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	<title>Smart Vision - Vision Journal</title>
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	<description>La Community di #VisioneSicurezza</description>
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		<title>Generatrice di valore green</title>
		<link>https://visionjournal.it/generatrice-di-valore-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[La Dynapac PROTAC, le cui prestazioni sono state validate dall’Università, è una macchina stradale speciale che stende emulsione e asfalto in simultanea rivelandosi una formidabile acceleratrice di sostenibilità.
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La Dynapac PROTAC, le cui prestazioni sono state validate dall’Università, è una macchina stradale speciale che stende emulsione e asfalto in simultanea rivelandosi una formidabile acceleratrice di sostenibilità
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									<p><span style="color: #fd6925;"><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; font-size: 15.75px;">di </strong></span><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">FABRIZIO APOSTOLO</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">D</span>al 2023, anno della sua prima presentazione italiana ad Asphaltica Verona, ci occupiamo della vibrofinitrice-spruzzatrice <b>Dynapac PROTAC (modello SD2500CS)</b>, una <b>macchina stradale che applica in simultanea emulsione bituminosa per mano d’attacco e uno strato in conglomerato bituminoso</b>. Nel 2024, ad Asphaltica Bologna, la spray-paver PROTAC è stata sostenuta dai primi risultati di una <b>ricerca condotta dall’Università Politecnica delle Marche</b> e finalizzata alla “<i>Valutazione dell’efficacia della vibrofinitrice spruzzatrice Dynapac PROTAC nell’applicazione della mano d’attacco e simultanea ricopertura con conglomerato bituminoso</i>”. Responsabile del progetto, il professor <b>Francesco Canestrari</b>; responsabile della sperimentazione il professor <b>Andrea Grilli</b>. </p><p>Ad <b>Asphaltica World 2025</b>, lo scorso ottobre, a Bari, i due specialisti sono tornati a fornire all’audience specializzata ulteriori ragguagli su un <b>tema che va al di là del mero aumento di efficienza nel campo delle costruzioni stradali, ma porta con sé una serie di “fattori a valore aggiunto”</b>, che ci indirizzano verso una conclusione: <b>una tecnologia del genere merita la massima attenzione di gestori e imprese, non solo “a valle” del processo costruttivo, bensì anche già “a monte”, ovvero in sede di predisposizione o perfezionamento dei capitolati d’appalto.</b></p><h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 22px;">Ben oltre le prestazioni</strong></span></h3><p>Con l’introduzione della PROTAC <b>cambia il paradigma operativo per quanto riguarda i cantieri di mano d’attacco</b>. <b>Si dileguano, per esempio, spandi-emulsione e spandi-filler a vantaggio di un’unica presenza: quella di questa macchina operatrice dalla doppia funzione</b>. In più, <b>si annullano i tempi di attesa</b> tra un’operazione e l’altra, favorendo la costanza di applicazione e azzerando i rischi di interferenze con lo strato ancora non finito, da parte di personale e altri mezzi d’opera.</p><p>Il miglioramento dell’efficienza esecutiva si lega quindi a una riconosciuta qualità dell’eseguito, come attestato proprio dall’intensa attività di ricerca effettuata e presentata a più riprese. <b>La best practice PROTAC si rivela quindi un moltiplicatore di benefici anche e soprattutto se guardiamo agli aspetti della sicurezza</b> (tempi ridotti, processi più lineari e accurati) <b>e della sostenibilità</b>, sfera sulla quale si sono soffermati anche gli accademici relatori di Asphaltica World.</p><p>Il punto chiave, caro alle <b>leadership infrastrutturali più avvedute e avanzate </b>(pensiamo ai contesti di gestione <a href="https://www.stradeanas.it/it" target="_blank" rel="noopener">Anas </a>o delle concessionarie autostradali della rete <a href="https://www.aiscat.it/" target="_blank" rel="noopener">AISCAT</a>, ma anche a tutti i gestori di strade dai sostenuti volumi di traffico), resta quello della “catena virtuosa” o “moltiplicatrice di valore” che determinate innovazioni sanno attivare, ovvero ai nessi che legano tutti i k-factor in gioco. </p><p>Su quello delle prestazioni si è soffermato il <b>professor Andrea Grilli</b>, commentando i risultati dello studio: “<i>In termini di efficacia, i risultati ottenuti dalla Dynapac PROTAC sono paragonabili, se non migliori, rispetto a quelli conseguiti con tecnologie tradizionali. Sono state riprodotte e rappresentate in campo prove, in grandezza reale, le principali configurazioni che ritroviamo nelle nuove costruzioni, così come nelle manutenzioni. <b>Gli esiti sono stati davvero soddisfacenti</b>, sia dal punto di vista del confronto sia da quello della verifica delle prescrizioni tecniche. Il che valida l’attrezzatura quanto a resistenza a taglio, oltre che a flessione. Un altro vantaggio importante è la minore variabilità: questo significa che la superficie di stesa dell’emulsione è più omogenea, il che fa sì che si riduca il rischio di ottenere valori inferiori alla media nel momento del controllo di qualità. Questo è dovuto al fatto che non si è trovata una protezione per mitigare il rischio danneggiamento, ma è stato evitato il problema in sé</i>”, in quanto interventi intermedi o passaggi di mezzi sono stati, come si diceva, “aboliti”. </p><p>E<b>spressamente di sostenibilità, ultimo ma non ultimo anello di questa catena virtuosa che nasce dalla tecnologia, si è occupato il professor Francesco Canestrari</b>: “<i>Fare le cose bene aumenta le prestazioni, il che ha ripercussioni positive anche sulla sostenibilità</i>”. Questo aspetto assume ulteriore rilevanza se si considera che “<i>la massa antropogenica, ossia il costruito, ha ormai superato la massa complessiva della biosfera</i>” e, nonostante le pavimentazioni rappresentino una quota ancora trascurabile del costruito nel suo complesso, un atto come quello di “<b>evitare passaggi inutili di mezzi in cantiere potrebbe dare un contributo che, sommato con altri, porterebbe alla rilevanza del risultato finale</b>”. <b>Accelerare sulla strada della Net Zero, abbassando ulteriormente i livelli di CO2 emessa </b>che sono sì ridotti rispetto a qualche decennio fa, ma non ancora abbastanza per raggiungere i target.</p><h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 22px;">Minor durata, maggiore durabilità</strong></span></h3><p style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="background-color: #ffffff;">Un progetto come quello <strong>Dynapac PROTAC è dunque motore e diffusore di sostenibilità (interconnessa)</strong> per una precisa serie di ragioni. Passiamone in rassegna le principali:</span></p><ul><li style="background: 0px 0px #ffffff;"><strong><span style="color: #fd6925;">Omogeneità del risultato</span></strong>: non essendoci passaggio di mezzi sullo strato di emulsione si evita di “sporcare” o “danneggiare” la mano d’attacco; il manto stradale durerà così più a lungo ed è cosa nota che uno dei primi fattori di sostenibilità è proprio la durabilità.</li><li style="background: 0px 0px #ffffff;"><strong><span style="color: #fd6925;">Risultati indipendenti dal tipo di emulsione usato</span></strong>: la qualità della stesa migliora in qualsiasi condizioni, pur impiegando emulsioni “meno lavorate”; anche in questo caso assistiamo a un aumento della durabilità del manto stradale.</li><li style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="color: #fd6925;"><strong>Risparmio di tempo</strong></span>: non occorre aspettare la rottura dell’emulsione prima di procedere alla stesa; l’esecuzione sarà così più rapida, con contrazione delle tempistiche di lavoro e <strong>minori consumi ed emissioni</strong>. Nonché benefici analoghi in termini di sostenibilità per quanto riguarda la viabilità d’area.</li><li style="background: 0px 0px #ffffff;"><span style="color: #fd6925;"><strong>Impiego di meno mezzi</strong></span>: come già ricordato, non è più necessario portare nei cantieri autobotte dell’emulsione e spargi-filler, attrezzature indispensabili prima dell’avvento dell’<strong>era-PROTAC</strong>; anche in questo caso <strong>si riducono sia i consumi sia le emissioni</strong>.</li></ul><div style="text-align: center;"><a style="letter-spacing: 0px;" href="https://visionjournal.it/progetto-di-ricerca-dynapac-protac/" target="_blank" rel="noopener">Sfoglia e scarica la sintesi tecnica del progetto di ricerca DYNAPAC PROTAC</a></div>								</div>
