto raggio, il 5G-CARMEN ha permesso di testare le manovre di guida cooperativa avvalendosi di una rete pilota del 5G.&nbsp;</p>
<p><b>Oggi il 5GBEAM fa un passo in più e realizzerà una copertura&nbsp; 5G ad alte prestazioni della tratta autostradale</b>: questo permetterà di superare non solo i limiti della rete sperimentale di cui si è avvalso 5G-CARMEN ma anche quelli dell’architettura attuale, dove in sostanza il 5G dipende ancora molto dal 4G. Tra i principali benefici attesi rientra la riduzione della latenza (ossia i tempi di risposta) a livelli ultra-ridotti (URLLC), nell’ordine dei millisecondi. Si tratta di un aspetto centrale per i sistemi di guida autonoma nei quali la rapidità dello scambio informativo è direttamente legata alla sicurezza. Il progetto introduce inoltre le comunicazioni dirette 5G-V2X (sidelink PC5), che consentiranno -solo in alcune delle tratte interessate &#8211; lo scambio di dati direttamente tra veicolo e infrastruttura anche in assenza di copertura della rete cellulare tradizionale, rafforzando la continuità e la resilienza del sistema.&nbsp;&nbsp;</p>								</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Operatività e sviluppi</strong></p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;">Il primo passo operativo riguarda lo sviluppo dell’infrastruttura. Grazie al coinvolgimento di partner del settore delle telecomunicazioni, sull’A22 da Modena al tratto transfrontaliero fra Italia e Austria verrà realizzata una rete 5G Standalone con funzionalità di <i>edge computing</i>, ossia una rete che permette di elaborare i dati vicino al punto in cui vengono generati. Sul versante austriaco invece il progetto garantirà la continuità dell’infrastruttura di supporto alla rete 5G dal passo del Brennero a Kufstein, raggiungendo il confine tedesco. </p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><span style="font-weight: bold;">Disporre di una rete 5G presenta vantaggi importanti per la guida autonoma. </span>Questa tecnologia riduce drasticamente il tempo di risposta nella trasmissione dei dati. Per i sensori stradali significa poter comunicare quasi in tempo reale, aspetto fondamentale per segnalare incidenti o gestire ostacoli improvvisi, attivare sistemi di emergenza e in generale supportare applicazioni di guida autonoma che richiedono azioni immediate. Inoltre, il 5G consente di gestire grandi volumi di dati e di collegare un numero molto elevato di dispositivi per km², caratteristica ideale per il monitoraggio di infrastrutture stradali ricche di sensori (Structural Health Monitoring). Per il traffico tutto questo si traduce in informazioni più precise e tempestive, sistemi di allerta più affidabili e decisioni operative più sicure. </p>								</div>
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		<title>Intelligenza Artificiale e CAM Strade</title>
		<link>https://visionjournal.it/intelligenza-artificiale-e-cam-strade/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:05:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 180 partecipanti all'evento SITEB del 24 marzo scorso dedicato all'AI, in cui è stato anche presentato il manuale CAM Strade realizzato dagli esperti.]]></description>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Oltre 180 partecipanti all'evento SITEB del 24 marzo scorso dedicato all'AI, in cui è stato anche presentato il manuale CAM Strade realizzato dagli esperti</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION<span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p>
<p><span class="ap-dropcaps ap-square">S</span>i è svolto il 24 marzo al <b>Tecnopolo di Bologna</b>, davanti a una platea di oltre 1<b>80 partecipanti</b>, il convegno organizzato da <b>SITEB </b>dedicato ai temi <b>AI e CAM Strade</b>, che ha incluso la presentazione, in prima assoluta, del <b>Manuale CAM Strade</b>.&nbsp;</p><p><span style="letter-spacing: 0px;">L&#8217;appuntamento ha riunito istituzioni, tecnici, imprese, università e operatori della filiera delle infrastrutture stradali intorno a uno dei temi oggi più rilevanti per il settore: l’applicazione concreta dei Criteri Ambientali Minimi alle opere viarie.</span></p>
<p>L’iniziativa ha registrato una partecipazione particolarmente significativa, con una presenza ampia e qualificata di rappresentanti di <b>Comuni, Province, concessionarie autostradali</b> e soggetti pubblici e privati coinvolti nella progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione delle infrastrutture viarie. &#8220;<i>Un dato</i> &#8211; notano dal SITEB &#8211; <i>che conferma quanto il tema dei CAM Strade sia ormai al centro dell’attenzione del comparto, non soltanto sotto il profilo normativo, ma anche in termini di programmazione, sostenibilità, innovazione e gestione operativa dei lavori</i>&#8220;.</p>
<p><a href="https://www.siteb.it/oltre-180-partecipanti-al-tecnopolo-di-bologna-per-la-presentazione-del-manuale-cam-strade/" target="_blank" style="letter-spacing: 0px;">Approfondisci qui</a></p>								</div>
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