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		<title>Sensori wireless sui ponti fiorentini</title>
		<link>https://visionjournal.it/sensori-wireless-sui-ponti-fiorentini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[La Città Metropolitana di Firenze ha attivato su cinque manufatti della propria rete viaria un sistema di sensoristica intelligente e analisi dati continua. La firma "tech" è della start-up Displaid.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="27785" class="elementor elementor-27785" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La Città Metropolitana di Firenze ha attivato su cinque manufatti della propria rete viaria un sistema di sensoristica intelligente e analisi dati continua. La firma "tech" è della start-up Displaid</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION</strong><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p>
<p><span class="ap-dropcaps ap-square">L</span>a Città Metropolitana di Firenze ha adottato un sistema di <b>monitoraggio intelligente dotato di sensoristica wireless </b>su cinque infrastrutture strategiche della propria rete viaria. Il sistema è stato sviluppato e realizzato dalla&nbsp;<a href="https://displaid.it/" target="_blank" rel="noopener">start-up milanese Displaid</a>. Il progetto si colloca tra i primi casi a livello nazionale in cui una Città Metropolitana introduce un <b>modello di monitoraggio su scala</b>, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle proprie infrastrutture.&nbsp;</p>
<p>In seguito all’affidamento di un incarico triennale, Displaid ha installato <b>118 sensori in soli quattro giorni lavorativi</b>, senza interruzioni totali della viabilità e garantendo la continuità del traffico durante tutte le operazioni.&nbsp;<span style="letter-spacing: 0px;">&#8220;<i>Si tratta di un approccio di rete al monitoraggio strutturale delle infrastrutture, in un’ottica di gestione evoluta e integrata sia per il risultato previsto sia per il valore innovativo dell’iniziativa&nbsp;</i>&#8211; sottolinea <b>Emma Donnini</b>, Consigliera della Città Metropolitana di Firenze con delega alla viabilità dell&#8217;empolese-valdelsa.&nbsp;</span></p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;"><i>&#8220;Tra le opere monitorate assume rilevanza il ponte di Montelupo-Capraia, lungo la SP 106, per il quale sono in corso di definizione le ultime verifiche sul progetto esecutivo di adeguamento strutturale, che la Città Metropolitana si accinge ad approvare. In attesa di reperire le risorse necessarie a dare attuazione al progetto, stimate in circa 7 milioni di euro, con affidamento dei lavori nel 2027, è stato attivato il monitoraggio continuo della struttura, così da <b>garantire la sicurezza e consentire interventi tempestivi in caso di eventuali anomalie</b>. Nel frattempo si auspica che Anas porti a compimento la realizzazione del nuovo ponte sull’Arno in località Fibbiana, in modo che siano più contenuti i disagi alla cittadinanza durante i lavori al ponte di Montelupo-Capraia, che prevedono un inevitabile periodo di interruzione del&nbsp; transito per consentire la demolizione e la ricostruzione dell&#8217;impalcato. In tale periodo, infatti, il nuovo ponte dell&#8217;Anas costituirà un&#8217;alternativa al collegamento tra Capraia e Montelupo, sia per le auto sia per gli autobus Tpl</i>”.</span></p>
<h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 22px;">Dai dati alla gestione</strong></span></h3>
<p>“<i>La visione della Città Metropolitana di Firenze rappresenta un esempio concreto di come i dati possano trasformare la gestione delle infrastrutture pubbliche &#8211;</i>&nbsp;afferma<b> Lorenzo Benedetti</b>, CEO di Displaid -.&nbsp;<i>È un approccio che si distingue per il suo livello di maturità, perché introduce un modello continuo di osservazione e prevenzione basato sui dati, invece di interventi solo reattivi. Siamo orgogliosi di contribuire a un percorso che può rappresentare un riferimento per altre amministrazioni</i>”.&nbsp;</p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">I<b>l sistema Displaid consente un approccio innovativo e basato su dati oggettivi e aggiornati (<i>condition-based</i>), con rilevazione di spostamenti e vibrazioni delle strutture.</b> I dati vengono analizzati tramite algoritmi per individuare eventuali criticità e supportare interventi tempestivi.&nbsp;</span><span style="letter-spacing: 0px;">L’installazione, completata nelle scorse settimane, avvia un percorso di <b>manutenzione <i>data-driven</i></b>, con l’obiettivo di incrementare la sicurezza e l’efficienza nella gestione delle infrastrutture nel tempo.</span></p>
<p><span style="letter-spacing: 0px;">I ponti coinvolti sono: il ponte lungo la SP 80 sul borro di Baccaiano in località Baccaiano nel Comune di <b>Montespertoli</b>, il ponte Calamandrei lungo la SP 128 sul fiume Arno, tra i Comuni di <b>Empoli </b>e <b>Vinci</b>, il ponte lungo la SP 106 sul fiume Arno in località Montelupo-Capraia, tra i Comuni di <b>Montelupo Fiorentino </b>e&nbsp;<b>Capraia e Limite</b>, il ponte alla Motta lungo la SP 11 sul fiume Arno in località Marcignana-Bassa, tra i Comuni di <b>Empoli </b>e <b>Cerreto Guidi</b>, il ponte lungo la SP 76 sul torrente Egola in località Alberi nel Comune di <b>Montaione</b>.</span></p>								</div>
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		<title>A22, l&#8217;ultima frontiera del 5G</title>
		<link>https://visionjournal.it/a22-lultima-frontiera-del-5g/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[irina@visionjournal.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Autostrada del Brennero presenta il progetto europeo 5GBEAM, di cui è alla guida. Obiettivo: l'implementazione della connettività 5G.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="27756" class="elementor elementor-27756" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Autostrada del Brennero presenta il progetto europeo 5GBEAM, di cui è alla guida. Obiettivo: l'implementazione della connettività 5G</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION</strong><strong style="letter-spacing: 0px; background: 0px 0px #ffffff; color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p>
<p><span class="ap-dropcaps ap-square">A</span>utostrada del Brennero ha compiuto un altro deciso passo verso la mobilità del futuro in cui la protagonista sarà la guida connessa e autonoma. La concessionaria ha illustrato ieri, 22 aprile 2026, il <b>progetto europeo 5GBEAM</b> (<i>Developing 5G Infrastructure along the Brenner corridor for a European Automated Mobility</i>) di cui è alla guida con la partnership di <b>TIM, INWIT SpA, Optimus Tower Austria GmbH, MOST</b> (Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile) e l’<b>Università degli Studi di Napoli Federico II</b>.&nbsp;</p>
<p>Con il sostegno delle province di Trento e Bolzano,&nbsp;<a href="https://www.autobrennero.it/it/" target="_blank" rel="noopener">Autobrennero&nbsp;</a>ha infatti avanzato sul bando CEF-DIG-2024-5GLSP una proposta progettuale dedicata all’<b>implementazione della connettività 5G</b>, una tecnologia che, grazie alla bassa latenza, p<i>ermette di sviluppare casi d’uso avanzati di guida connessa e autonoma (CCAM). Il progetto, finanziato al 50% dal Programma Connecting Europe Facility</i> della Commissione Europea con 8,7 milioni, è formalmente avviato dal 1° dicembre 2025 ed ha una durata di 36 mesi.&nbsp; &nbsp;</p>
<p>“<i>Il progetto 5G-BEAM si pone come motore per la trasformazione digitale ed ecologica dell&#8217;economia europea lungo i corridoi transfrontalieri </i>– ha esordito <b>Diego Cattoni, Amministratore Delegato di Autostrada del Brennero</b> -. <i>In questo scenario l’A22 occupa una posizione strategica, lungo il corridoio Scandinavo Mediterraneo che collega il Nord con il Sud Europa. L&#8217;obiettivo principale del progetto è collegare &#8220;strade intelligenti&#8221; e &#8220;veicoli intelligenti&#8221; per generare benefici immediati per la comunità, dalla riduzione dell’incidentalità alla garanzia di efficienza di un’arteria che è stata e continua a essere laboratorio di innovazione a livello internazionale</i>”.&nbsp;</p>
<p>“<i>Il progetto 5GBEAM</i> &#8211; spiega il <b>Direttore Tecnico Generale Carlo Costa </b>&#8211; <i>mira a potenziare l’infrastruttura 5G lungo l’A22, integrando una copertura 5G senza interruzioni (700 e 3.700 MHz). L’obiettivo primario, basandosi sui risultati ottenuti dal progetto 5G-CARMEN, è quello di implementare la mobilità connessa e automatizzata (CCAM) sfruttando le funzionalità della rete 5G Standalone (SA), ossia una rete totalmente indipendente dal 4G, in particolare l’ultra-affidabilità e bassa latenza (URLLC), essenziali per raggiungere livelli di automazione più elevati. Quando la guida autonoma sarà realtà, l’impatto positivo sull’infrastruttura sarà evidente: verrà ottimizzata la sicurezza stradale riducendo gli incidenti e incrementata l’efficienza del traffico, contribuendo di conseguenza alla riduzione delle emissioni di CO₂ grazie alla contrazione dei fenomeni di stop&amp;go. Pensiamo che oggi il tempo di latenza umano prima di una frenata è di circa un secondo, ossia circa 36 metri a 130 km/h, la latenza quasi istantanea del 5G garantisce di poter iniziare la frenata dopo appena 18 centimetri. È evidente che il futuro della mobilità si gioca sulla frontiera dei big data</i>”.&nbsp; &nbsp;</p>
<h3 style="background: 0px 0px #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><span style="color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 22px;">Tradizione tecnologica</strong></span></h3>
<p>Quest’iniziativa si inserisce nella consolidata esperienza di Autostrada del Brennero nel campo delle tecnologie C-ITS e della smart mobility, avviata con i <b>progetti C-Roads</b> e proseguita con il <b>5G-CARMEN</b>, una sorta di progenitore del progetto 5GBEAM. Se nell’ambito di C-Roads&nbsp; la Società&nbsp; ha realizzato un’infrastruttura dedicata allo scambio di informazioni tra infrastruttura e veicolo (I2V), dotando l’arteria di 68 Road Side Unit (RSU), antenne speciali per lo scambio dati tramite connessioni a corto raggio, il 5G-CARMEN ha permesso di testare le manovre di guida cooperativa avvalendosi di una rete pilota del 5G.&nbsp;</p>
<p><b>Oggi il 5GBEAM fa un passo in più e realizzerà una copertura&nbsp; 5G ad alte prestazioni della tratta autostradale</b>: questo permetterà di superare non solo i limiti della rete sperimentale di cui si è avvalso 5G-CARMEN ma anche quelli dell’architettura attuale, dove in sostanza il 5G dipende ancora molto dal 4G. Tra i principali benefici attesi rientra la riduzione della latenza (ossia i tempi di risposta) a livelli ultra-ridotti (URLLC), nell’ordine dei millisecondi. Si tratta di un aspetto centrale per i sistemi di guida autonoma nei quali la rapidità dello scambio informativo è direttamente legata alla sicurezza. Il progetto introduce inoltre le comunicazioni dirette 5G-V2X (sidelink PC5), che consentiranno -solo in alcune delle tratte interessate &#8211; lo scambio di dati direttamente tra veicolo e infrastruttura anche in assenza di copertura della rete cellulare tradizionale, rafforzando la continuità e la resilienza del sistema.&nbsp;&nbsp;</p>								</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-family: Heebo; font-size: 22px;">Operatività e sviluppi</strong></p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;">Il primo passo operativo riguarda lo sviluppo dell’infrastruttura. Grazie al coinvolgimento di partner del settore delle telecomunicazioni, sull’A22 da Modena al tratto transfrontaliero fra Italia e Austria verrà realizzata una rete 5G Standalone con funzionalità di <i>edge computing</i>, ossia una rete che permette di elaborare i dati vicino al punto in cui vengono generati. Sul versante austriaco invece il progetto garantirà la continuità dell’infrastruttura di supporto alla rete 5G dal passo del Brennero a Kufstein, raggiungendo il confine tedesco. </p><p style="background: 0px 0px #ffffff; letter-spacing: normal;"><span style="font-weight: bold;">Disporre di una rete 5G presenta vantaggi importanti per la guida autonoma. </span>Questa tecnologia riduce drasticamente il tempo di risposta nella trasmissione dei dati. Per i sensori stradali significa poter comunicare quasi in tempo reale, aspetto fondamentale per segnalare incidenti o gestire ostacoli improvvisi, attivare sistemi di emergenza e in generale supportare applicazioni di guida autonoma che richiedono azioni immediate. Inoltre, il 5G consente di gestire grandi volumi di dati e di collegare un numero molto elevato di dispositivi per km², caratteristica ideale per il monitoraggio di infrastrutture stradali ricche di sensori (Structural Health Monitoring). Per il traffico tutto questo si traduce in informazioni più precise e tempestive, sistemi di allerta più affidabili e decisioni operative più sicure. </p>								</div>
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		<title>Intelligenza Artificiale e CAM Strade</title>
		<link>https://visionjournal.it/intelligenza-artificiale-e-cam-strade/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:05:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 180 partecipanti all'evento SITEB del 24 marzo scorso dedicato all'AI, in cui è stato anche presentato il manuale CAM Strade realizzato dagli esperti.]]></description>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Oltre 180 partecipanti all'evento SITEB del 24 marzo scorso dedicato all'AI, in cui è stato anche presentato il manuale CAM Strade realizzato dagli esperti</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION<span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p>
<p><span class="ap-dropcaps ap-square">S</span>i è svolto il 24 marzo al <b>Tecnopolo di Bologna</b>, davanti a una platea di oltre 1<b>80 partecipanti</b>, il convegno organizzato da <b>SITEB </b>dedicato ai temi <b>AI e CAM Strade</b>, che ha incluso la presentazione, in prima assoluta, del <b>Manuale CAM Strade</b>.&nbsp;</p><p><span style="letter-spacing: 0px;">L&#8217;appuntamento ha riunito istituzioni, tecnici, imprese, università e operatori della filiera delle infrastrutture stradali intorno a uno dei temi oggi più rilevanti per il settore: l’applicazione concreta dei Criteri Ambientali Minimi alle opere viarie.</span></p>
<p>L’iniziativa ha registrato una partecipazione particolarmente significativa, con una presenza ampia e qualificata di rappresentanti di <b>Comuni, Province, concessionarie autostradali</b> e soggetti pubblici e privati coinvolti nella progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione delle infrastrutture viarie. &#8220;<i>Un dato</i> &#8211; notano dal SITEB &#8211; <i>che conferma quanto il tema dei CAM Strade sia ormai al centro dell’attenzione del comparto, non soltanto sotto il profilo normativo, ma anche in termini di programmazione, sostenibilità, innovazione e gestione operativa dei lavori</i>&#8220;.</p>
<p><a href="https://www.siteb.it/oltre-180-partecipanti-al-tecnopolo-di-bologna-per-la-presentazione-del-manuale-cam-strade/" target="_blank" style="letter-spacing: 0px;">Approfondisci qui</a></p>								</div>
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		<title>Direzione Lavori e cultura digitale</title>
		<link>https://visionjournal.it/direzione-lavori-e-cultura-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 11:13:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Con gli ingegneri Giovanni Massone e Giuseppe Pasqualato di Sina (ASTM Group) andiamo alla scoperta di come la digitalizzazione, oggi, può migliorare le attività delle DL. 
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="27524" class="elementor elementor-27524" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Con gli ingegneri Giovanni Massone e Giuseppe Pasqualato di Sina (ASTM Group) andiamo alla scoperta di come la digitalizzazione, oggi, può migliorare le attività delle DL</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><span style="color: #fd6925;">di</span> FABRIZIO APOSTOLO</strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">P</span>rendersi cura delle infrastrutture, sia dal punto di vista della realizzazione ex novo sia della manutenzione, è un’attività che trae forza dalla comunicazione dinamica ed efficace tra i protagonisti della filiera. Un anello chiave di questa speciale “catena produttiva” &#8211; composta, tra gli altri, da normatori, stazioni appaltanti, progettisti, imprese &#8211; è senza dubbio il Direttore Lavori o, meglio, la Direzione Lavori.</p><p>Se l’obiettivo è semplificare la complessità, lo scenario più adeguato a osservarlo è la grande infrastruttura, che, lato DL, è generalmente presa in carico una nutrita squadra di esperti composta, oltre che dal “Direttore” al vertice, da ispettori, coordinatori della sicurezza, figure professionali specializzate in diversi ambiti tecnici, dai viadotti alle gallerie, dall’idraulica alle pavimentazioni.</p><p>A proposito di “strumenti”, un set epocale, come noto, è quello fornito dall’innovazione o, più nello specifico, dalla digitalizzazione. Di qui la domanda: <strong>come sta contribuendo la cultura digitale allo sviluppo della Direzione Lavori negli attuali contesti d’opera in cui si cimenta l’engineering?</strong> E quali sono le prospettive di evoluzione, in materia? Per rispondere a queste e altre domande abbiamo incontrato a Milano due specialisti di <a href="https://www.sina.it/">Sina (ASTM Group)</a>, il suo direttore tecnico, l’ingegner <strong>Giuseppe Pasqualato</strong>, e l’ingegner <strong>Giovanni Massone</strong>, (rispettivamente, da destra a sinistra nell&#8217;immagine di apertura) che da circa due anni è responsabile proprio dell’area Direzione Lavori di Sina, mentre in precedenza si era occupato a lungo di progettazione nelle vesti di responsabile dell’area Strutture e Geotecnica.</p><p>Prima di entrare nel vivo della questione, va premesso che Sina vanta un curriculum lungo e prestigioso in materia di DL, basti pensare a maxiopere quali l’alta velocità ferroviaria Torino-Milano, progettata e realizzata nei primi anni Duemila seguendo i rigorosi standard Italferr, o, pochi anni più tardi, <strong>l’ampliamento dell’autostrada Torino-Milano</strong>, dove la società si è occupata sia di Direzione Lavori sia di coordinamento della sicurezza. In tempi più recenti, va menzionata l’intensa attività riguardante, per esempio, numerosi e importanti interventi di manutenzione straordinaria con adeguamenti sismici di viadotti, nell’ambito della modernizzazione delle autostrade del Nord-Ovest italiano.</p>								</div>
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									<h3 style="font-size: 22px; color: #0d1e51;"><strong>Evoluzione in corso</strong></h3><p>Innovare e migliorare i processi della Direzione Lavori in sé e, in parallelo, rendere sempre più efficienti i meccanismi di filiera, nello specifico la collaborazione tra la stessa DL e la progettazione, senza dimenticare, naturalmente, il costante dialogo con le imprese. “<em>La Direzione Lavori</em> &#8211; approfondisce il punto l’ingegner Pasqualato &#8211; <em>ha un obiettivo molto concreto: contribuire a conseguire il risultato migliore certificando la corrispondenza dell’eseguito ai dettami progettuali. In questo processo, in particolare nel momento in cui possono insorgere criticità (per esempio dovute a situazioni impreviste e di particolare complessità), diventa importante avvicinare il più possibile la visione del Direttore Lavori a quella dei progettisti, che è ampia e a lungo termine</em>”.</p><p>Questa condivisione è d’aiuto sia al primo, che avvicina il suo sguardo alla profondità delle scelte di partenza, per confermarle o adattarle al contesto applicativo, sia ai secondi, attraverso il loro <strong>maggior coinvolgimento nell’operatività</strong>, fattore positivo per l’immediato e in prospettiva di attività future. “<em>Questa necessità di condivisione approfondita e continua</em> &#8211; nota ancora Pasqualato &#8211; <em>è ancora più preziosa in un contesto caratterizzato da aggiornamenti normativi, tra cui il recente decreto CAM Strade. È questo, per esempio, un territorio in cui è opportuno che direzione lavori e progettazioni lavorino di comune accordo</em>”.</p>								</div>
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									<h3><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">Condivisione migliorativa</strong></h3><p>Condividere, dunque, il progetto per farlo vivere in una relazione con il cantiere che diventa circolare. Per farlo al meglio, occorre introdurre nuovi paradigmi, che siano portatori di efficienza, oltre che di produttività, anche e soprattutto all’interno delle specifiche attività di Direzione Lavori. Uno di quelli maggiormente sotto i riflettori è proprio la digitalizzazione, che significa raccolta, qualificazione e gestione ottimale e condivisa dei dati. Come è stata introdotta in casa Sina? “<i>Il primo passo fondamentale </i>&#8211; spiega l’ingegner Massone &#8211; <i>è stato quello di istituire un database, un deposito di dati digitali unico che riunisse le informazioni progettuali e quelle inserite dai gruppi di Direzione Lavori. Per costruire questo archivio abbiamo seguito i principi ispiratori dell’organizzazione delle informazioni e della fruibilità nel tempo. Il digitale ci aiuta a gestire una mole di dati sempre più  ingente, a estrarli correttamente e agevolmente in funzione delle attività e a procedere ad aggiornamenti praticamente istantanei, in ambienti condivisi</i>”. </p><p><b>Operazioni quali le rilevazioni visive, anche attraverso immagini fotografiche, o la compilazione dei verbali nel mondo digital hanno così una marcia in più</b>. Se il sistema che costituisce l’architettura principale del database in uso a Sina &#8211; un <b>ACdat </b>(sigla che sta per ambiente di condivisione dati) della famiglia ProjectWise di Bentley Sysyems &#8211; è ormai pienamente integrato nelle prassi aziendali, su questo terreno la società sta innestando diversi “alberi” tech, che vanno da software integrati per la gestione digitale dei cantiere a strumenti di computer vision capaci di sovrapporre il costruendo al progettato, utilizzando il tablet e smartphone, con app dedicate. “<i>Una frontiera su cui stiamo lavorando</i> &#8211; aggiunge Pasqualato &#8211; <i>è l’introduzione di <b>algoritmi di intelligenza artificiale che ci guidino, per esempio, nella compilazione di alcune parti dei verbali o delle checklist di controllo</b>. Un punto cruciale resta la certificazione del dato, che deve essere assoluta in quanto stiamo parlando di documenti che sono atti formali. Un tema che, di riflesso, viene utilizzato anche da chi si occupa, sempre nel team del cantiere, del Coordinamento della Sicurezza</i>”. </p><h3 style="background-color: #ffffff; color: #080808; letter-spacing: normal;"><strong style="color: #0d1e51; font-size: 22px;">&#8220;Digital DL&#8221; in campo</strong></h3><p>L’approccio di Sina in materia di “digital DL” ha trovato un recente e importante, campo di applicazione nei cantieri che hanno portato all’apertura funzionale dell’<b>autostrada A33 Asti-Cuneo</b>, nel dicembre 2025. Così come in altri casi, tra cui quello del “nuovo ammodernamento 4.0”, potremmo dire, dell’autostrada <b>A4 Torino-Milano</b>. </p><p>“<i>Nei cantieri di grandi infrastrutture lineari</i>&#8211; rileva Pasqualato &#8211; <i>l’attività di Direzione Lavori risulta più complessa, rispetto a quelli di ambito edile. Pensiamo alle attività logistiche o agli spostamenti. Ragion per cui diventa ancora più prioritario accelerare sul fronte della semplificazione attraverso l’innovazione</i>”. Lungo i circa 6 km dei nuovi tratti dell’Asti-Cuneo la DL Sina si è mossa come descritto in precedenza, facendo girare al massimo il “motore” del suo database e facendo squadra al proprio interno e con gli interlocutori esterni, nonché <b>utilizzando sul campo un campionario di strumentazioni smart</b>. </p><p>“<i>Anche sui cantieri della Torino-Milano</i> &#8211; rileva Massone &#8211; <i>adottiamo le stesse procedure in un contesto di diversa natura, ma molto più esteso, dato che il progetto consiste in un ammodernamento tecnologico e sostenibile in più ambiti: dagli impianti in fibra ottica per lo scambio dei dati all’approvvigionamento energetico (fotovoltaico), alla raccolta e conservazione delle acque, fino alle pavimentazioni di nuova generazione. <b>Ci troviamo lungo una Smart Road diffusa lungo oltre 100 km di autostrada</b>, che una squadra di Direzione Lavori non può che affrontare con modalità innovative, parlando così la stessa lingua della materia che si trova a gestire</i>”.</p>								</div>
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		<title>La solidità di Intertraffic</title>
		<link>https://visionjournal.it/la-solidita-di-intertraffic/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 08:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Vision News]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è chiusa l'edizione 2026 (da record, nonostante il contesto) della kermesse di Amsterdam dove è di scena l'innovazione del traffico e delle infrastrutture.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="27372" class="elementor elementor-27372" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Si è chiusa l'edizione 2026 (da record, nonostante il contesto) della kermesse di Amsterdam dove è di scena l'innovazione del traffico e delle infrastrutture</h2>				</div>
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									<p><strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">Redazione VISION<span style="color: #fd6925;">J</span></strong></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">S</span>iamo andati, ancora una volta, a Intertraffic Amsterdam. L&#8217;abbiamo fatto nelle vesti di <strong>media partner</strong>, per la seconda volta, anzi ci fa piacere dire la terza. Due anni or sono, edizione 2024, abbiamo portato i nostri numeri speciali, esattamente come in questa occasione. Quattro anni fa, invece, abbiamo di fatto tenuto a battesimo la <strong style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;">VISION<span style="color: #fd6925;">J</span></strong> story, facendo le nostre primissime videointerviste.</p><p>Dunque è la terza volta alla biennale europea del traffico, della sicurezza e, in generale, delle infrastrutture. Un motivo d&#8217;orgoglio per noi, ancor giovane creatura mediale ed editoriale. L&#8217;edizione 2026 ha toccato quota (circa) <strong>900 espositori</strong>, nonostante le &#8220;nubi&#8221; globali, con ampia partecipazione di aziende europee e anche degli altri continenti.</p><p><strong>L&#8217;Italia è stata, come sempre, molto ben rappresentata, per quantità e qualità</strong>. Nel settori della road safety, per esempio, ma anche in quello della traffic technology. Il padiglione 8, tanto per dire, come sempre avrebbe potuto essere ribattezzato &#8220;<em>Little Italy</em>&#8220;, data la fitta partecipazione degli operatori di casa nostra. Altri Paesi molto ben rappresentati: la <strong>Polonia</strong>, la Germania, la Cina. Una nota affettuosa per l&#8217;unica azienda dell&#8217;<strong>Uruguay</strong> presente: <a href="https://ciemsa.com.uy/?lang=en"><strong>Ciemsa</strong></a>.</p>								</div>
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									<h3 style="font-size: 22px; color: #0d1e51;"><strong>Risorse informative</strong></h3>
<p>Intertraffic Amsterdam è stato, come sempre, un serbatoio prezioso di incontri, spunti, idee, per il presente e per il futuro. Raccontarlo in un contenuto digitale unico sarebbe impossibile, ragion per cui abbiamo pensato di disseminarne le &#8220;good vibrations&#8221; in più tappe e occasioni. Il nostro ruolo, nella fattispecie, vuole essere duplice, da un lato suggerire alcune fonti che possono davvero <strong>fornire info di rara completezza</strong> al navigatore del web, dall&#8217;altro iniziare a fornire qualche suggestione &#8220;in presa diretta&#8221;, al momento affidata alla nostra pagina LinkedIn.</p><p>Nel primo caso, ecco, intanto i <strong>link diretti</strong> a due comunicati stampa messi online dalla stessa Intertraffic Amsterdam e riguardanti, rispettivamente, i <strong><a href="https://www.intertraffic.com/press-releases/intertraffic-award-winners-2026">vincitori degli Intertraffic Awards 2026</a></strong> e l&#8217;allargamento della formula all&#8217;Asia più lontana (da noi), con il lancio delI&#8217;<strong><a href="https://www.intertraffic.com/press-releases/intertraffic-asia-launch">edizione di Bangkok</a></strong>, in Thailandia.&nbsp;<span style="letter-spacing: 0px;">Nel secondo, vi salutiamo con i collegamenti a nostri post LinkedIn, che abbiamo diffuso nei giorni di una fiera che, ancora una volta, ha dimostrato la propria </span><strong style="letter-spacing: 0px;">solidità</strong><span style="letter-spacing: 0px;">, che è sempre un buon </span><strong style="letter-spacing: 0px;">mix tra tradizione e innovazione</strong><span style="letter-spacing: 0px;">.</span></p>
<p><strong><a href="https://www.linkedin.com/posts/fabrizio-apostolo-9971268_mediapartner-tecnologia-sicurezza-ugcPost-7439308485391073280-ymQp?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4">Vision, la &#8220;parola&#8221; di Intertraffic 2026</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.linkedin.com/posts/fabrizio-apostolo-9971268_sicurezza-persone-persone-ugcPost-7438214764285214720-E4ja?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4">Imeva, la tradizione della divulgazione</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.linkedin.com/posts/vision-journal_cuore-italia-cuore-activity-7438207491899015168-T1yF?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4">I 40 anni della Pauselli</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.linkedin.com/posts/vision-journal_tuchaejw-polonia-amsterdam-activity-7438184088814936064-ImGk?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4">Wimed, quando la road safety è musica</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.linkedin.com/posts/fabrizio-apostolo-9971268_polonia-svezia-rodie-ugcPost-7437240439579115520-chjP?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop&amp;rcm=ACoAAAFxHAMBPYKVwLMA_HTg-rR--YZUrq7Jsf4">L&#8217;italia e il mondo a Intertraffic Amsterdam</a></strong></p>								</div>
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		<title>Emotional engineering</title>
		<link>https://visionjournal.it/emotional-engineering/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 08:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Vision Talks]]></category>
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					<description><![CDATA["Nutriamo di emozioni la nuova ingegneria". Conversazione con Davide Masera, CEO di Masera Engineering Group, su un paradigma che può diventare faro guida anche nel nostro settore.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="26913" class="elementor elementor-26913" data-elementor-post-type="post">
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									<p><span style="color: #0d1e51; font-size: 15.75px;"><strong><span style="color: #fd6925; font-size: 15.75px;">di </span>FABRIZIO APOSTOLO</strong></span></p><p><span class="ap-dropcaps ap-square">T</span>ra formazione, innovazione e sicurezza infrastrutturale si gioca oggi una parte decisiva del futuro dell’ingegneria. È da questa consapevolezza che, tra il 2024 e il 2025, insieme a <a href="https://www.masera-eg.it/it/home-italiano/">Masera Engineering Group</a> (MEG), è nato un percorso divulgativo che affianca al racconto di casi progettuali una riflessione culturale più ampia sul ruolo delle società di ingegneria. In questo spirito da “think tank”, lo scorso ottobre il CEO<strong> Davide Masera</strong> è stato coinvolto in un workshop sulla sicurezza, coordinato in occasione di Asphaltica World Bari.</p><p>Si è trattato di un’occasione ideale per condividere e ribadire alcune idee guida: su tutte quella della <strong>“connettività” tra i princìpi ispiratori del nostro progettare e costruire infrastrutture, oggi per domani</strong>. Princìpi quali la sicurezza, per l’appunto, la sostenibilità e l’innovazione. <strong>Plasmarli al meglio, amalgamarli, renderli pervasivi</strong>, ne siamo più che convinti, non possono che essere cose buone e giuste. Già, ma come farlo concretamente? Su quali sfide concentrarci in misura maggiore?</p><p>Sempre a Bari, l’ingegner Masera è tornato a sottolineare il <strong>valore della ricerca</strong>, ovvero della necessità di portare in azienda il modus operandi dell’accademia, a costo di sacrificare del tempo oggi, per produrre riserve di “freschezza evolutiva” e dunque di <strong>innovazione a getto continuo</strong>. Capace anche di recuperare quel tempo sacrificato, ottimizzando i processi. Quindi, ha parlato di “trasversalità strategica”, ovvero di capacità dell’ingegneria di attingere da altri settori, partendo per esempio &#8211; ed ecco una terza sfida interconnessa &#8211; da un lavoro ad ampio raggio sui dati. Nel dicembre scorso, MEG ha dato quindi notizia del <strong>varo di quattro suoi nuovi uffici esteri</strong>: a Monaco di Baviera (Germania), Bucarest (Romania), Riyadh (Arabia Saudita) e Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), a costituire con la sede di Torino una vera e propria “piattaforma di ingegneria internazionale” fondata sulle persone (una delle quali è <strong>Matteo Enzo Crucco,</strong> Head of International Development di MEG) e sulle loro “connessioni reali, così come reali sono sia le infrastrutture progettate e in progetto, sia le comunità di utenti e residenti che ne fruiscono”</p><p><strong><span style="color: #fd6925;">Ingegner Masera, la vostra visione sta diventando sempre più concreta, anche ben oltre i confini nazionali. Quale ritiene possa essere un suo principio guida?</span></strong></p><p>Al di là dei key factor di cui abbiamo parlato ad Asphaltica World, vorrei soffermarmi su una nostra peculiare concezione dell’innovazione, che si ispira al modello definibile come “emotion driven innovation”, a mio avviso più ampio rispetto a due altri modelli codificati dal marketing, quello di “technology push” e “market pull”. Il primo vede l’innovazione come il frutto di nuove tecnologie sviluppate anche in assenza di una domanda specifica. È un approccio nobile, ma allo stesso tempo sterile. Il secondo fa sì che l’innovazione sia una risposta diretta alle esigenze del mercato, che in qualche modo la traina. Ma se la domanda è già formulata, in cosa consiste &#8211; mi chiedo &#8211; il carattere innovativo della risposta? <strong>Parlare di “innovazione guidata dall’emozione”</strong>, invece, significa fare impresa mettendo al centro della scena le emozioni e, dunque, il benessere dei consumatori e degli utenti. <strong>Significa lavorare, in primis, in quanto persone per le persone. Ora, dal mio punto di vista le infrastrutture sono un habitat perfetto per questo approccio, non essendo “oggetti freddi”, bensì spazi di vissuto</strong>.</p>								</div>
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									<p><span style="color: #fd6925;"><strong>L’emozione nella “cabina di regia” del concepire e realizzare infrastrutture: è questa l’innovazione che valuta più adatta a far evolvere il nostro settore?</strong></span></p><p>È un concetto che può dare ottimi frutti proprio se reso centrale nella visione delle società di ingegnera e costruzioni, date le caratteristiche profonde dei nostri specifici “prodotti” e del loro utilizzo. Ed è un concetto che, per funzionare, deve diventare capillare, pervasivo: per innovare veramente dobbiamo tutti sentire un impulso emotivo, che ci disveli il fatto che noi &#8211; persone &#8211; progettiamo mondi che verranno vissuti, nel presente e soprattutto nel futuro, da altre persone che provano emozioni. Al centro della visione storica dell’ingegneria troviamo o la pura tecnica oppure la managerialità, intesa come gestione. Due “mondi” in cui l’innovazione può sorgere, certo, ma non essere così rigogliosa. Se invece a competenze specifiche aggiungiamo proprio questo approccio, che è filosofico e nello stesso tempo molto concreto, avremo una<strong> visione a 360° capace di infondere continuo nutrimento a imprese e comunità</strong>.</p><p><span style="color: #fd6925;"><strong>Benefici immediati?</strong></span></p><p>Al di là di quelli ottenibili ad ampio e lungo raggio, ne segnalo due su tutti: <strong>benefici per chi lavora in azienda, perché ogni persona impegnata in essa è destinata a diventare un “canale di innovazione”, e benefici per chi ci lavorerà, gli specialisti di domani</strong> che sono poi gli studenti di oggi. Quello dell’“emotion driven innovation” può diventare, infatti, uno strumento prezioso per tornare ad attrarre le nuove generazioni verso la professione di ingegnere, oggi ancora un po’ trascurata.</p><p><span style="color: #fd6925;"><strong>Un’ulteriore parola chiave per definire l’approccio “emotional engineering”?</strong></span></p><p><strong>Responsabilità</strong>. Partire dal vissuto emotivo significa infatti aumentare gli standard di responsabilità, per esempio nei confronti delle nostre comunità.</p><p><span style="color: #fd6925;"><strong>E un esempio concreto?</strong></span></p><p>È mutuabile da altri settori. Un noto brand che produce auto di lusso ha reintrodotto in alcuni suoi modelli una pulsantiera, in sostituzione dei comandi touchscreen, sulla base di un sondaggio che ne rivendicava <strong>il valore di antico “gesto emozionale”</strong>. Si tratta di un piccolo esempio di innovazione che contrasta l’eccesso di spersonalizzazione e ci parla di humanitas del gesto. <strong>È un po’ come la magia che permane nel toccare o sfogliare le pagine di un libro.</strong> Un’infrastruttura, se progettata con queste idee in testa, può portare a percezioni simili: pensiamo al senso di sicurezza che può e deve infondere, ma anche al comfort o alla sua gradevolezza estetica. Sì, le reti di trasporto possono e devono regalare emozioni positive.</p><p><span style="color: #fd6925;"><strong>Guardando al settore nella sua interezza, al di là delle resistenze insite in ogni cambio di paradigma, quali ostacoli vede all’attuazione di questo approccio?</strong></span></p><p>Ovviamente ci muoviamo secondo logiche di filiera, quindi è verosimile che indicazioni “emotion driven” di partenza potrebbero essere ridimensionate in itinere dalle committenze in ragione, per esempio, dei budget. Nonostante i vincoli sempre da preventivare, comunque, considero questo approccio in ogni caso <strong>un valore aggiunto per ogni moderna società di ingegneria</strong>. Inoltre, concepire una nuova infrastruttura non solo come un insieme di materiali, ma anche e soprattutto come un ecosistema che deve generare emozioni positive può essere anche un <strong>elemento di stimolo per le imprese di costruzioni</strong>, e favorire, per esempio, la cura per quelle innovazioni oggi strategiche nelle migliorie da apportare in fase di gara. Sarebbe una buona (e nuova) base, questa, per implementare anche la sicurezza e la sostenibilità delle opere.</p>								</div>
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									<p><span style="color: #fd6925;"><strong>Definite, molto chiaramente devo dire, le fondamenta della nuova ingegneria secondo MEG, le chiediamo a questo punto qualche aggiornamento su alcuni percorsi che vi riguardano, per esempio in fatto di sostenibilità.</strong></span></p><p>È un tema connesso non solo alla sicurezza, ma anche a quella trasversalità di cui trattavamo ad Asphaltica World. La mia idea è nitida: <strong>dobbiamo concentrarci su come mettere in connessione l’ingegneria con gli ecosistemi naturali e uno strumento chiave per farlo, un vero e proprio “ponte”, altro non sono che i dati</strong>. Le infrastrutture, infatti, vivono dentro un ecosistema naturale, un ambiente, un clima. Tutti i dati che ne possiamo ricavare diventano preziosi per generare infrastrutture sempre più armoniche. E questi dati noi li possiamo rintracciare in molteplici ambiti, considerando come territorio di conoscenza l’intero pianeta.</p><p><span style="color: #fd6925;"><strong>Anche in questo caso, le chiediamo di farci qualche esempio concreto di iniziative MEG.</strong></span></p><p>Abbiamo attivato l’AI Lab, <strong>Artificial Intelligence Laboratory</strong>, un gruppo di lavoro interno che sostiene, tramite lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, i processi d’ingegneria con l’obiettivo di renderli più performanti, per esempio, sul piano delle tempistiche. Per fare solo un esempio, <strong>si punta a minimizzare il tempo impiegato per scrivere una relazione di calcolo per dedicare maggiori risorse temporali alla scelta di materiali più durevoli o di sistemi costruttivi più performanti</strong>. Inoltre, abbiamo finalizzato la prima versione di <strong>Efesto, un tool di predimensionamento degli impalcati misti che ottimizza le sezioni attraverso algoritmi di machine learning</strong>. Ci sono dietro circa 11 mesi di scrittura e oltre 7.000 righe di codice. Un terzo esempio può essere considerato il nostro lavoro a tutto campo sui dati, di cui ho parlato anche a Bari. <strong>Le società di ingegneria in particolare dispongono di un patrimonio informativo cospicuo e unico</strong>: catalogarlo, sistematizzarlo significa generare altro valore, un po’ come se fossimo, con tutte le distinzioni del caso, degli Amazon o Google del nostro settore.</p><p><span style="color: #fd6925;"><strong>Chiudiamo con un suo commento all’annuncio dello scorso dicembre: gli uffici “international” di MEG.</strong></span></p><p>Rappresentano il traguardo di un percorso molto intenso che abbiamo avviato nel secondo semestre 2024, epoca in cui abbiamo avviato un processo di cambiamento del modello di business, in parallelo con quello del nostro modello di crescita, inserendovi una quota di mercati internazionali a cui siamo approdati acquisendo quote e popolando queste realtà di persone, per dar loro nuova linfa e sviluppo commerciale secondo gli stessi principi di cui abbiamo parlato in precedenza. In sintesi: anche in questo caso crediamo in un sistema di lavoro e di valori che abbia radici solide e una visione nitida e interconnessa. L’obiettivo non è solo “andare all’estero”, ma restarci con standard impeccabili che portino a progetti d’eccellenza.</p>								</div>
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		<title>Rigenerazione Made in Italy</title>
		<link>https://visionjournal.it/rigenerazione-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 16:27:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green Vision]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre crescono i casi d’uso nel Belpaese, il sistema Simex ART 1000, che fresa e rigenera il manto ammalorato recuperando il 100% del materiale, si diffonde anche negli USA.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="26877" class="elementor elementor-26877" data-elementor-post-type="post">
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									<h2>Mentre crescono i casi d’uso nel Belpaese, il sistema Simex ART 1000, che fresa e rigenera il manto ammalorato recuperando il 100% del materiale, si diffonde anche negli USA</h2><div><span style="font-family: Lato; font-size: 28px; font-weight: 3; letter-spacing: -0.02rem;"> </span></div><p><span style="color: #fd6925; font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: bold;">di </span><span style="font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: 400;"><span style="color: #0d1e51;"><strong>ALESSANDRO DI GREGORIO</strong></span></span></p><p><span style="font-family: Lato; font-size: 16px; font-style: normal; font-weight: 400;"><span class="ap-dropcaps ap-square">C&#039;</span></span><span style="font-size: 16px;">è in giro una tecnologia che sta suscitando alto gradimento, in tutti coloro i quali hanno a che fare con le strade. Si chiama <strong>ART 1000</strong>, è nata qualche anno fa nella factory di <a href="https://www.simex.it/it-it/">Simex</a>, azienda del made in Italy della manifattura meccanica più virtuosa che ci sia, che <strong>quest’anno celebra i suoi 35 anni di attività</strong>. </span></p><p><span style="font-size: 16px;">ART 1000 fresa la pavimentazione, inietta liquido rigenerante, miscela. In sintesi: rigenera a freddo e in simultanea. Va connessa a skid HF, è seguita, generalmente, da un rullo compattatore o da una piastra vibrante. <strong>Con ART 1000 si recupera il 100% del fresato</strong>, dando vita a ripristini a regola d’arte, che mettono in sicurezza i manti in tempi più che ridotti.</span></p><p><span style="font-size: 16px;">ART 1000, come abbiamo anche testimoniato a più riprese, sta attirando sempre di più l’attenzione di gestori, imprese e utenti della strada, che non si trovano più, al passaggio, a scavalcare rappezzi informi, ma rettangoli di asfalto rigenerato portanti e dalla corretta aderenza planarità, con conseguente aumento di comfort e sicurezza.</span></p><p><span style="font-size: 16px;"><strong>Diversi gestori, per esempio le amministrazioni comunali, conoscono ormai bene ART 1000, proprio per averla impiegata</strong>. Il beneficio: mettere subito la strada in ordine, mettendo a terra cantieri, snelli e dare tutto l’agio possibile ai tecnici nel progettare e allestire manutenzioni profonde definitive. Ma molti di loro l’hanno toccata con mano anche ad ANCI Expo Torino (2024) e <strong>ANCI Expo Bologna (2025)</strong>, a cui Simex ha partecipato. Le imprese, da parte loro, apprezzano il sistema perché fa risparmiare e aggiunge una freccia, e che freccia, al loro arco di proposte operative: utilizzandola, evitano sprechi di materiale, riducono persone e mezzi in cantiere, si svincolano da fornitori esterni, apportano un contributo sostanzioso alla sostenibilità, aiutano i gestori nella pianificazione.</span></p><p><strong><span style="color: #0d1e51;"><span style="font-size: 22px; letter-spacing: -0.28px;">Seconda generazione</span></span></strong></p><p><span style="font-size: 16px;"><strong>ART 1000 è oggi arrivata alla “Gen II”, la seconda generazione, che propone un’evoluzione del sistema elettronico di bordo</strong>: interfaccia video di controllo, per l’impostazione e la gestione dei parametri operativi; indicatore LED ergonomico, per riscontro visivo immediato sulla corretta velocità di avanzamento delle lavorazioni. Il sistema di cui è fulcro opera fino a una profondità di 100 mm e si articola in quattro fasi:</span></p><p><span style="font-size: 16px;">1. <strong>Fresatura, frantumazione e rigenerazione</strong>: il tamburo fresante da 1000 mm interviene sul manto stradale ammalorato.</span></p><p><span style="font-size: 16px;">2. <strong>Iniezione del rigenerante</strong>: in tempo reale si inietta ad alta pressione l’additivo nel conglomerato fresato e frantumato, per rigenerarlo.</span></p><p><span style="font-size: 16px;">3. <strong>Miscelazione</strong>: si effettua un ulteriore passaggio con il solo tamburo fresante, per rendere omogeneo e più lavorabile il conglomerato fresato e additivato.</span></p><p><span style="font-size: 16px;">4. <strong>Compattazione</strong>. Mediante piastra vibrante o rullo compattatore.</span></p>								</div>
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									<p><strong><span style="color: #0d1e51;"><span style="font-size: 22px; letter-spacing: -0.28px;">Re-patching in the USA</span></span></strong></p><p><span style="font-size: 16px;">A proposito di alto gradimento, tra le novità del 2025 va registrato quello riscontrato dall’ART 1000 oltreconfine, per esempio negli <strong>USA</strong>, dove la cultura del re-patching, il ripristino a regola d’arte in funzione del prolungamento dell’efficienza e della vita utile delle pavimentazioni, è molto radicata. Il mercato d’Oltreoceano guarda così con favore a quelle tecnologie che possano aumentare produttività e precisione in combinazione con attrezzature specifiche come gli skid HF che, da quelle parti, sono diffuse. </span></p><p><span style="font-size: 16px;"><strong>Simex, che sarà tra i protagonisti della grande kermesse CONEXPO/CONAGG 2026 a Las Vegas</strong>, Nevada, USA (marzo), sta così lavorando intensamente con una serie di dealer. Il risultato: la “nostra” ART 1000 ha già dato il meglio di sé, per esempio, in <strong>Alabama</strong> e <strong>Oklahoma</strong>. </span></p><p><span style="font-size: 16px;">Il successo di ART 1000, va sottolineato, va ricercato non tanto nell’essere un’attrezzatura eccellente in sé, bensì nel fatto di porsi come <strong>perno di un processo incentrato sull’innovazione che genera efficienza, sicurezza e sostenibilità</strong>, nonché portabandiera di un approccio nuovo, che coinvolge tutti gli attori della filiera stradale. </span></p><p><span style="font-size: 16px;">Questa carta d’identità, che punta non a sostituire prassi correnti, ma a <strong>migliorare le situazioni in determinate casistiche di ammaloramento</strong>, implica uno sforzo di squadra nella gestione a regola d’arte non solo dei suoi movimenti, ma degli interi contesti d’opera in cui si interviene. È necessario, cioè, lavorare anche e soprattutto sulla formazione, attività che Simex svolge intensamente, come avrà molto di illustrare anche nel prossimo maggio, nel corso del <strong>Samoter di Verona.</strong></span></p>								</div>
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		<title>Lo sprint digitale di Milano-Serravalle</title>
		<link>https://visionjournal.it/lo-sprint-digitale-di-milano-serravalle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 2023 investiti 50 milioni di euro in innovazione. Tra gli sviluppi recenti: monitoraggio predittivo del traffico (anche) con AI e un milione di messaggi scambiati tra le antenne smart dell’A7 e i veicoli.]]></description>
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									<h2>Dal 2023 investiti 50 milioni di euro in innovazione. Tra gli sviluppi recenti: monitoraggio predittivo del traffico (anche) con AI e un milione di messaggi scambiati tra le antenne smart dell’A7 e i veicoli.</h2><div><span style="font-family: Lato; font-size: 28px; font-weight: 3; letter-spacing: -0.02rem;"> </span></div><p><span style="font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: 400;"><span style="color: #0d1e51;"><strong>Redazione VISION</strong></span></span><span style="color: #c31723; font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: bold;">J</span></p><p><span style="color: #000000;"><i>Nella foto: Ivo Cassetta, Amministratore Delegato di Milano Serravalle &#8211; Milano Tangenziali</i></span></p><p><span style="font-family: Lato; font-size: 16px; font-style: normal; font-weight: 400;"><span class="ap-dropcaps ap-square">M</span></span><span style="font-size: 16px;">ilano Serravalle &#8211; Milano Tangenziali prosegue e accelera il percorso di digitalizzazione della propria rete autostradale, in funzione del <strong>miglioramento continuo degli standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e servizi ai viaggiatori</strong>. Un numero su tutti, alla base di quella che è una vera e propria strategia finalizzata a “nutrire” di innovazione la mobilità: i circa <strong>50 milioni di euro stanziati</strong>, a partire dal 2023, per sviluppare soluzioni digitali e rendere la rete sempre più smart.</span></p><p><span style="font-size: 16px;"> </span><strong style="font-size: 18px; color: #474747;"><span style="color: #0d1e51; font-size: 22px; letter-spacing: -0.02rem;">Monitoraggio avanzato</span></strong></p><p><span style="font-size: 16px;">L’utilizzo avanzato dei dati raccolti ed elaborati sui transiti (circa mezzo milione) che percorrono quotidianamente il network MISE si traduce in <strong>comunicazione in tempo reale sui tempi di percorrenza</strong>. Quelli indicati agli utenti, per esempio, dagli oltre 1<strong>50 PMV installati</strong> e disponibili anche sul <a href="https://www.serravalle.it/">sito web della concessionaria</a>. </span></p><p><span style="font-size: 16px;"><strong>L’introduzione di modelli predittivi basati su algoritmi di intelligenza artificiale</strong>, alimentati dai dati storici, consentirà quindi una gestione sempre più proattiva della viabilità, nonché di eventi straordinari o attività programmate, riducendo i tempi di chiusura e migliorando quelli di intervento delle squadre operative. A proposito di operatività, gli addetti alla viabilità di MISE sono già stati dotati di <strong>sistemi digitali integrati</strong> a supporto delle attività di gestione degli eventi di traffico, update che ha portato a un miglioramento della tempestività degli interventi.</span></p><p><span style="font-size: 16px;">In questo percorso di digitalizzazione si inseriscono quindi gli investimenti finalizzati all’incremento dell’automazione dei sistemi di esazione, con l’<strong>introduzione delle casse automatiche</strong> con presidio o meno dell’operatore dotate di sistemi di pagamento digitali e contactless. Infine, presso alcune piste di telepedaggio è attualmente i<strong>n fase di sperimentazione l’integrazione di un assistente virtuale vocale basato su AI</strong>: il sistema affianca gli operatori nella gestione di richieste, al momento di minore complessità, garantendo risposte immediate ai viaggiatori, continuità del servizio e una riduzione dei tempi di attesa.</span></p><p><strong style="font-family: Lato; font-size: 18px; font-style: normal; color: #474747;"><span style="font-size: 22px; color: #0d1e51; letter-spacing: -0.02rem;">Dentro la Smart Road MISE</span></strong><span style="font-size: 16px;"> </span></p><p><span style="font-size: 16px;">Diamo quindi un aggiornamento sul progetto <strong>Smart Road</strong>, attivo lungo il primo tratto sperimentale di 12 km dell’Autostrada A7 e sulla Tangenziale Ovest A50, in prossimità della barriera di Milano. A partire dal settembre 2025, il sistema ha già fatto registrare risultati significativi raccogliendo <strong>più di un milione di messaggi provenienti dai veicoli connessi</strong> che comunicano con l’infrastruttura tramite antenne dedicate distribuite sulla rete. Il sistema consentirà quindi di condividere in tempo reale con gli utenti in viaggio informazioni su incidenti, presenza di cantieri, veicoli fermi, condizioni meteo e stato della pavimentazione stradale. </span></p><p><span style="font-size: 16px;">Questo permetterà non solo una comunicazione più efficace verso i viaggiatori, ma anche l’attivazione e gestione di interventi in campo più tempestivi, coordinati dal Centro di Controllo del Traffico. Questa comunicazione bidirezionale, caratterizzata da elevata affidabilità, precisione e sicurezza, apre la strada alla <strong>circolazione dei veicoli a guida autonoma</strong>: un percorso graduale, costruito su visione, investimenti concreti e un diffuso impiego di tecnologie innovative.</span></p><p><strong style="font-family: Lato; font-size: 18px; font-style: normal; color: #474747;"><span style="font-size: 22px; color: #0d1e51; letter-spacing: -0.02rem;">Sfida pionieristica</span></strong><span style="font-size: 16px;"> </span></p><p><span style="font-size: 16px;">In questa prospettiva, lo scorso mese di maggio si è svolta la presentazione di <a href="https://www.serravalle.it/futuredrive/">Serravalle Future Drive</a>, il primo progetto in Italia che unisce concretamente il mondo autostradale con quello urbano attraverso la tecnologia della guida autonoma. “<i>Sulla nostra rete </i>&#8211; ha commentato l’<strong>Amministratore Delegato di Milano Serravalle &#8211; Milano Tangenziali, Ivo Cassetta</strong> &#8211; <i>si registrano ogni anno oltre 180 milioni di transiti, un volume in costante crescita che richiede modelli di gestione sempre più all’avanguardia. La digitalizzazione dell’infrastruttura consente di acquisire, integrare e analizzare dati in tempo reale, anticipare i fabbisogni di mobilità e supportare decisioni operative più efficaci. Attraverso la Smart Road, l’utilizzo avanzato dei dati e l’intelligenza artificiale stiamo evolvendo l’autostrada verso una piattaforma digitale integrata, al servizio degli utenti e dei territori attraversati</i>” </span></p>								</div>
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		<title>Innovazione, la selezione di Intertraffic</title>
		<link>https://visionjournal.it/innovazione-la-selezione-di-intertraffic/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabrizio.apostolo@gmail.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 10:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Smart Vision]]></category>
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					<description><![CDATA[Annunciati i finalisti degli Intertraffic Awards, i vincitori saranno rivelati durante la cerimonia di apertura, ad Amsterdam, il prossimo 10 marzo. VISION Journal media partner.]]></description>
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									<h2>Annunciati i finalisti degli Intertraffic Awards, i vincitori saranno rivelati durante la cerimonia di apertura, ad Amsterdam, il prossimo 10 marzo. VISION Journal media partner</h2><div><span style="font-family: Lato; font-size: 28px; font-weight: 3; letter-spacing: -0.02rem;"> </span></div><p><span style="font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: 400;"><span style="color: #0d1e51;"><strong>Redazione VISION</strong></span></span><span style="color: #ec6623; font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: bold;">J</span></p><p><span style="font-family: Lato; font-size: 16px; font-style: normal; font-weight: 400;"><span class="ap-dropcaps ap-square">V</span></span><span style="font-size: 16px;">erso un’edizione ancora una volta da vivere sotto il segno dell’innovazione. Come prova il ventaglio di soluzioni avanzate che hanno raggiunto <strong>la “finale” degli Intertraffic Awards 2026</strong>, rese note da RAI Amsterdam lo scorso 16 gennaio. Tre le categorie in cui si articola il noto premio: <strong>Green Globe Award</strong>, che riconosce la sostenibilità ambientale; <strong>User Experience Award</strong>, che premia l’eccellenza nell’usabilità; <strong>Inspiration Award</strong>, dedicato a nuove tecnologie innovative di “ispirazione” per il settore. <strong>I tre vincitori assoluti saranno annunciati durante la cerimonia di apertura di Intertraffic Amsterdam 2026, il prossimo 10 marzo.</strong></span></p><p><span style="font-size: 16px;">L’evento, della durata di quattro giorni e con chiusura il 13 marzo, vedrà la partecipazione di circa 30.000 professionisti della mobilità provenienti da oltre 140 Paesi, riuniti per esplorare e condividere il futuro della mobilità intelligente, sicura e sostenibile. Ospitato presso <strong>RAI Amsterdam</strong>, Intertraffic 2026 rappresenterà <strong>l’edizione più “partecipata” di sempre, con 900 espositori distribuiti in 12 padiglioni</strong>, oltre 300 sessioni di incontri specialistici e aree dedicate alle tecnologie emergenti.</span></p><p><span style="font-size: 16px;">Tra i finalisti degli Intertraffic Awards 2026 rientra anche un’azienda italiana: si tratta di <a href="https://www.noisesrl.it/home.php">Noise</a> con la soluzione <strong>Le Difese</strong> Wall, “<i>sistema di rivestimento fonoassorbente che abbina prestazioni acustiche, sostenibilità e qualità architettonica</i>”. Realizzato in plastica riciclata e completamente riciclabile, il sistema &#8211; dotato di <strong>certificazione EPD</strong> &#8211; si distingue per la sua resistenza, durabilità, aspetti estetici e prestazionali. </span></p><p><span style="font-size: 16px;">Oltre alle categorie citate, tutte le startup che parteciperanno a ITSUP nell’ambito di Intertraffic sono candidabili all’<strong>Intertraffic Startup Award</strong>: il vincitore sarà annunciato durante la cerimonia di apertura della manifestazione, di cui </span><span style="font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: 400;"><span style="font-size: 15.75px; color: #0d1e51;"><strong style="font-size: 15.75px;">VISION</strong></span></span><span style="font-family: Lato; font-size: 15.75px; font-style: normal; font-weight: bold; color: #ec6623;">J </span><span style="font-size: 16px;">è <strong>media partner</strong>.</span></p><p><a href="https://www.intertraffic.com/amsterdam/innovations/nominees"><span style="font-size: 16px;">Approfondisci tutti i progetti in nomination </span></a></p><h3 style="font-style: normal;"><span style="font-size: 22px; color: #0d1e51; letter-spacing: -0.02rem;">Il giro del mondo Intertraffic</span></h3><p>• Intertraffic Amsterdam: 10-13 marzo 2026</p><p>• Intertraffic China: 3-5 giugno 2026</p><p>• Intertraffic Americas: 8-10 giugno 2027</p><p><a href="https://www.intertraffic.com/">Scopri di più</a></p>								</div>
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